Ferrari accelera nel secondo trimestre, cosa fare con l’azione?

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Lusso e auto frenano quasi ovunque, ma Ferrari accelera ancora e alza le stime per la fine dell’anno. La casa automobilistica di Maranello nel secondo trimestre 2024 ha riportato ricavi netti per 1,712 miliardi, in crescita del 16,2% rispetto all’anno precedente, anche grazie a un aumento delle consegne, salite del 2,7% a quota 3.484 unità. I ricavi da automobili e parti di ricambio sono stati pari a 1,474 miliardi, in crescita del 17,1% (20,2% a cambi costanti), “grazie al mix prodotti e geografico più ricco, al maggiore contributo delle personalizzazioni e all’aumento dei volumi”, spiega Ferrari nel comunicato, aggiungendo che “l’aumento dei ricavi da sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio a 168 milioni, in crescita del 13,8% (14,8% a cambi costanti), è attribuibile alle nuove sponsorizzazioni e alle attività lifestyle”.

Il margine operativo lordo modificato del secondo trimestre si è invece attestato 669 milioni, in crescita del 13,7% rispetto all’anno precedente e con un margine del 39,1%. Il risultato operativo adjusted è salito del 17% a 511 milioni, con un margine del 29,9%. I volumi hanno avuto un impatto leggermente positivo, attribuibile alle maggiori consegne rispetto all’anno precedente, spiega Ferrari, sottolineando che “la variazione molto forte e positiva è dovuta principalmente all’arricchimento del mix di prodotti, sostenuto dalla Daytona SP3 e dalla vendita di alcune 499P, all’aumento delle personalizzazioni e al mix geografico positivo trainato dalle Americhe”.

Gli oneri finanziari netti del trimestre si sono quasi azzerati. Di conseguenza, l’utile netto adjusted del trimestre è stato pari a 413 milioni, in aumento del 23,6% rispetto all’anno precedente, e l’utile diluito per azione adjusted del trimestre si è attestato a 2,29 euro rispetto a 1,83 euro nel secondo trimestre 2023. Inoltre, la solida generazione di free cash flow industriale, pari a 121 milioni, è stata trainata dall’aumento dell’adjusted ebitda, in parte controbilanciato da spese in conto capitale per 268 milioni, da interessi netti e imposte per 182 milioni e dall’aumento di capitale circolante, fondi e altre voci per 88 milioni. L’indebitamento industriale netto era pari a 441 milioni al 30 giugno 2024, rispetto a una posizione di liquidità netta industriale di 38 milioni al 31 marzo 2024, riflettendo anche il pagamento di dividendi per 440 milioni e il riacquisto di azioni proprie per 148 milioni.

La società di Maranello sottolinea di aver rivisto al rialzo le stime per fine anno “sulla base delle seguenti ipotesi per l’anno: mix prodotto e geografico positivo, oltre a personalizzazioni più forti; attività racing, tra cui nuove sponsorizzazioni impattate dal peggiore posizionamento nel campionato di Formula 1 2023, nonostante il più alto numero di gare nel calendario 2024; contributo delle attività lifestyle al fatturato atteso in aumento e contestuale investimento per accelerare lo sviluppo; solida generazione di free cash flow industriale, parzialmente assorbita da spese in conto capitale in aumento e versamenti fiscali più elevati”.

 

Azioni Ferrari: quotazioni alle prese con la resistenza dei 400 euro

Le azioni Ferrari sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine. Dopo il massimo toccato lo scorso 11 luglio sul livello 401,7, l’azione è stata soggetta a un brusco movimento ribassista che si è arrestato in prossimità del supporto presente a quota 372,9 (25 luglio). Da quel momento Ferrari ha iniziato un timido rimbalzo che si è mostrato decisamente più solido con l’importante giornata positiva di giovedì, quando le quotazioni hanno addirittura superato ancora una volta (ma solo nell’intraday) la fatidica soglia psicologica dei 400 euro.

Quest’ultimo livello rappresenta quindi una resistenza fondamentale che al momento mantiene sotto pressione i prezzi, ma non si esclude che possa essere superata in tempi brevi: il titolo, infatti, si sta muovendo in assoluta controtendenza rispetto all’indice FTSE Mib. Inoltre, il pattern di analisi candlestick realizzatosi ieri, denominato “Doji”, indica una momentanea indecisione degli operatori che può essere interpretata anche come una figura di continuazione del trend rialzista in corso.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 395 con target nell’intorno dei 405 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 384 con obiettivo molto vicino al livello 374. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da poche sedute. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di neutralità vicino al livello 53.


L’andamento di breve termine del titolo FERRARI

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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