Edf cerca di inviare un segnale positivo ai mercati varando un nuovo piano industriale allo scopo di rimettere in sesto i suoi conti, che hanno pagato a caro prezzo non solo le chiusure dei reattori ma anche le politiche messe in campo dal Governo francese per limitare i prezzi dell’energia elettrica. Il nuovo piano prevede nello specifico sia un’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, che lo Stato francese avendo quasi l’84% del capitale dovrebbe sottoscrivere in gran parte, che la vendita per 3 miliardi di euro di alcuni asset che serviranno per poter continuare a staccare il dividendo.
Se nel 2021 la società ha registrato utili in aumento dell’11% a 18 miliardi di euro, la view per l’anno in corso è drasticamente peggiorata con un Ebtida che, in scia alle politiche del governo, potrebbe ridursi di 8 miliardi di euro con ulteriori 11 miliardi causati dal calo della produzione di elettricità. Tutto questo andrà ad annullare i 6 miliardi di euro di utile previsti dai prezzi più elevati dell’energia. Inoltre i profitti di Edf potrebbero crollare fino al 70% in scia sia agli sconti richiesti dal Governo che alla contrazione dei volumi di elettricità che genera. Infine il gruppo ha registrato 43 miliardi di euro di indebitamento finanziario netto a fine 2021, che rappresenta 2,4 volte l’Ebitda e che potrebbe aumentare anche nei prossimi anni, anche se la società si pone di riportarlo sotto 3 entro fine 2023.
La crisi di Edf ha impattato anche i conti di Saipem costretta nel mese scorso a lanciare un nuovo profit warning per la maxi commessa da 550 milioni di euro relativa al parco eolico offshore a est della Scozia, al quale la società italiana lavora per conto dell’utility francese.
Azioni Edf: analisi tecnica e strategie operative
In questo contesto non sorprende vedere un trend chiaramente ribassista sul titolo Edf con i prezzi che, nella seduta odierna, si sono spinti in direzione dei minimi di periodo posizionati sulla soglia degli 8 euro. Nel breve questi saranno i livelli da monitorare perchè l’eventuale rottura potrebbe innescare una nuova gamba ribassista che si estenderebbe in direzione dei 7,70 euro e a seguire verso la soglia dei 7 euro. Eventuali rimbalzi che non si spingessero oltre gli 8,80 euro potrebbero rappresentare delle occasioni per aprire posizioni ribassiste
Al contrario un primo e timido segnale di positività si avrebbe solo con il superamento delle prime resistenze poste appunto nei pressi degli 8,80 euro, oltre i quali si avrebbe un primo target rialzista situato in area 9,60 euro e a seguire un ritorno verso la soglia dei 10 euro.









