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ETF Bitcoin spot: la guerra delle commissioni arriva anche in Europa

ETF Bitcoin spot: la guerra delle commissioni arriva anche in Europa

La guerra delle commissioni sugli ETF Bitcoin spot è arrivata anche in Europa. Dopo l’approvazione dei nuovi prodotti da parte della Securities and Exchange Commission negli Stati Uniti, gli undici gestori che hanno lanciato i loro ETF hanno abbassato pesantemente le loro commissioni. Ora coloro che gestiscono la stessa tipologia di fondi nel mercato europeo hanno fatto lo stesso. WisdomTree e Invesco hanno tagliato di oltre il 60% le fee per i loro ETF europei. Nello specifico, l’ETP WisdomTree Physical Bitcoin da 325 milioni di dollari costerà agli investitori lo 0,35% e non più lo 0,95%. Mentre l’ETP Invesco Physical Bitcoin da 137 milioni di dollari avrà commissioni per lo 0,39% al posto dello 0,99%. Tali modifiche entreranno in vigore alla fine del mese di gennaio.

Il Vecchio Continente ha un ottimo potenziale per attirare denaro, secondo i gestori dei fondi, ed è per questo che le commissioni rivestono un ruolo importante. Alexis Marinof, capo di WisdomTree Europe, ha affermato che “il lancio di ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti sta aiutando il mercato delle criptovalute ad evolversi, poiché l’asset class continua a rivendicare un posto nei portafogli dei clienti”.

VanEck, specialista di ETF con sede negli Stati Uniti, ha dichiarato che intende essere “più aggressivo” nel commercializzare i suoi prodotti crittografici in Europa dopo la decisione della SEC. Secondo il suo amministratore delegato, Martijn Rozemuller, con questa decisione l’autorità di regolamentazione statunitense ha favorito la “copertura mediatica dell’ETF Bitcoin spot europeo” di VanEck.

 

ETF Bitcoin spot: la guerra delle commissioni in USA

Gli Stati Uniti comunque rimangono il mercato più importante anche per gli investitori europei, Come sostiene Peter Sleep, senior investment manager di 7IM, “i prodotti quotati in USA potrebbero essere più liquidi e quindi attrarre maggiormente”, dal momento che “il mercato è più grande e non è distribuito su più exchange come in Europa”. I gestori dei fondi hanno subito colto le potenzialità del mercato americano, scatenando una vera guerra delle commissioni che sarà destinata a durare a lungo.

BlackRock ha stabilito commissioni per lo 0,25%, ma i primi investitori pagheranno solo lo 0,12% per il primo anno fino a quando gli asset non raggiungeranno un valore di 5 miliardi di dollari. Ark Investment ha addirittura azzerato le spese per gli investitori per i primi sei mesi, fino al raggiungimento di asset in gestione di 1 miliardo di dollari. Una volta arrivati a target, la società addebiterà lo 0,21%. Anche Invesco segue una politica simile, rinunciando alle commissioni per sei mesi fino all’obiettivo del fondo di 5 miliardi di asset. Dopodiché le commissioni saranno dello 0,39%, esattamente quanto quelle per l’ETF europeo.

Hector McNeil, CEO di HanETF, ha affermato che “le guerre dei prezzi negli Stati Uniti si sono stabilizzate a un livello di circa 30 punti base”, al di sotto del quale “i fornitori di ETF non possono fare soldi, a meno che non attirino miliardi di asset in gestione”.

 

Bitcoin sotto 40.000 dollari

Intanto nel mercato delle criptovalute, Bitcoin continua a perdere terreno. La valuta digitale è scesa sotto quota 40.000 dollari per la prima volta dal 4 dicembre. Secondo i dati di CoinShares, gli 11 ETF Bitcoin spot hanno registrato afflussi totali di 4,1 miliardi di dollari dall’11 gennaio, data in cui la SEC ha dato il via libera. Tuttavia, a giudizio di alcuni osservatori di mercato, i nuovi prodotti stanno avendo problemi a competere con le azioni tradizionali. Infatti, nell’ultima seduta di Wall Street, l’S&P 500 ha raggiunto un nuovo massimo storico a 4.850,43 punti.

“Sembra che gli investitori in Bitcoin stiano salendo una scala mobile discendente in questo momento, mentre i benchmark finanziari tradizionali godono di una corsa più facile verso i massimi storici”, ha affermato Antoni Trenchev, co-fondatore del prestatore di criptovalute Nexo. L’esperto ha anche osservato che le quotazioni di Bitcoin sono messe sotto pressione dai deflussi dal fondo comune di Grayscale Investment una volta che è stato convertito in ETF.

Alcuni ritengono invece che nel tempo l’aumento della liquidità dominerà la volatilità di Bitcoin. “Si tratta di un’evoluzione logica e quasi inevitabile, poiché un titolo appena nato con un valore e un prezzo incerti matura in un asset mainstream nel momento in cui vi sono milioni di investitori”, ha detto Brent Donnelly, trader di valute e presidente di Spectra Markets.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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