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FedEx: profit warning sul 2022, azioni verso i minimi 2020?

FedEx: profit warning sul 2022. Azione verso i minimi del 2020?

Dopo il crollo di venerdì scorso a Wall Street, oggi gli investitori cercheranno di capire se le vendite sulle azioni FedEx si sono concluse o se al contrario il sell-off proseguirà anche nelle prossime ore. Ad aver innescato la forte correzione sul finire della scorsa settimana è stato il profit warning lanciato dal colosso dei trasporti, specializzato in spedizioni espresse, che ha ritirato le guidance sugli utili riguardanti il 2022. A pesare su questa scelta i volumi globali risultati in forte diminuzione nell’ultima parte del primo trimestre fiscale, conclusosi il 31 agosto 2022, non solo negli Stati Uniti ma anche a livello globale. Ricordiamo che i dati di FedEx sono sempre stati visti come la cartina di tornasole per capire lo stato di forma dell’economia globale e la revisione al ribasso degli utili aumentano tra gli investitori i timori di una recessione a livello globale.

Nel dettaglio il fatturato nel trimestre appena passato dovrebbe attestarsi, secondo i dati preliminari, a 23,2 miliardi di dollari, rispetto ad attese poste a 23,6 miliardi di dollari, mentre l’utile per azione è visto 3,44 dollari molto al di sotto delle stime poste a 5,14 dollari. A giugno la società aveva dichiarato di aspettarsi per l’intero anno un utile per azione compreso tra i 22,5e i 24,5 dollari. La società, che nei prossimi giorni terrà un’assemblea annuale con gli azionisti, ha deciso di mettere in campo alcune misure che hanno come obiettivo una riduzione dei costi. Nel dettaglio ci dovrebbe essere un taglio dei voli, il parcheggio temporaneo degli aeromobili, la chiusura di oltre 90 sedi ed infine rinviare i piani di assunzione.

 

Azioni FedEx: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere cosa ci suggerisce il grafico delle azioni FedEx nel breve e medio periodo. Le forti vendite che hanno contrassegnato la seduta di venerdì scorso e che hanno fatto perdere al titolo Fedex oltre un quinto della sua capitalizzazione, hanno spinto i prezzi ad avvicinare i minimi di luglio 2020 in area 153 dollari. Nel breve termine saranno questi i livelli da monitorare, in quanto una discesa sotto queste aree supportive aprirebbe le porte ad una prosecuzione delle vendite con primi target sui 127,50 dollari e successivamente la soglia dei 120 dollari.

Al contrario il superamento dei 162 dollari potrebbe innescare un recupero dell’azione verso i 175 dollari e a seguire i 183 dollari. Ricordiamo che nel caso in cui si verificasse questa view, il movimento sarebbe letto come un normale rimbalzo tecnico che non cambierebbe il trend primario impostato al ribasso. Per avere invece un vero e proprio segnale di forza le quotazione dovrebbero superare i massimi di settembre posti in area 216 dollari, oltre i quali si avrebbero allunghi in direzione dei 230 dollari.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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