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Elon Musk: Tribunale USA annulla compensi per 56 miliardi di dollari

Elon Musk: Tribunale USA annulla compensi per 56 miliardi di dollari

Brutto colpo per Elon Musk da un giudice del Delaware, che con una sentenza ha cancellato il pacchetto retributivo da 55,8 miliardi di dollari assegnatogli da Tesla. Il verdetto è arrivato a seguito di una denuncia avanzata da alcuni azionisti secondo cui i compensi per l’amministratore delegato del produttore di auto elettriche americano sarebbero spropositati. Dovrà pronunciarsi ora la Corte d’Appello – sempre che Musk decida di farvi ricorso – ma, in caso di conferma, la gigantesca ricchezza del miliardario 52enne verrebbe messa in discussione.

Non è ancora chiaro se il consiglio di amministrazione di Tesla dovrà presentare una nuova proposta di remunerazione per il suo ad. In questa circostanza, sarebbe ben diversa da quella di cinque anni fa, passata alla storia come il più grande piano di compensazione di un dirigente. Sulla notizia della sentenza, le azioni di Tesla hanno perso oltre il 3% prima dell’apertura delle contrattazioni a Wall Street.

 

Elon Musk: 3 effetti dalla sentenza sui compensi

Le remunerazioni di Elon Musk si sono materializzate sotto forma di stock option maturate via via che gli obiettivi di performance di Tesla sono stati raggiunti. Dai documenti normativi, tuttavia, risulta che nessuna delle opzioni sia mai stata esercitata. Finora, gli avvocati dell’imprenditore di origine sudafricana hanno portato avanti la tesi che il piano di compensi fosse necessario come motivazione per l’ad al raggiungimento di una “crescita trasformativa” di Tesla. Un aspetto, questo, che è stato smentito dal giudice Kathaleen McCormick che ha sottolineato come Musk non avesse alcuna intenzione di abbandonare l’azienda e che bastava la sua quota di proprietà per tenerlo concentrato sulla crescita.

Gli effetti di quanto stabilito dal tribunale USA sono di tre tipi per il numero uno di Tesla. Il primo è di carattere economico. Musk perderà opzioni su 303 milioni di azioni Tesla, corrispondenti a quasi al 10% del capitale societario. La sua quota passerebbe dal 22% al 13%. Le opzioni sulle azioni Tesla rappresentano per Musk uno dei beni più preziosi. Senza di loro il patrimonio personale si ridimensionerebbe rispetto ai 229 miliardi di dollari di fine 2023. Ciò implica che nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, retrocederebbe dal primo al terzo posto, superato da Bernard Arnault e Jeff Bezos.

Il secondo effetto ha un significato più importante in relazione alla gestione e agli obiettivi di Tesla. Dopo aver venduto molte delle sue azioni per finanziare l’acquisto di Twitter nel 2022 per 44 miliardi di dollari, Musk ha cercato di convincere il consiglio di amministrazione di Tesla ad aumentare i premi azionari per lui. Un concetto ribadito recentemente, quando ha affermato che gli occorreva una quota di Tesla almeno del 25% affinché la casa automobilistica espandesse il suo business in settori chiave come l’intelligenza artificiale e la robotica.

Il terzo effetto riguarda le ambizioni imprenditoriali di Musk, che prescindono da Tesla. Da anni, il top manager si è posto un obiettivo estremamente suggestivo, ovvero di portare a termine il primo sbarco umano su Marte attraverso la navicella spaziale di SpaceX, di cui è amministratore delegato. Per finanziare l’operazione Musk ha promesso di utilizzare le stock option assegnate a partire dal 2018. Il giudice del Delaware ha però frustrato questa ambizione. “Colonizzare Marte è un’impresa costosa. Musk crede di avere l’obbligo morale di indirizzare la sua ricchezza verso quell’obiettivo e vede il suo compenso da Tesla come un mezzo per finanziare quella missione” si legge nella sentenza.

 

La reazione di Musk

Musk si è sfogato sul social di proprietà X, ex-Twitter. Dopo la sentenza, l’imprenditore si è scagliato contro lo Stato del Delaware, con cui è da anni ai ferri corti. “Non costituire mai la tua azienda nello Stato del Delaware. Fallo in Nevada o Texas se preferisci che siano gli azionisti a decidere” ha scritto riferendosi alle questioni di governance aziendale come i pacchetti retribuitivi.

La sua avversione verso il Delaware è tale che quando ha dovuto rinominare Twitter, ha spostato la costituzione della società in Nevada, in quanto le leggi societarie offrirebbero maggiore tutela ai dirigenti nelle cause avanzate dagli investitori. Inoltre, Musk ha lanciato un sondaggio su X chiedendo ai follower se fosse opportuno spostare i documenti di costituzione di Tesla in Texas. Il 90% ha risposto a favore.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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