Dopo il voto favorevole della Camera, anche il Senato ha approvato il DL Sport e Scuola, una norma che promette di rivoluzionare il calcio italiano. Oltre a numerose disposizioni per il mondo della scuola come la specializzazione su sostegno abbreviata, il docente specifico per studentesse e studenti stranieri, i concorsi a cattedra più selettivi e tanto altro, all’interno del provvedimento c’è un meccanismo che intende riformare l’intera industria del pallone e tutti i soggetti che coinvolge.
DL Sport e Scuola: cosa prevede per il calcio italiano
Il DL 71/2024 riforma lo sport italiano negli articoli dall’1 al 5 con le “misure in materia di sport, di lavoro sportivo e della relativa disciplina fiscale”. La norma che fa più discutere è quella che prevede la creazione di una nuova Commissione di vigilanza indipendente che controlla i conti dei club professionisti e che di fatto sostituisce la COVISOC, la Commissione di vigilanza sulle società di calcio interna alla FIGC. La novità colpisce in modo particolare la Federcalcio e ha già causato le dimissioni irrevocabili di quattro componenti della COVISOC.
La rinnovata Commissione è un organismo di controllo e vigilanza chiamato a verificare l’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche. L’ente si pronuncerà sulla legittimità e sulla regolarità della gestione economico-finanziaria dei club, in particolare di calcio e di basket. Non solo: la Commissione sarà attiva sia sul versante dei controlli, indicando quali misure adottare per ripianare situazioni insostenibili, che su quello del confronto con i player del settore per accogliere spunti e riflessioni e garantire la sostenibilità del comparto.
La Commissione sui bilanci sarà formata da un Presidente e da sei componenti, nominati con decreto del Presidente del Consiglio o del Ministro dello Sport, di concerto con il Ministro dell’Economia. Tra i sei componenti due sono il Presidente dell’INPS e il direttore dell’Agenzia delle Entrate. Il Presidente e gli altri quattro verranno individuati nell’ambito di una rosa di cinque nominativi proposti dalle federazioni sportive nazionali interessate, FIGC e FIP, d’intesa con le rispettive leghe.
In aggiunta, la Commissione assume personale dipendente tramite concorso pubblico: non più di 30 professioniste e professionisti. La dotazione di spesa per l’istituzione e l’avvio della Commissione è di 1,7 milioni di euro per il 2024. Dal 2025, l’organismo provvede alla gestione autonoma delle spese per il proprio funzionamento attraverso i contributi annuali delle federazioni e delle società, pari rispettivamente alle quote di 1,9 milioni e di 1,6 milioni.
Dal quarto mandato dei Presidenti federali all’emendamento Mulè
Con il DL Sport e Scuola cambiano le regole per l’elezione dei vertici delle federazioni sportive per un quarto mandato: in caso di candidatura successiva al terzo mandato consecutivo, i Presidenti sono eletti a condizione che conseguano alla prima votazione un numero di voti pari almeno ai due terzi del totale dei voti validamente espressi. In caso di mancata elezione, non sono candidabili alle votazioni successive per lo stesso mandato.
Nel testo figura la norma per la diversa rappresentazione all’interno del Consiglio federale della FIGC: l’ormai famoso emendamento Mulè, dal nome del vice-presidente della Camera, Giorgio Mulè, che l’ha firmato e che è stato approvato dalla Commissione Cultura e Sport di Montecitorio. La modifica dà maggiore peso alla Lega Serie A all’interno della FIGC: Mulè sostiene infatti che “con il suo apporto finanziario la Lega garantisce al calcio le energie necessarie per alimentarsi”.
L’emendamento contempla che “al fine di garantire un’adeguata rappresentanza nei sistemi federali, negli sport a squadre composte da atleti professionisti e con meccanismi di mutualità generale previsti dalla legge, le leghe sportive professionistiche hanno diritto a un’equa rappresentanza negli organi direttivi delle federazioni sportive nazionali di riferimento che tenga conto anche del contributo economico apportato al relativo sistema sportivo”.
L’approvazione delle norme statutarie richiede il 50% dei voti più uno. Attualmente le percentuali di rappresentanza in Federazione sono la Serie A al 12%, la Serie B al 5%, la Lega Pro al 17%, la LND (Lega Nazionale Dilettanti) al 34%, i calciatori al 20%, gli allenatori al 10% e gli arbitri al 2%. Per far salire la quota dei club di A nell’ordinamento federale e modificare quindi il futuro assetto della Federcalcio, si prevede una riduzione delle altre leghe.
Soltanto le società di calcio che sono in regola dal punto di vista fiscale avranno accesso alle camere di compensazione sulla base delle quali le leghe di riferimento organizzano i rapporti economici tra i club. Inoltre, entro il 31 dicembre, ogni società sportiva professionistica dovrà provvedere a istituire al suo interno un organo consultivo ad hoc rappresentativo della tifoseria. Il consultivo concede ai supporter diritto di parola (ma non di voto) nelle assemblee dei soci del club.
Cos’è NADO Italia e come cambia il lavoro sportivo
Non meno importante è l’articolo 4 che disciplina il funzionamento di NADO Italia, l’Organizzazione Nazionale Antidoping in Italia. L’ente, costola nazionale della World Anti-Doping Agency, è un’agenzia tecnica indipendente dotata di personalità giuridica di diritto privato e ha la responsabilità esclusiva in materia di adozione delle norme sportive antidoping, di vigilanza e controllo di conformità al codice mondiale WADA.
Dal 2026 viene ridefinito il livello di finanziamento di CONI, Sport e Salute e NADO Italia. Il budget annuo complessivo è di massimo 410 milioni di euro, pari al 32% delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato registrate nell’anno precedente, dal versamento di IRES, IVA, IRAP e IRPEF nella gestione degli impianti sportivi e nelle attività di club e palestre. Sono destinati 45 milioni di euro all’anno al CONI, 7,7 milioni a NADO Italia e una quota non inferiore a 355,3 milioni a Sport e Salute, che provvede al finanziamento delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione, dei gruppi sportivi militari e dei corpi civili.
L’articolo 3 introduce misure urgenti in materia di lavoro sportivo, istituendo un rimborso forfettario per i volontari sportivi per le spese sostenute per le attività svolte in occasione di manifestazioni ed eventi riconosciuti da federazioni, enti di promozione e discipline sportive associate, fino a 400 euro al mese.
L’articolo 5, infine, interviene sulla normativa per l’accesso alla ripartizione delle risorse che derivano dalla commercializzazione dei diritti televisivi dei campionati di calcio. In relazione agli incarichi di revisione dei bilanci, il DL Sport e Scuola richiede che “per le società diverse dalle società italiane emittenti valori mobiliari ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati, i suddetti incarichi hanno la durata di tre esercizi e non possono essere rinnovati o nuovamente conferiti se non siano decorsi almeno tre anni dalla data di cessazione dei precedenti”.









