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Economia globale: ecco 3 fattori che spiegano un calo della crescita

Economia globale: Moody's, 3 fattori che spiegano un calo della crescita

Da Moody’s non arrivano messaggi confortanti riguardo l’economia globale. Secondo l’amministratore delegato per il rischio sovrano e sub-sovrano Marie Diron, l’inflazione più ostica del previsto avrà un impatto globale sulla crescita negativo. Soprattutto con riferimento ai mercati emergenti asiatici, attraverso condizioni commerciali più onerose e un limitato accesso ai finanziamenti nella regione.

 

Economia globale: Moody’s, i motivi del rallentamento

In un’analisi più ampia, Diron ha individuato tre fattori che determineranno un rallentamento dell’economia globale. Il primo allude alla persistenza di tassi d’interesse più elevati. Il top manager di Moody’s ritiene che i rischi di inflazione siano ancora un punto critico e questo spingerà le Banche centrali a risultare molto vigili in tema di tassi. La Federal Reserve ha iniziato a stringere sul costo del denaro a partire da marzo 2022, quando l’inflazione era nel pieno di una galoppata che l’ha portata ai massimi degli ultimi 40 anni. Il tasso di riferimento sui Fed Funds è arrivato fino al 5,5% e la scorsa settimana il governatore Jerome Powell ha avvertito che ulteriori strette potrebbero attuarsi nelle prossime riunioni. “Ci sono ancora rischi là fuori che l’inflazione potrebbe rivelarsi più viscosa di quanto attualmente previsto, e ciò porterebbe a rischi più elevati per una crescita più lunga e più lenta”, ha spiegato Diron.

Il secondo fattore riguarda il sistema finanziario, scosso dalla crisi bancaria. L’esperta di Moody’s sottolinea come i tassi più alti abbiano avuto impatti positivi sui margini per alcune banche, ma ciò “ha anche avuto bisogno di un aggiustamento per continuare ad attrarre depositi”. Quindi, “potrebbe essere che ci siano sacche di stress, attualmente non ancora emerse, che si materializzano forse tra la fine di quest’anno e l’anno prossimo”.

Il terzo fattore si riferisce alla Cina. L’economia della seconda superpotenza mondiale è in crisi, deludendo le aspettative di quanti contavano su un rimbalzo quest’anno dopo le chiusure per Covid del 2022. Moody’s non prevede un’inversione di tendenza in tempi rapidi. “Una crescita relativamente lenta in Cina avrà implicazioni in tutta la regione asiatica, con un aumento dei tassi di default”, ha detto Diron.

 

Alcune zone franche

Moody’s rintraccia però anche alcune note liete, specialmente nel sud-est asiatico. “Potrebbero esserci alcune sacche di resilienza”, osserva Diron, che aggiunge come sia possibile “una crescita relativamente robusta e condizioni favorevoli in mercati come l’India e l’Indonesia”. In maniera particolare, l’Indonesia avrebbe il potenziale per “materializzare le vaste risorse naturali del Paese e sviluppare i settori a valle, per mezzo della lavorazione dei minerali attraverso la catena del valore”. Tra questi minerali si ricordano quelli utilizzati per un settore in grande spolvero come quello dei veicoli elettrici, ossia nichel e cobalto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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