Evasione, nel 2025 scoperti 200 mila evasori ma il nodo rimane il sommerso

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Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate ha intercettato circa 200 mila evasori fiscali, di cui 86 mila completamente sconosciuti al fisco. A rendere noti i dati è stato il direttore dell’Agenzia, Vincenzo Carbone, intervenendo all’evento Telefisco organizzato dal Sole24ore.

Numeri che raccontano la persistenza di una frattura strutturale nel rapporto tra Stato e contribuenti. Dietro le statistiche emergono infatti due Italie fiscali profondamente diverse: una fatta di omissioni, ritardi e “dimenticanze”, l’altra composta da soggetti che operano interamente fuori dai radar pubblici, senza mai presentare una dichiarazione o entrare in relazione con l’amministrazione finanziaria.

 

In questo articolo:

 

  • Evasione fiscale, analisi del rischio e controlli più selettivi
  • Lotta all’evasione, una riduzione del debito/Pil fino al 116%

 

Evasione fiscale, analisi del rischio e controlli più selettivi

Nel corso del 2024 l’Agenzia ha passato al setaccio circa 17 milioni di posizioni tra imprese e contribuenti. Il 57% degli evasori individuati non aveva presentato alcuna dichiarazione, mentre il restante 43% risultava del tutto assente dalle banche dati fiscali. È soprattutto su quest’area sommersa che si misura la portata delle nuove strategie di contrasto, sempre più fondate sull’incrocio delle informazioni disponibili e su indicatori selettivi di rischio. 

In questa logica si inserisce la decisione di inviare nel 2026 oltre 2,4 milioni di lettere di compliance. Non avvisi sanzionatori, ma promemoria mirati, pensati per stimolare l’adempimento spontaneo e correggere comportamenti potenzialmente irregolari. Le comunicazioni riguarderanno sia chi ha omesso la dichiarazione sia chi non l’ha presentata affatto, oltre ai casi di anomalie nelle comunicazioni Iva su fatture e corrispettivi. La strategia punta a ridurre il contenzioso e rafforzare la collaborazione tra fisco e contribuenti, confermando un approccio basato su prevenzione, monitoraggio e supporto, piuttosto che su un’immediata escalation dei controlli. Carbone ha chiarito che l’analisi non equivale automaticamente a un controllo: l’obiettivo è evitare verifiche a pioggia e concentrare le risorse dove il rischio di evasione è più elevato, mantenendo un filtro umano che escluda automatismi decisionali o l’uso di intelligenza artificiale come strumento di selezione punitiva.

 

Lotta all’evasione, una riduzione del debito/Pil fino al 116%

Resta però il dato di fondo: duecentomila evasori in un solo anno rappresentano una patologia strutturale. Lo ricorda anche l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), secondo cui un recupero strutturale del gettito potrebbe produrre effetti significativi sui conti pubblici, aumentando le entrate fino a 0,3-0,4 punti di Pil e riducendo nel medio-lungo periodo il rapporto debito/Pil fino al 116%.

I progressi ottenuti negli ultimi vent’anni, soprattutto sul fronte dell’Iva grazie a strumenti come fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, dimostrano che il contrasto all’evasione può funzionare. Restano però, evidenzia Lilia Cavallari, presidente di Upb, “criticità nella riscossione dei tributi erariali e locali (ad esempio, la Tari), con tassi di recupero molto bassi e una continua crescita del magazzino dei ruoli”.

Le lettere di compliance possono recuperare risorse e favorire comportamenti corretti, anche se la vera sfida resta intercettare chi continua a operare nell’ombra, dimostrando che lo Stato è in grado non solo di analizzare, ma anche di includere e governare l’economia reale.

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Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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