Economia globale: per Elliott in arrivo la peggiore crisi dal dopoguerra - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Economia globale: per Elliott in arrivo la peggiore crisi dal dopoguerra

Economia globale: per Elliott arriverà la peggiore crisi dal dopoguerra

L’economia globale potrebbe vedere la peggiore crisi finanziaria dal dopoguerra. Il monito è lanciato da Elliott Management, uno dei più grandi hedge fund del mondo. In una lettera agli investitori, la società con sede in Florida ha avvertito di una situazione estremamente impegnativa che si porrà davanti, dove sarà davvero difficile riuscire a far soldi. “Gli investitori non dovrebbero presumere di aver visto tutto, solo perché hanno vissuto crisi finanziarie come il mercato ribassista del 1970 e lo shock del prezzo del petrolio, il crollo del mercato del 1987, il crollo delle dotcom o la crisi finanziaria del 2008”, ha scritto Elliott.

Secondo il gruppo fondato da Paul Singer, il mondo si è diretto verso un’iperinflazione, che potrebbe portare a “un collasso sociale globale e conflitti civili o internazionali”. La responsabilità di tutto viene imputata in gran parte alla politica monetaria delle Banche centrali, che hanno attribuito ai colli di bottiglia della catena di approvvigionamento sulla scia della pandemia la causa dell’elevata inflazione, quando in realtà il motivo è da ascrivere alla politica monetaria ultra-accomodante messa in atto nel 2020, allorché il mondo è stato travolto dal Covid-19.

 

Economia globale: la crisi travolgerà i mercati azionari

L’alert di Elliott arriva in un periodo in cui gli investitori sono disorientati sul corso che potrà prendere l’economia globale, alla luce delle riunioni delle Banche centrali di questi giorni. La Federal Reserve ieri ha alzato di 75 punti base per la quarta volta consecutiva i tassi d’interesse, ma ha affondato Wall Street con la conferenza stampa di Jerome Powell. Il Governatore dell’istituto monetario amaricano ha detto che il livello finale dei tassi d’interesse potrebbe essere superiore rispetto a quanto previsto in precedenza, deludendo per l’ennesima volta quanti ansimavano per un messaggio accomodante.

Quest’anno le azioni globali hanno bruciato circa 28.000 miliardi di capitalizzazione, secondo i dati rilasciati da Bloomberg, con l’S&P 500 sceso del 20% dal picco di inizio anno e il NASDAQ che ha dilapidato un terzo del suo valore. Il punto è che per Elliott i ribassi non sono ancora finiti. “Ci sono così tante possibilità spaventose e seriamente negative che è difficile non pensare che stia arrivando un rilassamento seriamente negativo della bolla di tutto”, ha riferito l’hedge fund.

La società che gestisce 56 miliardi di dollari di assets aggiunge che non è possibile sapere se e quando arriveranno i prossimi grandi cali sul mercato azionario, ma “una discesa del 50% dal picco al minimo sarebbe normale e non di breve durata come molti investitori credono”. Tra le aree che sono sottoposte maggiormente al rischio di sell-off, secondo Elliott risultano le banche per via dell’esposizione ai finanziamenti, le obbligazioni di prestito garantite e il private equity a leva.

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *