Da inizio anno le azioni Fincantieri perdono oltre il 30% di valore, complici un p/e che si era portato su livelli molto elevati e i timori per il prezzo dell’energia. Gli esperti di Vontobel hanno analizzato nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti) quali sono i punti di forza che potrebbero giustificare una ripartenza dell’azione.
Dopo i fasti del 2025, quando il titolo fece registrare, da inizio anno ai top di ottobre, un rialzo di circa il 400%, da alcuni mesi le azioni Fincantieri a Piazza Affari sono state oggetto di profonde prese di beneficio. Da inizio anno la flessione si aggira intorno al 35%, nonostante i recenti recuperi. Il ritorno sotto la soglia dei 12 euro, con puntate al di sotto degli 11, ha causato una decisa underperformance rispetto a grandi peer globali come General Dynamics o Bae Systems.
A spingere al ribasso il sentiment sono due macro temi: un p/e diventato elevato dopo la cavalcata di Borsa e la scarsa marginalità, nota e cara al management. Nel Piano al 2030, scritto dall’a.d. Folgiero, i profitti attesi e la redditività sono visti in crescita, con un ebitda margin al 10%. In tale direzione vanno i dati del primo trimestre 2026: pur con un fatturato in calo del 10% a 2,1 miliardi di euro dovuto al confronto con un primo trimestre 2025 eccezionale, il risultato operativo lordo è salito a 159 milioni, con un margine del 7,4%. Il calo dei ricavi non preoccupa: la guidance 2026 è stata alzata a 9,3-9,4 miliardi e il portafoglio ordini è ai massimi di sempre, con 74,2 miliardi di backlog che garantiscono visibilità per diversi esercizi.
Nel medio periodo la strategia si focalizza sulla diversificazione ad alto valore: la divisione Cruise garantisce volumi, mentre i veri motori della crescita sono i settori Difesa e Underwater, con target di margini vicini al 18,5%. Un portafoglio di lungo periodo che tuttavia ha raffreddato il mercato negli ultimi mesi: dallo scoppio del conflitto in Iran a venerdì, Fincantieri ha perso circa il 20% del suo valore. Un’azienda altamente energivora è stata penalizzata dai timori che f iammate dell’inflazione energetica avessero ricadute sui margini delle commesse a prezzo fisso. E se la solida trimestrale è stata digerita bene, con il re-pricing da ottobre in poi e un prezzo del petrolio che potrebbe indietreggiare con la fine delle tensioni geopolitiche, Fincantieri potrebbe riprendere a navigare con successo sul mercato come fatto per gran parte dello scorso anno









