Il settore delle energie rinnovabili inciampa sul Big Beautiful Bill dell’amministrazione Trump. Tuttavia, un possibile alleggerimento al Senato potrebbe favorire una ripresa. Ne hanno parlato gli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
Nel teatrino sempre acceso della politica economica americana, l’amministrazione Trump ha deciso di calare un nuovo sipario sulle energie rinnovabili. Il protagonista è il cosiddetto “Big Beautiful Bill”, un disegno di legge che unisce tagli fiscali, revisione della spesa pubblica e, come ciliegina sulla torta, l’abbattimento degli incentivi green voluti dalla precedente amministrazione Biden.
Il “BBB” rappresenta una vera e propria inversione di marcia rispetto all’Inflation reduction act, pilastro della strategia green democratica. Dopo le forti vendite che hanno interessato il comparto, gli operatori sperano che il Senato possa ammorbidire l’iniziativa. “Il comparto green farà lobby intensa per far ripensare alcune delle revisioni più drastiche,” ha evidenziato Pavel Molchanov, analista di Raymond James. Viste le forti correzioni delle ultime settimane, eventuali miglioramenti del BBB potrebbero innescare decisi recuperi nei titoli del comparto, in linea con quanto accaduto nel caso del progetto eolico Empire Wind 1. Lo stop improvviso arrivato ad aprile dal Dipartimento dell’Interno aveva gelato gli investimenti offshore, mettendo in dubbio l’intero pacchetto da 28 miliardi di dollari in pipeline. Ora il nuovo via libera al progetto ha messo le ali ai titoli dell’eolico.
A favore di un rimbalzo del settore c’è anche la constatazione che la lotta al made in China finirà per avvantaggiare i produttori locali di pannelli solari (come ad esempio First Solar). Il blocco delle importazioni dalla Cina, le aziende del Dragone rappresentano circa l’80% del mercato dei pannelli solari, valutazioni a sconto e le elevate probabilità di una revisione del testo originario, potrebbero creare le premesse per entrare a sconto su un settore che, al di là degli avvicendamenti politici, continua a rappresentare un elemento centrale e imprescindibile nella transizione energetica del Paese.









