Digital Markets Act: cos’è e come funziona

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Negli ultimi mesi si è molto parlato del Digital Markets Act nell’ambito dei rapporti tra l’Unione europea e le grandi aziende tecnologiche. Il documento oggi rappresenta un punto di riferimento importante nello stabilire il comportamento delle società che operano in Europa in un contesto di libera e leale concorrenza di mercato. A tal riguardo, gli scontri tra le autorità di regolamentazione e le Big Tech si sono fatti sempre più aspri, con diversi provvedimenti sanzionatori comminati per atti che mostravano un abuso di posizione dominante. In questa guida vedremo in dettaglio in cosa consiste il Digital Markets Act, come si sviluppa, cosa significa per le aziende operanti nel territorio del Vecchio continente e i vantaggi per i consumatori.

 

Digital Markets Act: cos’è e cosa prevede

Il Digital Markets Act è una legge dell’Unione europea divenuta esecutiva il 7 marzo 2024 attraverso cui vengono definiti criteri oggettivi per identificare i gatekeeper – ossia le grandi piattaforme digitali che forniscono servizi come motori di ricerca online, app store e messaggistica – e stabiliti obblighi precisi e divieti per questi soggetti. Tutto ciò al fine di rendere i mercati del settore digitale più equi e contendibili. Si tratta di uno dei primi strumenti normativi che serve a integrare, senza modificarle, le norme dell’Ue sulla concorrenza. Il Digital Markets Act origina dalla proposta della Commissione europea, l’organo esecutivo dell’Ue, del 15 dicembre del 2020. In seguito c’è stata l’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio europeo il 14 settembre 2022, con pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il 12 ottobre 2022.

 

Digital Markets Act: come vengono individuati i gatekeeper

Il Digital Markets Act individua i gatekeeper sulla base di tre parametri, come di seguito indicato:

 

  • la dimensione dell’impresa. Gli introiti annuali devono essere almeno pari a 7,5 miliardi di euro negli ultimi 3 anni o la capitalizzazione di almeno 7,5 miliardi di euro nell’ultimo anno, nonché i servizi devono essere forniti ad almeno 3 Stati facenti parte del blocco Ue;
  • il controllo del gateway dell’accesso ai dati degli utenti. In sostanza, viene considerata la registrazione di almeno 10 mila utenti europei attivi nell’ultimo anno e oltre 45 milioni di utenti finali europei attivi al mese;
  • la posizione sul mercato che deve essere durevole e stabile.

 

Una volta stabiliti i criteri per l’identificazione dei gatekeeper, l’individuazione avviene seguendo tre passaggi:

 

  • la verifica da parte della Commissione europea della sussistenza dei requisiti quantitativi richiesti e l’obbligo di comunicare l’esito dell’attività svolta;
  • la designazione di gatekeeper sulla base delle informazioni fornite e di ulteriori indagini;
  • la garanzia del rispetto di divieti e obblighi entro sei mesi dalla data di identificazione come gatekeeper.

 

La Commissione comunque valuta caso per caso e può procedere all’adeguamento periodico delle soglie quantitative considerando una serie di variabili a livello tecnologico e di mercato. Alla luce di tutto questo, può valutare e riesaminare la designazione.

 

Digital Markets Act: obblighi e divieti

Ma quali sono gli obblighi e i divieti per i gatekeeper? Gli obblighi consistono in “cose da fare”, come:

 

  • consentire a terzi di interoperare con i servizi del gatekeeper in determinate situazioni specifiche;
  • consentire l’accesso degli utenti commerciali ai dati che generano nell’uso della piattaforma del gatekeeper;
  • fornire agli inserzionisti tutti gli strumenti e le informazioni necessari per effettuare la propria verifica indipendente dei loro annunci pubblicitari ospitati dalle piattaforme del gatekeeper;
  • consentire agli utenti commerciali la promozione della loro offerta e la conclusione dei contratti con i loro clienti al di fuori della piattaforma del gatekeeper.

 

I divieti invece riguardano “cosa da non fare”, come:

 

  • favorire i propri servizi e prodotti ai fini del posizionamento rispetto a quelli analoghi offerti da terzi sulla piattaforma del gatekeeper;
  • impedire ai consumatori il collegamento ad aziende al di fuori della piattaforma del gatekeeper;
  • impedire agli utenti, nel caso lo reputino necessario, la disinstallazione di software o app nella piattaforma;
  • tracciare, senza consenso, gli utenti al di fuori del servizio di base della piattaforma ai fini della pubblicità mirata.

 

Affinché le norme del Digital Markets Act vengano rispettate, la Commissione europea conduce indagini di mercato in modo da qualificare i gatekeeper, aggiornare nel caso opportuno gli obblighi per tali soggetti, apportare misure correttive nella circostanza di violazione delle norme in modo sistematico.

 

Cosa succede in caso di violazioni

Il Digital Markets Act stabilisce delle sanzioni specifiche qualora i gatekeeper dovessero violare le regole. Innanzitutto, un’azienda rischia un’ammenda fino al 10% del fatturato totale annuo, che può elevarsi al 20% se il comportamento è recidivo. A ciò si aggiunge una penalità di mora fino al 5% del fatturato medio giornaliero. I gatekeeper però solitamente ricevono degli inviti da parte della Commissione europea, a seguito di un’indagine di mercato, ad adottare misure correttive in proporzione all’infrazione commessa. I rimedi possono essere di natura finanziaria, ma anche di carattere comportamentale e strutturale, come la cessione di un’azienda o di parti di essa.

 

Vantaggi per i consumatori

I vantaggi per i consumatori del Digital Markets Act sono stati delineati dai massimi organi europei in sede di entrata in vigore della legge e possono essere così riassunti:

 

  • trasparenza e funzionamento del mercato digitale e delle piattaforme;
  • riduzione dei casi e dei tempi di intervento delle autorità in tema di comportamenti anticoncorrenziali;
  • possibilità di raccogliere informazioni su chi conduce comportamenti anticoncorrenziali;
  • possibilità di interoperare con servizi di aziende più piccole;
  • gestione più equa della pubblicità;
  • possibilità di scaricare app al di fuori dell’intermediazione di app store come Google e Apple, nonché di disinstallare app dalla piattaforma dei gatekeeper;
  • una maggiore libertà di scelta dei servizi, con possibilità di ottenere costi più bassi.
Immagine di Redazione

Redazione

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