Fineco apre un nuovo ciclo strategico puntando su due leve dichiarate: una crescita organica che il gruppo vuole mantenere a due cifre e l’utilizzo esteso dell’intelligenza artificiale nei tre motori del business. Il piano industriale 2026-2029 viene presentato come prosecuzione del modello integrato di banca, consulenza e trading, con target di crescita annua “low double digit” per utile per azione, raccolta netta e nuovi clienti nel periodo 2025-2029 e con l’avvio di una piattaforma paneuropea focalizzata sul brokerage a completare il perimetro.
In questo articolo:
- Fineco, dalla crescita degli ultimi dieci anni alle nuove ambizioni
- L’intelligenza artificiale entra nel modello operativo
- Fineco, la guidance per il 2026
Fineco, dalla crescita degli ultimi dieci anni alle nuove ambizioni
Fineco richiama innanzitutto il percorso compiuto dalla quotazione del 2014 al 2025, periodo in cui il Cagr (tasso annuo di crescita composto) è stato pari al 6% per i clienti, all’11% per Total Financial Assets e ricavi e al 14% per l’utile netto, con un Roe al 25% nel 2025. Sul fronte patrimoniale al 31 dicembre 2025 il Cet1 ratio risulta pari al 23,3% e il Total Capital Ratio al 31,37% rispetto a requisiti regolamentari dell’8,66% e del 13,03%, mentre gli indici di liquidità Lcr e Nsfr si collocano rispettivamente al 958% e al 418%, ben oltre la soglia del 100% prevista dalla normativa.
Nello stesso esercizio la banca ha registrato il massimo storico di raccolta netta, pari a 13,4 miliardi di euro (+33,3% anno su anno), e circa 194 mila nuovi clienti (+27,2%), per un totale superiore a 1,8 milioni. Questi elementi vengono indicati come base di partenza del nuovo piano, che si colloca in un contesto descritto come segnato dal cambiamento delle abitudini di investimento, dall’avvio di un passaggio generazionale di ricchezza su larga scala e dalla diffusione dell’intelligenza artificiale nei servizi finanziari. Le masse gestite tramite consulenza a parcella sono passate da 14,5 miliardi di euro nel 2018 a 39,5 miliardi a fine 2025 e rappresentano il 53% del gestito totale. All’interno dei portafogli, la componente amministrata è salita da 2,3 miliardi nel 2022 a 9,2 miliardi nel 2025 (+293%), anche grazie al ruolo di Fineco come operatore di riferimento sugli Etf tra la clientela retail.
Sul fronte private banking, le masse sono salite da 22,2 miliardi di euro nel 2016 (anno di introduzione del servizio) a 81,4 miliardi nel 2025, con quota di mercato al 5,7%, dati collegati alla capacità di intercettare il trasferimento di ricchezza legato al passaggio generazionale.
Per il 2026, escludendo il nuovo business paneuropeo, la guidance prevede Net Financial Income in crescita trainato dalla raccolta depositi, incremento della raccolta gestita, nuovo record di ricavi nel brokerage, commissioni stabili nel banking, costi operativi in aumento di circa il 6% su base annua più circa 10 milioni di oneri addizionali legati alle iniziative di sviluppo (AI, marketing, Fineco Asset Management) e una politica di dividendi con payout atteso tra il 70% e l’80%, a fronte di un Leverage Ratio che la banca intende mantenere oltre il 4,5%.
Nel perimetro banking, Fineco sottolinea l’utilizzo dei dati proprietari e di un’architettura IT unificata per integrare applicazioni di AI lungo il ciclo di vita del cliente. Le nuove procedure di onboarding che sfruttano l’intelligenza artificiale hanno quadruplicato le interazioni con la clientela prospect interessata a reperire informazioni, con il 95% delle richieste gestito senza impatto sul Customer Care. A questo si affianca una nuova offerta di conto corrente in tre versioni, inclusa una formula a canone zero per l’accesso completo ai servizi, e lo sviluppo di una nuova app, ridisegnata per rendere operative tutte le funzionalità del conto e per suggerire ai clienti, tramite intelligenza artificiale, i servizi più coerenti con i loro dati e comportamenti.
