Erg firma 3 contratti con RFI, quali risvolti per le azioni a Piazza Affari?

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A Piazza Affari è una giornata al momento in leggero territorio positivo per le azioni Erg, nel giorno in cui l’azienda ha sottoscritto alcuni contratti con il Gruppo Ferrovie dello Stato. Attraverso la propria controllata Erg Power Generation, ha sottoscritto 3 Power Purchase Agreement con Rete Ferroviaria Italiana, per la fornitura complessiva di 1,2 TWh, pari a circa 185 GWh all’anno, di energia rinnovabile a partire dal prossimo 1° ottobre.

La fornitura si inserisce nel quadro della prima gara pubblica in Italia indetta dal Gruppo FS per l’approvvigionamento di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili. L’obiettivo è di proseguire il proprio percorso verso la decarbonizzazione e la sostenibilità del sistema ferroviario. Grazie alla propria capacità competitiva la società della famiglia Garrone si è aggiudicata tre dei 5 lotti messi in asta. 

Il primo contratto avrà una durata di 10 anni e garantirà 55 GWh di energia rinnovabile all’anno. Gli altri due accordi, della durata di 5 anni, prevedono rispettivamente la fornitura di 60 GWh e 70 GWh annui. Tutta l’energia sarà prodotta da impianti eolici italiani di Erg non soggetti a sistemi incentivanti, rafforzando in tal modello di business basato su fonti rinnovabili e mercato libero.

 

Azioni Erg: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come stanno reagendo le azioni Erg sulla Borsa italiana. Con volumi inferiori alla media giornaliera mensile, è una seduta al momento in leggero rialzo, con le quotazioni che scambiano in area 20,60 euro. Con un trend di medio periodo ascendente, nel breve termine fondamentale sarà una conferma dei 20,35-20,30 euro, dove non solo troviamo la trendline discendente che parte dai massimi di gennaio 2024 e congiunge quelli di massimo 2024 ma dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 28 agosto. La tenuta di questi sostegni dovrebbe far proseguire il recupero, partito dai minimi registrati nello scorso mese di aprile, in direzione dei top annuali in area 21-21,10 euro. Il superamento di queste aree andrebbe a rafforzare la struttura grafica, con possibili ulteriori rialzi prima verso i 21,60 euro e successivamente la soglia dei 22 euro.

Al contrario, la perdita dei 20,30 euro dovrebbe innescare una fase discendente più marcata, che potrebbe essere sfruttata con l’apertura di posizioni ribassiste. In quel caso si avrebbe un primo target sui  20 euro e a seguire sui 19,60 euro, dove verrebbe messo sotto pressione l’indicatore giornaliero del Supertrend. La violazione di questi livelli dovrebbe proiettare le azioni verso i 18,90-18,80 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli non dovessero arrestare la spinta ribassista, le azioni si aprirebbero le porte per un test sui minimi degli ultimi tre mesi situati sui 18 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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