Edizione punta al risparmio gestito: la famiglia Benetton pensa a una sgr

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Il settore del risparmio gestito fa gola a tutti. Anche a Edizione. Secondo quanto riportato da alcune indiscrezioni di stampa, la holding della famiglia Benetton starebbe valutando l’ipotesi o di creare una nuova sgr o di acquisire direttamente una società già specializzata in questo settore. 

 

In questo articolo:

 

  • Edizione e il risparmio gestito: i piani della famiglia Benetton
  • Il fil rouge con Mediobanca
  • Implicazioni per il risparmio gestito e per il mercato italiano

 

Edizione e il risparmio gestito: i piani della famiglia Benetton

Partendo dalla prima ipotesi, l’idea di Edizione sarebbe quella di creare una newco che controllerebbe interamente la sgr. In questo caso, la holding potrebbe strutturare delle partnership importanti con altre realtà già presenti nel settore del risparmio gestito. Una sarebbe già in casa, 21 Invest, la società fondata da Alessandro Benetton.

L’altra, invece, sarebbe Tages Holding, sgr attiva nel campo energetico e infrastrutturale con più di 2 miliardi di euro di gross asset value. Peraltro, secondo quanto riportato da MilanoFinanza, con quest’ultima ci sarebbe una trattativa già molto avanzata. Questo perché, i fondatori di Tages, Panfilo Tarantelli, Sergio Ascolani, Salvatore Cordaro e Umberto Quadrino, sarebbero alla ricerca di opzioni per valorizzare le proprie quote. 

Va comunque sottolineato che l’obiettivo sarebbe alquanto ambizioso: gestire già nei primi anni circa 3 miliardi di euro di asset, con l’orizzonte di arrivare tra 10 e 15 miliardi entro cinque anni. In questo contesto, la mossa dei Benetton acquista contorni privilegiati di osservazione: non solo per la natura dell’operazione (una nuova Sgr in un mercato assai competitivo), ma anche per il fatto che la holding appare integrata in una vasta rete di partecipazioni industriali e finanziarie – e che ormai, come emerge, non è più soltanto “industriale”. Edizione ha alle spalle asset nelle infrastrutture, nelle concessioni, nel travel retail, e adesso si affaccia con decisione sul risparmio gestito.

 

Il fil rouge con Mediobanca

L’interesse verso il risparmio gestito non è una novità nel panorama italiano. Le operazioni effettuate negli ultimi mesi ne sono una dimostrazione lampante: dalle banche alle assicurazioni, fino ad arrivare agli imprenditori stessi. In questa direzione, la famiglia Benetton sembra seguire la scia di Francesco Gaetano Caltagirone, con cui peraltro si è incrociata ultimamente per un’altra e concatenata operazione: l’ops di Monte dei Paschi su Mediobanca

Edizione faceva parte di quel gruppo di azionisti di Piazzetta Cuccia (con circa il 2,2% del capitale), che hanno aderito sin da subito all’avanzata di Mps. Aspetto che, unito a questa ulteriore novità, dimostra che i Benetton non sono estranei al grande risiko finanziario, anzi partecipano da protagonisti, anche con quote che, seppur non enormi, sono funzionalmente rilevanti in un’operazione strategica di governance.

In questo senso, la scelta di una nuova Sgr non appare isolata, ma perfettamente coerente con un ruolo – fin qui poco enfatizzato – della famiglia Benetton come operatore finanziario oltre che industriale. Il fatto che Edizione detenga partecipazioni in Generali (circa 4,8 %) e in Mediobanca (circa 2,2%) non fa quindi altro che rafforzare questa tendenza.

 

Implicazioni per il risparmio gestito e per il mercato italiano

Una domanda che ci si pone è: qual è l’impatto di questa mossa sul mercato del risparmio gestito in Italia, e quali sono le implicazioni per gli operatori esistenti? In primo luogo, l’ingresso di un nuovo attore come Edizione, con obiettivi di 10-15 miliardi di euro in cinque anni, porterà senza dubbio maggiore competizione. La raccolta, già sotto stress per margini ridotti e per la spinta verso passività sempre più basse, dovrà confrontarsi con nuovi soggetti che puntano a modularità, specializzazione e offerta differenziata. Nel contesto italiano, dove il retail è ancora importante e la consulenza finanziaria evolve, la presenza di un nuovo attore potrebbe stimolare innovazione, nuovi prodotti, servizi digitali.

In secondo luogo, la scelta di Edizione di posizionarsi con proprie competenze e governance suggerisce che il profilo dei “risparmiatori” e dei “clienti patrimoniali” cambierà: più attenzione a commissioni, performance, modello distributivo, asset alternativi. Edizione può cercare di sfruttare sinergie con le proprie partecipazioni infrastrutturali, ad esempio offrendo fondi su infrastrutture, real asset, private equity per clienti italiani selezionati, settori che finora erano appannaggio di grandi fondi internazionali o banche d’affari.

Infine, e non meno importante, la mossa manda un segnale di lungo periodo: per le grandi famiglie italiane, il “risparmio” non è più solo patrimonio da custodire, ma business da sviluppare. In un paese in cui la ricchezza privata è elevata ma spesso frazionata e poco professionalizzata, l’idea di trasformare una holding in operatore attivo del risparmio gestito apre scenari: aggregazioni, concentramento, nuove forme di offerta. Per i consulenti finanziari, per i distributori, per gli investitori istituzionali, sarà importante seguire chi sono i partner scelti da Edizione, quale sarà la filosofia di investimento, quale sarà la distribuzione (diretta, mediante banche, reti, piattaforme digitali), e in che modo si distinguerà.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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