Nell’investing emerge la combinazione tra consulenza evoluta e strumenti tecnologici. I servizi a commissione esplicita sono oggi proposti dal 98% della rete di consulenti, composta al 31 dicembre 2025 da 3.076 professionisti e 445 Fineco Center. In questo quadro, l’uso dell’AI è orientato ad aumentare la produttività della rete di consulenza, con raccolta netta al 2029 attesa in crescita tra il 25% e il 35%, anche tramite applicativi come il Portfolio Builder e lo sviluppo di un’app dedicata ai consulenti per la gestione dell’agenda e dei cluster di clientela.
Nel brokerage viene evidenziata la presenza di una base crescente di investitori attivi, distinta dalla clientela di trading più legata alla volatilità di breve periodo, e il fatto che le funzionalità di AI sono destinate ad accelerare tale tendenza. La piattaforma proprietaria “Brokerage Copilot” è descritta come uno strumento per semplificare la ricerca di titoli e notizie, generare idee di investimento basate sui dati di mercato e aumentare il coinvolgimento dei clienti. A questo si aggiunge lo sviluppo della piattaforma di securities lending, che consente alla banca di aggregare in tempo reale titoli richiesti dal mercato, prestarli e condividere i ricavi con la clientela, e il rafforzamento dell’attività di internalizzazione collegata al ruolo di emittente, market maker e distributore su Etf e certificati. In prospettiva internazionale, il piano prevede il lancio di una piattaforma paneuropea focalizzata soprattutto sul brokerage tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con costi fissi indicati in circa 5 milioni di euro nel 2026 e 5-10 milioni l’anno tra il 2027 e il 2029; il Roe associato a questa iniziativa è atteso nel medio termine su livelli superiori a quelli dell’attuale perimetro, anche per la natura ancora più “capital light” del business estero.
Fineco, la guidance per il 2026
Per il 2026, ed escludendo il contributo del nuovo business europeo, tutte le aree di attività sono attese in crescita sul fronte ricavi: Net Financial Income in aumento sostenuto dalla raccolta depositi positiva, investing con solido incremento anno su anno della raccolta gestita, brokerage con un nuovo massimo storico di ricavi e banking con commissioni stabili. I costi operativi sono previsti in crescita di circa il 6% rispetto al 2025, a cui si sommano circa 10 milioni di euro di spese aggiuntive legate alle iniziative di crescita, concentrate su intelligenza artificiale, marketing e Fineco Asset Management.
Il cost/income ratio è indicato “ben inferiore” alla soglia del 30%, mentre il costo del rischio è atteso in un intervallo tra 5 e 10 punti base. Su tutto l’orizzonte 2026-2029, le iniziative di sviluppo (esclusa la nuova piattaforma paneurope) dovrebbero consentire un rallentamento della crescita dei costi operativi fino a circa il +4% annuo nel 2029, ancora al netto delle spese addizionali per la crescita che, secondo le indicazioni, scenderanno dai 10 milioni del 2026 a circa 5 milioni l’anno tra il 2027 e il 2029. Considerando anche i costi fissi della piattaforma paneuropea, l’utile per azione è atteso con un Cagr “low double digit” tra il 2025 e il 2029. In materia di capitale, la banca ribadisce l’obiettivo di mantenere un livello ritenuto appropriato dal punto di vista regolamentare, con particolare attenzione al Leverage Ratio, di sostenere la crescita del business e di confermare una politica di dividendo basata su payout ratio nel range 70-80%, riservandosi di valutare di volta in volta la modalità più opportuna per restituire al mercato un eventuale eccesso di capitale









