Una rarissima figurina autografata di Michael Jordan è stata venduta alla cifra record di 2,7 milioni di dollari. La carta non è stata venduta all’asta ma in una trattativa privata gestita da Goldin Auctions, il marketplace leader per figurine, carte da gioco e collectibles. Nello specifico, si tratta di una figurina PSA Mint 9 e Auto 10, ovvero in condizioni superbe e con un autografo virtualmente perfetto.
L’annuncio di questa vendita da record segna una tappa fondamentale per il collezionismo sportivo: la figurina in questione è una carta rookie, una Fleer (marchio storico di sports cards dal 1923) del 1986, il periodo in cui MJ giocò il suo terzo campionato NBA per i Chicago Bulls (fu la stagione della sua conferma) e vinse per la prima volta la classifica marcatori con una media di 37,1 punti a partita.
In questo articolo:
- Vendita record per una figurina autografata di Michael Jordan
- I record di MJ nel collezionismo sportivo
- La differenza tra ufficiali e aftermarket
Vendita record per una figurina autografata di Michael Jordan
La figurina di His Airness venduta per 2,7 milioni è autografata aftermarket: è stato Jordan a firmarla in una sessione di autografi e a far così aumentare in maniera significativa il suo valore. Goldin specifica che la figurina Fleer di Air Jordan è una delle nove autografate dal più grande giocatore di basket di tutti i tempi “in privato e alla presenza di testimoni” durante una sessione di autografi avvenuta nel 2024. Dopo il ritiro definitivo avvenuto nel 2003, MJ ha smesso per molto tempo di firmare figurine e memorabilia a fan e appassionati.
Nel mondo del collezionismo sportivo, le rookie card sono le prime figurine ufficiali stampate di un atleta professionista in un prodotto riconosciuto, spesso legate alla stagione in cui ha esordito in una grande lega o campionato oppure in cui ha avuto la sua consacrazione. Il concetto di rookie è centrale nello sport professionistico e nella cultura collezionistica statunitensi: è per questo motivo che le rookie sono le figurine più richieste sul mercato e più ricercate dai collezionisti. La Fleer di Michael Jordan del 1986 è considerata il non plus ultra per l’NBA.

I record di MJ nel collezionismo sportivo
La cessione per 2,7 milioni è un record assoluto per una figurina autografata aftermarket. Per fare un paragone, nella Top 10 delle figurine dei calciatori più costose vendute all’asta, la più ambita – quella di Pelè col Brasile del 1958 nella collezione Alifabolaget – è stata battuta da Rally per 1,33 milioni. Viceversa, le figurine storiche dei campioni della MLB, il campionato statunitense di baseball, superano i 3 milioni come nel caso di quelle ufficiali firmate da Honus Wagner, Todd Helton, Mickey Mantle, Mike Trout e tanti altri ancora.
Nel caso di Michael Jordan, fino ad ora il top lot è ancora la figurina Logoman autografata, 2003-04 Upper Deck Ultimate Collection in edizione limitata, venduta all’asta nel giugno 2024 da Goldin per 2,9 milioni di dollari. Per anni Jordan ha avuto un’esclusiva con Upper Deck. Le Gold NBA Logoman Patch sono una sorta di Santo Graal per i collezionisti di memorabilia NBA. Quanto alle rookie card, prima dell’ultima vendita il primato apparteneva sempre ad una Fleer autografata del 1986, venduta da Joopiter (la casa d’aste di Pharrell Williams) nel gennaio 2025 per 2,5 milioni.
La differenza tra ufficiali e aftermarket
Le figurine autografate ufficiali sono di due tipi: quelle hard signed, ovvero che vengono firmate direttamente sulla superficie, con l’autografo dell’atleta su un adesivo olografico che viene poi applicato sulla carta, e quelle con cut signature, ossia una firma ritagliata da un autografo originale su un pezzo di carta oppure su un documento ufficiale e legittimo come una lettera, un assegno o un contratto. Questo metodo è spesso utilizzato per atleti scomparsi da tempo, poiché è l’unico modo per ottenere la loro firma autenticata su una figurina.
A differenza di quelle ufficiali, le aftermarket sono figurine firmate da un giocatore dopo che sono state prodotte e messe sul mercato. Aftermarket sta proprio a significare che la firma è avvenuta al di fuori del processo ufficiale di produzione, non all’interno di esso con l’approvazione della società produttrice o del club d’appartenenza dell’atleta. È per questa ragione che la loro autenticità desta spesso preoccupazione e molti collezionisti e investitori fanno autenticare e classificare queste figurine da aziende specializzate come PSA e Beckett.









