Fincantieri: rivede 4 commesse in Usa ma possibili nuovi ordini

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Fincantieri e la U.S. Navy, la Marina statunitense, hanno ridefinito l’accordo relativo al Programma Constellation, il progetto di costruzione di fregate lanciamissili per gli Stati Uniti assegnato nel 2020 a Fincantieri Marinette Marine, la controllata statunitense del gruppo italiano.

Secondo il nuovo piano, la partnership verrà consolidata attraverso la realizzazione di nuove unità navali, mentre quattro commesse — per un valore di circa 3 miliardi di dollari — saranno cancellate. In questo articolo:

 

  • Fincantieri: ecco il nuovo piano con la U.S. Navy
  • Rivisto il vecchio accordo

 

Fincantieri: ecco il nuovo piano con la U.S. Navy

Il nuovo accordo italo-americano sulle costruzioni prevede che a Fincantieri vengano assegnati nuovi ordini per rispondere in maniera più adeguata agli interessi degli Stati Uniti in tema di cantieristica navale. Tra i settori coinvolti figurano le navi rompighiaccio, le operazioni anfibie e le missioni speciali. In pratica, Fincantieri supporterà la Marina Usa nella ridefinizione delle scelte strategiche relative alle piccole navi da combattimento di superficie, sia manned (con equipaggio umano) sia unmanned (senza equipaggio umano).

“L’accordo con la U.S. Navy segna un nuovo capitolo nella nostra partnership strategica, fondata sulla fiducia reciproca, sulla visione condivisa e sulla ricerca dell’eccellenza”, ha affermato George Moutafis, amministratore delegato di Fincantieri Marine Group. “Il percorso definito per il programma Constellation garantisce la necessaria stabilità ai nostri team e all’intero sistema dei cantieri del Wisconsin, consentendoci di continuare a investire in innovazione e competenze. Mentre la Marina si prepara a nuove tipologie di unità, siamo pronti a supportare le sue esigenze in evoluzione, facendo leva sulla forza delle nostre strutture americane e sull’esperienza maturata. I nostri investimenti nei cantieri statunitensi sono la prova della nostra visione di lungo termine: essere un punto di riferimento per l’industria navale americana e un motore per sostenere la rinascita della cantieristica nazionale”.

Il sistema dei cantieri del Wisconsin rappresenta un pilastro dell’industria navale americana. Fincantieri ha investito oltre 800 milioni di dollari nei quattro siti di Marinette, Green Bay, Sturgeon Bay e Jacksonville, con l’obiettivo di garantire maggiore efficienza produttiva, flessibilità e innovazione, favorendo allo stesso tempo il consolidamento di una filiera industriale all’avanguardia. Negli Stati Uniti Fincantieri impiega circa 3.750 lavoratori e, in un contesto di crescita e rafforzamento della base industriale, ha recentemente incrementato l’organico di 850 unità, a conferma dell’impegno del gruppo nel sostenere l’economia locale.

 

Rivisto il vecchio accordo

La ridefinizione della partnership tra Fincantieri e la U.S. Navy comporta lo stralcio del vecchio accordo relativo a quattro unità commissionate, mentre i lavori proseguiranno per le altre due fregate in costruzione.

A partire dal 2020, Fincantieri aveva ricevuto l’assegnazione di sei fregate, ma il programma ha registrato forti ritardi: la costruzione della prima unità, avviata nel 2022, avrebbe dovuto concludersi entro il 2026, ma subirà tre anni di slittamento. La causa principale è stata la carenza di forza lavoro specializzata e le difficoltà dell’azienda nel reperirla.

La cancellazione delle quattro commesse comporterà un indennizzo a favore di Fincantieri attraverso misure di compensazione, a fronte degli impegni economici e degli impatti industriali derivanti dalla decisione della U.S. Navy. Tuttavia, la scelta peserà immediatamente sul bilancio del gruppo guidato da Pierroberto Folgiero, poiché le commesse verranno rimosse dal portafoglio ordini, mentre il nuovo accordo si basa su promesse che non sono ancora state definite nei dettagli.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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