Le truffe sui prestiti personali e sul prop trading continuano a crescere e tra i protagonisti di questi raggiri ci sono i falsi guru della finanza, ovvero tutti quegli individui che si presentano come affascinanti e preparati, legati a personalità o aziende di spicco, ma finiscono per ingannare malcapitati risparmiatori e risparmiatrici con frodi camuffate da opportunità imperdibili. È emblematico quanto accaduto all’inizio del 2025 ad una donna di Milano, che ha versato più di 200.000 euro (i risparmi di una vita) ad un falso promotore finanziario che l’aveva agganciata sui social.
I soldi, si è scoperto, non erano mai stati investiti in prodotti finanziari dai guadagni miracolosi, ma erano finiti sul conto estero del fuffa guru che operava in combutta con un sedicente avvocato londinese. La donna ha però avuto il coraggio e vinto la vergogna rivolgendosi a Federconsumatori Milano per segnalare la truffa subita. “I raggiri legati al trading online sono in continuo aumento – ha dichiarato Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano – e questo è legato anche al momento di crisi economica e sociale che stiamo vivendo dalla pandemia”.
“Stanno imperversando sui social quelli che chiamo fuffa guru, persone che ostentano uno stile di vita al di sopra delle possibilità della maggior parte di noi e promettono di moltiplicare i soldi investiti, offrono corsi per diventare ricchi – ha aggiunto Benenti –. Spesso le vittime, quando esauriscono i propri risparmi, arrivano a chiedere prestiti ai parenti. Per questo invitiamo anche i familiari a vigilare, a cogliere i segnali per poter intervenire in tempo”.
In questo articolo:
- Chi sono i falsi guru della finanza
- Dal pump and dump al finto trading
- Come non farsi ingannare da chi vende fuffa
Chi sono i falsi guru della finanza
I fuffa guru sfruttano i social network come Instagram e Facebook per creare profili falsi, utilizzando le applicazioni di intelligenza artificiale per manipolare immagini, video e audio di imprenditori, economisti e figure autorevoli del mondo della finanza, piegando le loro parole ad uno scopo specifico. In questo modo offrono favolose opportunità di investimento ad alto rendimento, promettendo di far uscire i risparmiatori dalla ruota del criceto e farli smettere di lavorare per fare soldi facili.
Lo schema ricorrente è il solito: basta investire una certa somma di denaro (da poche centinaia a migliaia di euro) in uno specifico prodotto e si finisce per guadagnare un lauto stipendio mensile passando semplicemente un paio d’ore al giorno al computer e dando retta ai consigli dei finti analisti. La comunicazione avviene con post sponsorizzati e massicce campagne pubblicitarie che garantiscono guadagni sicuri e immediati.
Chi cade nella rete viene contattato dai sedicenti consulenti su canali privati meno tracciabili, come le app di messaggistica WhatsApp e Telegram, oppure comincia a ricevere telefonate inopportune dopo aver ceduto i suoi dati. Gli scammers inseriscono le vittime in gruppi aperti dove commentare i loro successi e condividere i risultati positivi dei falsi investimenti fatti. I falsi guru continuano a giocare un ruolo decisivo perché si presentano come personalità famose, affidabili e autorizzate ad operare, parlando molto sul piano emotivo e poco su quello tecnico.
Dal pump and dump al finto trading
I modelli più diffusi sono quelli pump and dump, ovvero gonfia e sgonfia: i truffatori promuovono l’acquisto di penny stock, le azioni di società a bassa o bassissima capitalizzazione di solito quotate sul Nasdaq oppure di cripto-attività. La fregatura passa per la promessa di guadagni veloci e senza rischi: gli scammers si presentano dietro marchi e nomi di imprese di investimento autorizzate (a volte addirittura le stesse autorità di vigilanza) e convincono gli utenti con la loro influenza ad acquistare azioni che valgono poco o niente, sicuri che il loro prezzo salirà in fretta.
Purtroppo è tutto falso: gli impostori chiedono alle vittime di inviare gli screenshot delle transazioni eseguite in modo da coordinare tutti gli ordini d’acquisto, con il risultato di far salire artificiosamente il prezzo del titolo. Quando il valore tocca un livello elevato, gli imbroglioni vendono in massa le loro azioni e al tempo stesso provocano un brusco e improvviso crollo del prezzo che lascia tutti gli altri investitori con forti perdite.
La Consob ha spiegato il meccanismo di funzionamento del pump and dump in un suo avviso ufficiale, complice l’emergenza di numerosi casi segnalati alle forze dell’ordine e all’authority. Una forma alternativa è quella della promozione di piattaforme di trading non regolamentate: i risparmiatori e le risparmiatrici investono versando i loro soldi su questi servizi, ma il loro denaro finisce su conti controllati direttamente dai criminali.
In altre circostanze, i truffatori richiedono l’accesso diretto all’home banking oppure l’installazione di software che permettono di controllare da remoto i dispositivi per entrare nel conto. La caratteristica principale di queste operazioni criminali è che si caratterizzano per l’estrema velocità: l’ansia di perdere un’occasione facile di guadagno impedisce alle vittime di chiedere consulenza ad operatori qualificati e di effettuare le verifiche del caso.
Come non farsi ingannare da chi vende fuffa
Per non farsi ingannare servono pochi piccoli accorgimenti. Innanzitutto non cedere alle promesse e ai facili entusiasmi di guadagni elevati e privi di rischio: questi due elementi sono quasi sempre indicatori di una truffa. In secondo luogo, verificare sempre l’identità degli interlocutori e le informazioni sulla loro formazione (possibilmente pubbliche e indipendenti) e la regolamentazione della piattaforma. È utile non accettare mai la richiesta di un pagamento anticipato e chiudere subito telefonate inopportune.
Stare sicuri significa infine chiedere la documentazione completa del prodotto su cui si investe e non vergognarsi e segnalare alle forze dell’ordine. Anche nei casi margine: i finti guru che vendono corsi per fare trading e ottenere guadagni miracolosi; quelli in versione Robin Hood che vogliono convincere gli utenti a aggirare il sistema ma poi indirizzano su app ambigue e non certificate per fregare i loro risparmi; gli influencer che fanno leva sulla loro popolarità social per generare un profondo senso di fiducia.
Le persone che cascano nelle truffe dei falsi guru della finanza non sono stupide. Può capitare di credere a promesse irrealistiche e a storie di successo e trasformazione personale, di non reggere la pressione per acquistare e farsi influenzare dalle emozioni. L’occasione è buona per capire la differenza tra giocare con la Borsa e investire seriamente: c’è un divario enorme tra promettere tanti soldi in poco tempo con zero rischio e investire i propri risparmi nel lungo periodo tramite strumenti finanziari solidi con broker affidabili e gradi diversi di rischio.









