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Ferrari: conti record nel 2022 e il 2023 sarà anche meglio, ecco perché

Ferrari: conti record nel 2022, ma Vigna promette un 2023 ancora migliore

Ferrari macina record e chiude l’anno con ricavi e utili eccezionali. Il successo del produttore di auto di lusso lo si deve all’aumento delle vendite in mercati chiave come quelli di Cina e Stati Uniti. “Lo scorso anno si è concluso con risultati finanziari eccezionali, che hanno raggiunto e superato la nostra guidance stabilendo nuovi record in tutte le metriche” ha affermato l’amministratore delegato dell’azienda, Benedetto Vigna. Sulla scorta di questi numeri, l’AD si è detto convinto che il 2023 “sarà un anno ancora più forte”.

Tutto ciò, nonostante il complesso scenario macroeconomico globale. “Guardiamo avanti con grande fiducia, incoraggiati dai numerosi segnali e risultati di un’azienda in evoluzione. Stiamo innovando costantemente i nostri prodotti e processi, avvicinandoci ai nostri obiettivi di decarbonizzazione. Tutto questo è possibile grazie alla collaborazione, alla volontà di progresso, all’apprendimento continuo, al focus e alla fiducia che contraddistinguono le nostre persone”, ha aggiunto. I dipendenti saranno premiati attraverso un bonus di competitività di circa 13.500 euro lordi, in aumento rispetto al premio di 12 mila euro lordi ricevuto lo scorso anno.

 

Ferrari: i numeri del 2022

La società di Maranello ha prodotto nel 2022 ricavi netti per 5,1 miliardi di dollari, segnando una crescita del 19,3% (15,5% a cambi costanti) rispetto allo scorso anno. Nello specifico, è cresciuto molto il fatturato derivante dalle automobili e dalle parti di ricambio, esattamente a 4,3 miliardi di euro (+21,5% o +17,8% a cambi costanti). L’utile netto si è attestato a 939 milioni di euro, segnando un incremento del 12,7% su base annua, mentre l’utile diluito per azione è arrivato a 5,09 euro rispetto a 4,50 euro del 2021. L’EBITDA è cresciuto del 15,8% a 1,8 miliardi di euro. Sono aumentati i costi industriali e relativi a ricerca e sviluppo, a una cifra di 116 milioni di euro. Questo è dovuto a maggiori ammortamenti e all’impennata dei costi relativi all’energia e alle materie prime. Le spese in conto capitale sono arrivate a 806 milioni di euro. Il free cash flow è giunto a 758 milioni di euro, grazie all’EBITDA e all’incasso degli anticipi sulla Daytona SP3 e sulla 812 Competizione A.

Tali risultati sono il frutto di un incremento delle consegne del 18,5% anno su anno a 13.221 auto. In modo particolare, hanno brillato le vendite di Ferrari Portofino M e della gamma SF90, oltre che delle 296 GTB e 812 Competizione. “Il nostro portafoglio ordini è robusto, copre tutto quest’anno e buona parte del prossimo”, ha detto Vigna.

Per quel che riguarda la guidance, Ferrari ora prevede entrate per l’intero 2023 di 5,7 miliardi di euro, con un EBITDA rettificato nella fascia tra 2,13 e 2,18 miliardi di euro, mentre l’utile diluito per azione dovrebbe stazionare tra 6 e 6,2 euro.

 

Le azioni in Borsa

Gli eccellenti risultati del Cavallino hanno messo il turbo alle azioni a Piazza Affari. Quando manca poco alla fine delle contrattazioni, il titolo Ferrari è in rialzo del 5,40%, portando a +21,38% la performance di quest’anno. Le azioni della casa automobilistica di lusso piacciono agli analisti, in quanto la società produce un bene di nicchia riservato a soggetti danarosi. Questo significa che la compagnia mantiene alta la produzione anche durante i cicli in cui l’economia rallenta come in questo periodo. Lo scorso anno, contrassegnato da grandi turbolenze per via dell’alta inflazione, le azioni infatti hanno sovraperformato il mercato, con un calo del 12%, mentre il FTSE Mib ha perso oltre il 13%. I produttori di auto “normali” invece hanno sofferto tanto, a partire da Stellantis che ha bruciato oltre un quinto di capitalizzazione.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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