Deutsche Bank: schema cum-ex fa tremare le banche europee - Borsa e Finanza

Deutsche Bank: schema cum-ex fa tremare le banche europee

Deutsche Bank: lo schema cum-ex che fa tremare le banche europee

Situazione molto delicata per Deutsche Bank in questo periodo, per via di un’indagine interna relativa a uno scandalo fiscale che ha visto coinvolti oltre 70 dipendenti. Il personale è sotto inchiesta da tempo dalla magistratura tedesca con l’accusa di appropriazione indebita per svariati milioni di euro, sottratti al Fisco. L’inchiesta però fa parte di un’altra più ampia e di lunga data che tira in ballo altri istituti finanziari come Barclays, Macquarie, Bnp Paribas, Société Générale, Crédit Agricole e Hypovereinsbank di proprietà di UniCredit, e che riguarda 1.500 persone sospette. L’indagine interna della banca tedesca, condotta dallo studio legale Freshfields, è partita nel 2015, ma si è intensificata nell’ultimo mese in stretta collaborazione con la Procura di Colonia.

 

Cum-ex: lo schema di frode messo in piedi dalla banca

Lo schema di frode fiscale su cui si incentra tutta l’inchiesta è denominato “cum-ex” e si riferisce alla richiesta di rimborsi fiscali dopo operazioni azionarie relative ai dividendi. In base alle accuse, gli istituti avrebbero venduto e comprato azioni con (cum) e senza (ex) dividendo a ridosso delle date di stacco delle cedole, in modo da ottenere benefici fiscali. Per la precisione, l’imposta sui dividendi sarebbe stata trattenuta e versata alle Autorità fiscali alla fonte, con gli investitori istituzionali, che erano esenti da imposta, in grado di recuperare l’imposta trattenuta attraverso certificati fiscali emessi dalle loro banche depositarie.

Attraverso complesse operazioni di vendita allo scoperto e negoziazioni over-the-counter intorno alla data di stacco della cedola, si sarebbe generata una situazione in cui due parti avessero diritto a rimborsi fiscali, ovvero chi deteneva le azioni e chi le acquistava attraverso un contratto di vendita allo scoperto da una terza parte. Tutto questo sebbene l’imposta fosse stata pagata una sola volta.

Tali movimenti, eseguiti per 15 anni, erano tecnicamente possibili ai sensi del codice fiscale tedesco, ma erano fraudolenti in quanto miravano a sottrarre risorse al Fisco. Secondo il Ministero delle Finanze tedesco, in Germania lo Stato ha rimborsato minimo 3,9 miliardi di euro tra il 2001 e il 2011, ma tali rimborsi non sarebbero stati dovuti.

Inoltre, il rapporto Freshfields ha messo in luce come Deutsche Bank abbia generato milioni di euro di commissioni attraverso i servizi di investment banking ai clienti specializzati nel trading cum-ex. Il principale istituto tedesco persino deteneva tra il 2008 e il 2011 una partecipazione del 5% nel fondo d’investimento Luxembourg Financial Group Holding, specializzato nel cum-ex. Le transazioni cum-ex sono state etichettate come fraudolente dalla Corte di Cassazione tedesca in una sentenza storica del 2021.

 

Deutsche Bank: le responsabilità secondo il rapporto Freshfields

Il rapporto Freshfields evidenzia quelle che sono state le responsabilità da parte della banca tedesca. Lo studio legale cita una mancanza di controlli nel rispetto delle politiche interne del creditore. In sostanza, Deutsche Bank avrebbe dovuto adottare sistemi di garanzia che le negoziazioni fossero effettuate entro i parametri stabiliti nei regolamenti. Da qui le critiche per aver accettato clienti chiaramente specializzati nel cum-ex, con la banca che ha finanziato le transazioni. Deutsche tra l’altro avrebbe prestato azioni utilizzate in questo tipo di operazioni e venduto le coperture necessarie per proteggersi dalle oscillazioni dei prezzi.

Dal canto suo, la banca ha dichiarato di non aver effettuato transazioni cum-ex sui propri conti, ma ha riconosciuto di aver fornito finanziamenti per le transazioni dei suoi clienti. “Oggi Deutsche Bank ha una visione molto critica di queste attività di finanziamento e sta cooperando con le indagini delle Autorità a questo proposito”, ha detto la banca.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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