EUR/USD: per Amundi parità entro 6 mesi - Borsa e Finanza

EUR/USD: per Amundi parità entro 6 mesi

EUR/USD: per Amundi parità entro 6 mesi

L’EUR/USD oggi è in lieve rialzo nei mercati valutari portandosi a 1,0574, supportato dall’andamento positivo delle Borse europee che rimbalzano dopo che negli ultimi tempi sono state colpite da vendite importanti. Il quadro generale però volge tutto a favore del biglietto verde che, secondo molti, ha ancora ampio spazio di rafforzamento nei confronti della moneta unica.

La ragione fondamentale sta nel fatto che la Federal Reserve sta adottando una politica di lotta all’inflazione USA senza mezze misure, programmando un ciclo di rialzi dei tassi d’interesse che porteranno il costo del denaro almeno al 3% alla fine del 2022. La Banca Centrale Europea invece ancora sta discutendo se a luglio effettuare la prima stretta di un quarto di punto, sebbene le resistenze delle colombe a una svolta più aggressiva negli ultimi tempi si è fatta molto più flebile, viste le risultanze inflazionistiche dell’Eurozona.

 

EUR/USD: perché si arriverà alla parità

Vincent Mortier, Chief Investment Officer di Amundi è convinto che entro 6 mesi l’EUR/USD arriverà alla parità, cosa che non succede dal 2002. A suo avviso, la BCE sarà fortemente impedita nel portare i tassi sopra lo zero dalla crescente minaccia di una recessione. Per l’esperto, l’Eurotower non ha le stesse priorità della Fed in tema di inflazione. Infatti, mentre per la Banca Centrale a stelle e strisce il contenimento dei prezzi è diventato un obiettivo assolutamente prioritario, Francoforte pone maggiore attenzione alla crescita e ai costi di finanziamento dei Governi, con il debito pubblico che è notevolmente aumentato durante il periodo pandemico.

Mortier si aspetta che i tassi sui depositi aumenteranno dello 0,5% da un livello record di -0,5%, mentre i mercati monetari stanno scontando 3 aumenti dei tassi nel 2022, per arrivare poi all’1,5% entro il 2024. Nel frattempo però la Fed avrà fatto molto di più. Già l’istituto guidato da Jerome Powell ha alzato il tasso ufficiale di sconto dello 0,75% e altri incrementi sono in arrivo. Secondo il gestore patrimoniale francese, la BCE è coinvolta in un certo progetto politico europeo, dove il finanziamento sovrano deve sostenere i costi per la transizione energetica e per la difesa, divenuti di estrema importanza con la guerra Russia-Ucraina.

Cosa comporterà per l’Europa l’eventualità che l’EUR/USD scenda fino alla parità? Mortier vede un aggravarsi dell’inflazione in tutta l’area euro, con il superamento del livello record del 7,5% raggiunto nel mese di aprile. Il CIO di Amundi precisa che quando l’inflazione proviene principalmente da beni importati, è un grosso errore perdere di vista il cambio EUR/USD. Il più grande gestore europeo, che supervisiona oltre 2.000 miliardi di euro di asset, quindi continua a costruire i suoi portafogli d’investimento che traggono profitto dalla debolezza della valuta unica, anche dopo che negli ultimi 6 mesi vi è stato un crollo del cross del 10%, sostiene Mortier.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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