Energia: aumentano preoccupazioni su crisi, Europa a rischio recessione
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Energia: aumentano preoccupazioni su crisi, Europa a rischio recessione

Energia: aumentano preoccupazioni su crisi, Europa a rischio recessione

Energia osservata speciale nel mondo. L’inverno si avvicina e con esso aumentano i timori legati alla crisi energetica che l’Europa sarà chiamata a gestire. La guerra tra Russia e Ucraina ha incrinato i rapporti dell’Unione Europea con Mosca, fino a qualche mese fa principale fornitore di energia del Vecchio Continente. Se i prezzi del greggio nelle ultime settimane hanno intrapreso la via dei ribassi dopo i picchi raggiunti in febbraio-marzo, l’incognita legata alle forniture del gas (e ai suoi prezzi) aleggia sulle teste di famiglie e imprese europee. In questo contesto, come muoversi con i propri investimenti? Vediamo la view tratteggiata nell’Idea d’investimento di Vontobel Certificati di questa settimana (Clicca QUI per iscriverti).

 

Energia: in Europa aumenta minaccia blackout e razionamenti

Con l’arrivo della stagione fredda, sale la tensione sulla crisi energetica europea, esacerbata dal conflitto tra Russia e Ucraina. Negli scorsi giorni, le preoccupazioni sono aumentate dopo la decisione di Gazprom di stoppare a tempo indeterminato la fornitura dal Nord Stream 1. I flussi della più importante fonte di approvvigionamento europea di gas russo ripartiranno solamente con la fine delle sanzioni. La decisione è arrivata dopo l’annuncio dei Paesi del G7 relativa all’intenzione di porre un tetto ai prezzi del petrolio russo. Queste dichiarazioni potrebbero essere uno dei motivi che ha spinto l’OPEC+ a tagliare la produzione di 100.000 barili al giorno. Quello del Cartello potrebbe essere un messaggio all’Occidente di non minare il potere di fissare i prezzi dell’oro nero. Tornando alla questione dei tetti alle quotazioni di gas e petrolio, sono da segnalare anche le parole di Vladimir Putin all’Eastern Economic Forum di Vladivostok. Il Presidente russo ha infatti detto che se verrà imposto il price cap la Russia fermerà le esportazioni di materie prime energetiche. Proprio su questo tema, la stampa riporta come almeno 10 Paesi dell’UE starebbero facendo pressioni a Bruxelles perché il tetto ai prezzi del gas ricada su tutti i fornitori. Tale decisione sarebbe anche più facile da approvare, in quanto potrebbe richiedere la sola maggioranza qualificata e non il via libera unanime dei 27 Paesi come accadrebbe con un provvedimento ad hoc per la Russia. In ogni caso, sembra che la discussione del tema sia stata rinviata ad ottobre viste le ampie divergenze. In generale, l’inverno per l’Europa sembra difficile. La minaccia di blackout e razionamenti in questo inverno si fa sempre più concreta, in un momento già complesso per l’economia e caratterizzato dall’inflazione al 9,1% ad agosto (con l’energia che è cresciuta del 38,3%) e dalla stretta monetaria della BCE. Interessante citare uno studio di Goldman Sachs secondo cui l’aumento delle bollette per le famiglie europee potrebbe raggiungere i 2.000 miliardi di dollari, con la crisi energetica che sarà peggiore di quella degli anni ’70. Stando alle previsioni di Bloomberg, l’Eurozona ha il 55% di probabilità di finire in recessione entro 1 anno. Nel 2023, il blocco dei 27 Paesi dovrebbe registrare una diminuzione decisa del PIL reale a/a (allo 0,7%), per poi tornare a crescere dell’1,9% nel 2024. In generale, le società oil&gas potrebbero trarre ulteriori benefici dalla situazione. 

 

Azioni ENI: cosa dice il quadro grafico del titolo

Le quotazioni di ENI si trovano all’interno di una fase di indecisione dopo la rottura della linea di tendenza ottenuta collegando i minimi del 14 luglio e 10 agosto 2022 e del supporto orizzontale espresso dai massimi del 22 giugno 2022. Per i compratori, rimane vitale la tenuta dell’attuale sostegno a 11,52 euro che, se fosse violato, aprirebbe le porte ad una flessione verso gli 11 euro. Al contrario, verrebbe interpretata positivamente un’accelerazione dapprima sopra la zona dei 12 euro, per poi passare al superamento dei 13 euro. Se ciò dovesse avvenire, per le quotazioni si aprirebbero spazi di rialzo verso la zona compresa tra i 13,5 e i 14 euro. In generale, la tendenza di medio periodo è orientata al rialzo e solo discese sotto i 10 euro potrebbe compromettere l’uptrend.

 

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