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Euro: la Croazia è il ventesimo Paese ad adottare la moneta unica

L’anno nuovo si è aperto con una grande novità nel panorama europeo: la Croazia è diventato il ventesimo Paese del blocco ad adottare l’euro. A 30 anni dalla guerra fratricida, il Paese ha completato l’iter per diventare l’ultimo membro a entrare nell’euro, soddisfacendo i requisiti richiesti. Contemporaneamente la Croazia ha anche aderito all’area Schengen. “Essere in grado di attraversare le frontiere interne senza controlli è un risultato importante, essere in grado di pagare oltre confine utilizzando la stessa valuta dell’UE è un altro”, ha affermato la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Con l’ingresso croato, ora il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea consterà di 26 responsabili politici e il Governatore della Banca Nazionale croata Boris Vujcic si unisce al Board per le decisioni di politica monetaria. Il numero uno dell’Eurotower, Christine Lagarde, ha dichiarato che “la Croazia ha lavorato duramente per diventare il ventesimo membro della zona euro e il suo successo dimostra che l’euro è una valuta attraente, che porta stabilità ai suoi membri”.

 

Croazia: ecco come è diventato membro dell’eurozona

La corruzione, la burocrazia e una popolazione in declino, rappresentano problemi endemici per la Croazia. La guerra in Jugoslavia per l’indipendenza della Serbia che si è conclusa nel 1995 ha lasciato strascichi, determinati da oltre 20 mila morti, centinaia di migliaia di sfollati e un’economia gravemente depressa. Tuttavia, la vicinanza dell’UE ha permesso al Paese di attirare il turismo rimettendo in moto l’economia, insieme a una politica che ha cercato di comprimere le spinte nazionalistiche e di resistere all’attrattività della Russia.

Tutto ciò ha fatto sì che la Croazia nel corso degli anni ricostruisse le sue infrastrutture, rafforzando il sistema pensionistico e ancorando la kuna all’euro per conservare la stabilità valutaria. Nel frattempo, l’afflusso turistico è raddoppiato nell’arco di 20 anni. “Avevamo un costante recupero da fare, con i nostri vicini che hanno aderito all’UE quasi un decennio prima di noi. Stiamo ancora cercando di raggiungere gli stessi standard economici e sociali, gli stessi investimenti e il clima imprenditoriale”, ha affermato il Primo Ministro della Croazia, Andrej Plenković.

 

Euro: chi saranno i prossimi ad aderire?

Oltre la Croazia, altri due Paesi dell’Est Europa stanno aspirando a far parte della Zona Euro. Una è la Romania, ma la sua adesione è stata finora ostacolata da diatribe interne, con diversi Governi che si sono avvicendati, il che ha determinato una certa instabilità a livello politico. Un’altra è la Bulgaria, che conta di entrare nel 2024. Il Paese è il più povero del blocco UE e l’Europa mostra una certa diffidenza, in considerazione del fatto che l’economia e il sistema bancario bulgari sono stati macchiati da una serie di scandali che non giocano a favore di una condivisione delle sorti valutarie.

Altri Paesi che potenzialmente potrebbero aderire come Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Svezia e Danimarca, per ora preferiscono mantenere la loro valuta nazionale. “Se hanno bisogno di più tempo, va bene. Quando soddisferanno i criteri e vorranno aderire, saremo lieti di aumentare il numero di Paesi dell’area dell’euro”, ha detto Lagarde.

 

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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