Dollaro di Hong Kong: cos'è e come funziona il Peg con il dollaro USA
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Dollaro di Hong Kong: cos’è e come funziona il Peg con il dollaro USA

Dollaro di Hong Kong: cos'è e come funziona il peg con il dollaro USA

In questi giorni è tornato di attualità il tema dell’ancoraggio del dollaro di Hong Kong al dollaro USA, che dura ormai da quasi 40 anni. L’argomento è stato rivitalizzato dall’annuncio del grande gestore di hedge fund Bill Ackman, che ha rivelato una posizione ribassista sulla valuta asiatica, puntando sulla rimozione del peg in un tempo non troppo lontano. Entriamo quindi più a fondo, cercando di capire come è nato l’ancoraggio, come funziona e perché è importante.

 

Cos’è e come funziona

Il legame fisso tra dollaro di Hong Kong e dollaro USA è nato nel 1983 attraverso un mandato del governo cinese alla Hong Kong Monetary Authority di Hong Kong (HKMA) per mantenere il cambio USD/HKD in una banda limitata di oscillazione. La fascia è compresa tra 7,75 e 7,85. Questo intervallo è mantenuto dal 2005 e non è mai stato modificato. Ciò significa che l’HKMA interviene acquistando dollari HK e vendendo dollari USA quando il cambio si dirige verso la parte alta della banda, mentre effettua l’operazione inversa quando si avvia verso la parte bassa. L’operazione viene eseguita soprattutto utilizzando le proprie riserve valutarie.

 

Perché il Peg è importante

L’obiettivo delle autorità di Hong Kong è quello di mantenere stabile la valuta per assicurare una certa stabilità finanziaria. Per un’economia aperta come quella dello Stato asiatico, questo è un fattore di estrema importanza, poiché gli investitori internazionali possono parcheggiare i loro soldi senza avere brutte sorprese da oscillazioni violente della valuta, la quale diviene sicura e facilmente convertibile.

 

Come è stato l’andamento del cambio USD/HKD

Negli anni l’ancoraggio ha retto senza interruzioni. Ultimamente vi sono state forti pressioni da parte degli investitori che hanno spinto il cambio verso l’alto. La ragione è che la differenza tra la politica monetaria restrittiva della Federal Reserve e quella accomodante della Banca centrale cinese favorisce operazioni di carry trade, dove gli operatori prendono a prestito dollari HK a tassi bassi per investire in dollari USA a rendimenti più elevati. Ciò ha costretto l’HKMA a intervenire ripetutamente per ripristinare l’equilibrio, anche alzando i tassi sul mercato monetario. Infatti, la strategia sopra esposta è diventata meno attraente nell’ultima parte del 2022, dove l’Hibor a tre mesi è risultato addirittura più alto rispetto all’equivalente statunitense.

 

Quante volte è stato sfidato il Peg

Alcuni grandi investitori hanno provato in passato a sfidare le autorità monetarie di Hong Kong puntando sulla rottura del peg. George Soros e Kyle Bass hanno tenuto delle posizioni corte contro il dollaro di Hong Kong per un certo periodo, ma poi hanno desistito visto che le pressioni del mercato venivano sistematicamente respinte dall’HKMA. Nel mese di novembre 2022, Bill Ackman, il miliardario fondatore dell’hedge fund Pershing Square Capital Management, ha assunto una posizione short sulla valuta asiatica attraverso un’opzione put. “È solo una questione di tempo perché salti il peg”, ha dichiarato. La comunità finanziaria è molto scettica sulla rottura dell’ancoraggio in quanto la Banca centrale ha tante di quelle riserve valutarie da essere in grado di far fronte a qualsiasi tentativo di alterare l’equilibrio che dura da decenni. Secondo Morgan Stanley il peg non è a rischio, dal momento che la Cina ha fatto affidamento su Hong Kong come “principale porta d’accesso al capitale globale” in quanto lo yuan non è completamente convertibile. A luglio, il segretario finanziario Paul Chan ha dichiarato che le “enormi riserve valutarie – circa 440 miliardi di dollari, equivalenti a 1,7 volte la base monetaria del dollaro di Hong Kong – sono sufficienti per mantenere l’ancoraggio valutario. Un rappresentante dell’HKMA il 24 novembre ha ribadito che non c’è alcun piano né necessità di modificare il suo sistema di cambio.

 

Cosa potrebbe succedere se si rompesse il Peg

La difesa del peg potrebbe risultare più impegnativa alla luce delle maggiori pressioni degli investitori, allarmati dalle restrizioni Covid-19 e dalla crisi immobiliare che pesano sull’economia cinese. Anche se sarà difficile una rottura dell’ancoraggio, niente è mai sicuro nel mondo finanziario. Ne sanno qualcosa gli investitori che contavano sul Peg EUR/CHF a 1,20 otto anni fa, prima che la Swiss National Bank improvvisamente cambiasse idea. Ultimamente è stato abbandonato il floor anche della sterlina egiziana con il dollaro USA, dopo accordi sugli aiuti all’Egitto da parte del Fondo Monetario Internazionale. In un mese la valuta egiziana ha perso rispetto al biglietto verde oltre il 20% del suo valore. Quindi, allorché si decide di rimuovere un limite fisso di prezzo nei cambi valutari, gli effetti possono essere molto violenti e determinare grosse perdite soprattutto se si opera usando molta leva finanziaria.

 

Perché l’ancoraggio non è stato fatto con lo yuan

I motivi per cui le autorità cinesi non hanno utilizzato lo yuan al posto del dollaro HK per ancorarlo al dollaro USA sono di diversa natura. Intanto, lo yuan non è una valuta completamente convertibile e non ha lo status per diventare una valuta di riserva internazionale. Inoltre, Hong Kong rappresenta il centro finanziario dei grandi investitori internazionali, che hanno bisogno di stabilità valutaria per mantenere i propri fondi depositati al sicuro. Questo significa che la rilevanza della piazza finanziaria di Hong Kong perderebbe molti punti nel caso in cui si decidesse di legare strettamente al dollaro USA un’altra valuta che non sia quella locale.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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