Difesa: Danske Bank rimuove i limiti agli investimenti in Europa

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Danske Bank ascolta il richiamo dell’Europa alla difesa e rimuove le restrizioni agli investimenti in aziende che producono armi. La più grande banca danese consentirà alle sue unità di gestione patrimoniale e pensionistica di investire in società del settore nell’Unione europea, eliminando il divieto in vigore su 30 aziende.

Ciò si inserisce nell’ambito del nuovo quadro geopolitico in cui il Vecchio continente sta cercando di rendersi indipendente dagli Stati Uniti in seguito al deterioramento dei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico. Il mese scorso, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha lanciato la proposta di investire fino a 800 miliardi di euro per armare l’Europa nell’ottica di rendere più sicuro il territorio da un’eventuale aggressione esterna. Il nuovo approccio è diventato urgente dopo quanto accaduto in Ucraina con l’invasione russa e considerati gli scontri con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che si sta sempre più allontanando dall’alleanza atlantica.

“Abbiamo assistito a un’attenzione nettamente maggiore sulla necessità di difese più forti in Europa”, ha dichiarato Erik Eliasson, responsabile degli investimenti responsabili di Danske. “C’è stato anche un notevole cambiamento nell’atteggiamento dei clienti nei confronti del settore”. L’istituto di credito danese ha affermato di aver preso la decisione dopo una revisione di routine delle politiche di investimento della sua unità di asset management e di Danica, il gestore che offre polizze di assicurazione sulla vita e pensionistiche.

L’adeguamento segue una serie di altri aggiustamenti effettuati lo scorso anno. “Attraverso le nostre restrizioni per armi e attrezzature militari controverse, abbiamo ampliato il nostro universo di investimento legato alle azioni della difesa di circa 200 società nell’ultimo anno”, ha dichiarato la banca. Quanto alle società rimosse dalla black list, Danske ha affermato di non poter fare ora i nomi per motivi di natura normativa e legati agli investimenti. Tuttavia, ha sottolineato che l’aggiornamento sarà ultimato il prossimo mese e un elenco delle società verrà pubblicato entro la fine dell’anno.

 

Difesa: i gestori patrimoniali europei stanno cambiando la politica di investimento

La notizia della rimozione dei limiti relativi agli investimenti nella difesa di Danske Bank giunge poco dopo la decisione, della stessa natura, presa dal gestore patrimoniale Allianz Global Investor. L’asset manager del gruppo Allianz consentirà la detenzione di asset precedentemente vietati. In tale contesto revocherà le restrizioni su attrezzature e servizi militari e in merito alle attività inerenti alle armi nucleari. Il gestore però ha precisato che manterrà il divieto sulle armi nucleari al di fuori del Trattato di non proliferazione, così come sulle armi al fosforo bianco e all’uranio impoverito.

Le modifiche si applicheranno alla maggior parte dei fondi comuni di investimento di Allianz GI classificati come l’articolo 8, recita una nota del 27 marzo. L’articolo rientra nella normativa europea che richiede ai gestori patrimoniali di promuovere obiettivi ambientali, sociali e di governance. Sono sempre più i gestori dei fondi ESG in Europa ad abbandonare le politiche di esclusione che rendono gli asset della difesa non investibili. Tutto questo, secondo gli analisti di Morgan Stanley, ha il potenziale per liberare flussi tra i 53 e i 119 miliardi di dollari.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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