E-sport: la Cina si conferma il mercato più grande del mondo - Borsa e Finanza

E-sport: la Cina si conferma il mercato più grande del mondo

E-sport: la Cina si conferma il mercato più grande del mondo

La Cina si conferma essere il più grande mercato del mondo nel settore degli e-sport. In base a un rapporto della società di ricerca specializzata nei games Niko Partners, nel 2021 le entrate del mercato cinese sono ammontate a 403 milioni di dollari, con una crescita del 14% su base annua. Gli e-sport, o sport elettronici, riguardano i tornei a livello professionale di videogiochi che i fan possono guardare tramite live streaming. Secondo Alexander Champlin, capo della sezione e-sport di Niko Partners, la Cina ha un vantaggio notevole in questo mercato, perché vi è una popolazione enorme di giocatori interessati a tali contenuti e che vorrebbero diventare essi stessi professionisti di tali eventi.

In altri Paesi, il business degli e-sport sta crescendo a vista d’occhio, soprattutto in Asia. Il rapporto della società di ricerca riporta che nel Sud-Est asiatico, le entrate sono arrivate a 80,1 milioni di dollari nel 2021, con una crescita del 27,3% anno su anno. Champlin rimarca il caso dell’India, ritenuto storicamente sottovalutato, ma che ha visto introiti crescere del 26% a 20,3 milioni di dollari rispetto al 2020 e che ha ancora enormi potenzialità di salita, a mano a mano che il potere d’acquisto degli indiani aumenta.

 

E-sport: l’ombra lunga della regolamentazione cinese

L’affermazione di Pechino in questo settore risalta in maniera particolare in quanto lo scorso anno vi è stata una stretta molto dura da parte delle Autorità di regolamentazione, che hanno stabilito per i minori di 18 anni limiti di tempo a tre ore settimanali per giocare con i videogames online. Oltretutto, il Governo ha bloccato le approvazioni per la distribuzione e monetizzazione di nuovi giochi tra luglio 2021 e aprile 2022. A farne le spese sono state soprattutto società del calibro di NetEase e Tencent, con ripercussioni in Borsa molti forti. Negli ultimi 12 mesi infatti le azioni dei due colossi dell’intrattenimento sono scivolate rispettivamente del 20% e del 38% alla Borsa di Hong Kong.

Il settore tuttavia ha retto bene, ma Champlin non nasconde una certa preoccupazione per quello che potrà essere l’impatto nel futuro di un giro di vite regolamentare. A suo giudizio, l’entusiasmo è molto alto intorno agli eventi, alle celebrità che vi partecipano e a quant’altro; il problema però riguarda gli effetti delle limitazioni per le future generazioni di appassionati e professionisti degli e-sport. “Alla lunga tutto questo potrebbe portare alla fine del dominio storico della Cina in questo settore”, ha avvertito l’esperto.

C’è da dire che il Governo sta cercando di equilibrare gli interventi tenendo conto anche del grande interesse intorno a questo movimento. Ad esempio, a Shangai lo scorso anno è stata inaugurata un’arena di e-sport di 500 mila metri quadrati, il che dimostra che non vi sia un totale ostracismo del Governo per i videogames ma un tentativo, in base alla sua filosofia, di evitare che l’eccesso possa danneggiare le nuove generazioni.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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