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Diamondback si fonde con Endeavour, le azioni sono da vendere?

Nell'immagine, una raffineria di petrolio al tramonto, con in primo piano i tank che contengono la materia prima

Potrebbe essere una delle operazioni più importanti del settore energetico. I colossi statunitensi Diamondback Energy e Endeavour Energy Resources sono alle battute finali di una trattativa per la fusione tra le due società. L’accordo, secondo quanto riporta Reuters, varrebbe circa 25 miliardi di dollari e creerebbe un gigante del petrolio e del gas del valore di oltre 50 miliardi di dollari. Le due società unite diventerebbero il terzo produttore di petrolio e gas nel Permiano, il principale giacimento petrolifero statunitense che si trova a cavallo tra il Texas occidentale e il Nuovo Messico. I volumi di petrolio e gas della nuova società che si verrebbe a creare sarebbero inferiori solo a quelli di Exxon Mobil e Chevron.

Una fusione tra Diamondback ed Endeavour sarebbe l’ultima di una serie di importanti M&A che hanno recentemente rimodellato il panorama aziendale nel settore dello shale oil statunitense. Lo scorso anno Exxon Mobil ha accettato di acquisire Pioneer Resources per circa 60 miliardi di dollari, Chevron di acquistare Hess per circa 53 miliardi di dollari e Occidental Petroleum ha raggiunto un accordo per l’acquisto di CrownRock per circa 10,8 dollari.

L’ondata di consolidamento segna una maturazione del settore dello shale, che in precedenza era frammentato, privo di operatori di dimensioni significative e che faticava ad attrarre gli investitori. Endeavour era visto come uno degli ultimi potenziali principali candidati al consolidamento.

 

Azioni Diamondback a quota 188 con un nuovo gap up

Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Diamondback sembrano essere impostato al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in gap up (rimasto aperto nell’intraday sul livello 185,87), le quotazioni si sono mantenute tutta la giornata all’interno di uno stretto trading range. Dopo la perdurante fase di congestione che ha caratterizzato il mese di gennaio, l’azione ha effettuato il breakout rialzista del livello 157,38 con un vistoso gap up (rimasto tutt’ora aperto sul livello 154,22 dallo scorso 12 febbraio) cominciando a salire con forza fino ai corsi attuali. Ora si è arrivati a sfiorare anche l’importante resistenza posta a quota 188, tra l’altro con un nuovo gap up verificatosi proprio ieri.

Risulta evidente la fase di euforia che sta attraversando il titolo e diventa quindi difficile pensare che tale corsa possa continuare ancora per molto, anche in considerazione del fatto che finora non vi sono stati fisiologici ritracciamenti degni di nota.

In concomitanza con i valori molto alti dell’indice di riferimento Nasdaq, di conseguenza, nell’immediato è più probabile attendersi uno storno che potrebbe estendersi fino al supporto posizionato sul livello 176, base su cui ripartire con gli acquisti vista comunque l’impostazione positiva di fondo di Diamondback, avente tutta la potenzialità di superare i recenti massimi.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 187,75 con target nell’intorno dei 193,38 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 186,36 con obiettivo molto vicino al livello 180,76. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a metà febbraio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipercomprato” vicino al livello 72.


L’andamento di breve termine del titolo DIAMONDBACK

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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