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Erogazioni liberali: cosa sono e come detrarle

L’edizione 2022 del rapporto “Noi doniamo”, elaborato come ogni anno dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) in occasione del Giorno del Dono, rivela che a fronte di un calo nei versamenti, il sostegno al non profit resiste. Continuano ad essere tanti gli italiani che donano ad un’associazione o in via informale. Queste cessioni spontanee di risorse economiche si chiamano erogazioni liberali, si differenziano dalle semplici donazioni (che vanno da soggetto a soggetto e non verso enti, organizzazioni e associazioni) ed essendo un gesto nobile e virtuoso sono pure soggette a significativi vantaggi fiscali.

 

Erogazioni liberali: cosa sono di preciso?

Le erogazioni liberali sono donazioni spontanee di soldi (ma anche in natura) che una persona fisica effettua liberamente in ambito sociale e culturale in favore di soggetti del terzo settore come associazioni di promozione sociale, volontariato e non profit, ong e onlus, scuole e università, fondazioni, enti di ricerca e altri ancora. L’unica condizione è che la donazione deve avvenire con un bonifico, un assegno o una carta (di debito, credito o prepagata) e non in contanti. A partire dal 2020, tutte le erogazioni liberali in denaro devono essere identificabili e tracciabili.

Dopo aver fatto la donazione, è quindi essenziale conservare la ricevuta del bonifico, l’estratto conto della banca o un documento che attesta la transazione avvenuta. Per incentivare queste erogazioni private a fini socio-umanitari, culturali o comunque per un interesse generale, le Stato prevede due benefici fiscali: le detrazioni e le deduzioni dal reddito imponibile IRPEF.

 

Erogazioni liberali deducibili e detraibili

Gli oneri deducibili sono le spese che si possono portare in diminuzione dal reddito complessivo calcolato prima dell’imposta ai fini IRPEF. Le donazioni che possono essere dedotte devono essere a favore di:

  • ong (organizzazioni non governative) nel settore della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo;
  • fondazioni e associazioni riconosciute;
  • enti universitari, di ricerca ed enti parco regionali e nazionali;
  • trust o fondi speciali;
  • cooperative sociali;
  • istituzioni religiose.

 

Gli oneri detraibili riducono l’imposta lorda a carico del contribuente con un carico pari al 19, 26, 30 o 35%, in base alla natura della donazione effettuata e alle caratteristiche del soggetto che riceve l’elargizione. La detrazione d’imposta è del 19% se la donazione è per:

  • onlus, organizzazioni internazionali di cui l’Italia fa parte, associazioni, fondazioni, amministrazioni pubbliche ed enti pubblici non economici, comitati ed enti attivi nell’aiuto a popolazioni colpite da calamità naturale o da altri eventi straordinari;
  • società e associazioni sportive dilettantistiche;
  • fondazioni del settore musicale, attività culturali e artistiche pubbliche, enti dello spettacolo pubblici, appartenenti a fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro;
  • scuole di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro, appartenenti al sistema scolastico nazionale;
  • società di mutuo soccorso per i contributi associativi versati dai soci.

 

La detrazione aumenta e diventa del 26% se l’erogazione va a:

  • iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da onlus, associazioni, fondazioni, comitati, amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici, associazioni sindacali di categoria ed altri enti;
  • partiti politici iscritti nella prima sezione del registro nazionale, per erogazioni tra un minimo di 51,65 euro e un massimo di 103.291,38 euro.

 

La altre due detrazioni d’imposta previste sono del 30% e 35% se per onlus e APS (associazioni di promozione sociale) iscritte al RUNTS e negli appositi registri nazionali. Sono detraibili anche le somme erogate (per un importo massimo di 2.065,83 euro) a favore delle onlus per adozioni a distanza, a patto che l’organizzazione certifichi la spettanza della detrazione d’imposta.

Onlus e associazioni che ricevono le erogazioni sono tenute a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle donazioni eseguite nell’anno precedente da persone fisiche. A partire dal 2021, l’invio è facoltativo per chi beneficia delle erogazioni, ma è obbligatorio per soggetti per i quali dal bilancio di esercizio risultano ricavi, rendite, proventi o entrate comunque superiori al milione di euro. Naturalmente se le Entrate non hanno a disposizione tutte le informazioni utili per predisporre la dichiarazione precompilata, non è possibile applicare i benefici fiscali.

Va specificato che non si può usufruire sia della detrazione che della deduzione sulla stessa donazione e che le detrazioni possono azzerare l’IRPEF dovuta, ma non superarla. La parte eccedente non verrà mai recuperata. La legislazione prevede quindi che, tranne particolari eccezioni, non si possono avere rimborsi per le detrazioni che eccedono l’imposta sul reddito.

 

Dove inserire le erogazioni liberali nel 730

Le erogazioni liberali vanno inserite nel modello 730, nel Quadro E – Oneri e spese nella Sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%, 26%, 30%, 35% o 90%. Le voci sono E8, E9 ed E10 relative ad Altre spese, dove bisogna indicare l’importo della donazione sostenuta accompagnato dal codice spesa.

I codici variano a seconda della detrazione d’imposta. Quelli del 19% sono:

  • 20 per importi non superiori a 2.065,73 euro annui in favore delle popolazioni colpite da calamità;
  • 21 per importi non superiori a 1.500 euro per associazioni sportive dilettantistiche;
  • 22 per importi non superiori a 1.291,14 euro in favore di società di mutuo soccorso;
  • 24 per importi non superiori al 30% del reddito complessivo in favore della Biennale di Venezia;
  • 25 per le spese relative a manutenzione, protezione o restauro dei beni soggetti a regime vincolistico secondo le disposizioni del Codice dei Beni culturali;
  • 26 per attività culturali ed artistiche pubbliche o senza scopo di lucro;
  • 27 per importi non superiori al 2% del reddito complessivo in favore di enti dello spettacolo;
  • 28 per importi non superiori al 2% del reddito complessivo (con limite elevato al 30% a determinate condizioni) in favore di fondazioni del settore musicale;
  • 31 per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado;
  • 35 per il Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

 

I codici per la detrazione d’imposta del 26% sono:

  • 61 per importi non superiori ai 30.000 euro annui per onlus, iniziative umanitarie, laiche e religiose gestite da associazioni e fondazioni, enti e comitati indicati da decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, nei Paesi non membri dell’OCSE;
  • 62 per donazioni in favore di partiti politici.

 

Il codice per la detrazione del 30% è 71 per erogazioni (in denaro fino a 2.065,83 euro o in natura) a favore di non profit, ong e APS; quello per la detrazione del 35% è 76 per le donazioni non superiori a 30.000 euro a organizzazioni di volontariato.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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