Fintech: banche italiane protagoniste, investimenti a oltre 1 miliardo di euro entro il 2026

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Le banche italiane si preparano a investire più di un miliardo di euro in tecnologie fintech nel biennio 2025-2026, mantenendo invariata la traiettoria intrapresa negli ultimi anni. Secondo l’ultima edizione dell’indagine fintech nel sistema finanziario italiano condotta dalla Banca d’Italia, gli intermediari stimano investimenti pari a 1,031 miliardi di euro, a fronte di 1,018 miliardi già spesi nel biennio 2023-2024. Una dinamica sostanzialmente stabile che segnala la prosecuzione dei programmi di trasformazione digitale già avviati dal sistema bancario, in un contesto di progressiva modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche. Il quadro resta però ancora condizionato da alcuni ostacoli strutturali.

 

In questo articolo:

 

  • Banche protagoniste della spesa tecnologica
  • La spesa fintech guarda all’operatività
  • Cloud e intelligenza artificiale al centro delle scelte tecnologiche
  • Fintech, ancora alcuni ostacoli da superare

 

Banche protagoniste della spesa tecnologica

La quasi totalità degli investimenti fintech è riconducibile al settore bancario. Le banche rappresentano infatti oltre il 94% della spesa complessiva, confermandosi i principali attori della trasformazione digitale del sistema finanziario italiano. In particolare, la quota maggiore è attribuibile agli istituti di maggiori dimensioni, mentre resta marginale il contributo degli intermediari non bancari. La spesa risulta inoltre fortemente concentrata: i primi dieci intermediari assorbono più del 90% degli investimenti complessivi, evidenziando una distribuzione non omogenea delle risorse destinate all’innovazione tecnologica.

 

La spesa fintech guarda all’operatività

La quota prevalente degli investimenti fintech programmati dalle banche italiane è destinata al rafforzamento dei processi interni e dei servizi già esistenti, più che allo sviluppo di modelli di offerta radicalmente nuovi. Secondo l’indagine di Bankitalia, oltre il 60% dei progetti riguarda interventi di miglioramento graduale di prodotti, servizi e infrastrutture tecnologiche, con particolare attenzione all’acquisizione online della clientela e alla gestione digitale delle interazioni banca-cliente. Rispetto alla precedente rilevazione, cresce il peso delle iniziative legate alle attività operative, mentre diminuisce quello dei progetti riconducibili all’area dei pagamenti. Il quadro restituisce una strategia orientata all’efficientamento, alla modernizzazione dei sistemi legacy e all’automazione dei flussi operativi, più che a una trasformazione strutturale dei modelli di business.

 

Cloud e intelligenza artificiale al centro delle scelte tecnologiche

Tra le tecnologie più adottate si confermano le piattaforme web-mobile, il cloud computing e l’intelligenza artificiale. In particolare, cresce l’incidenza dei progetti basati su cloud e su soluzioni di AI generativa, che rappresentano una quota crescente degli investimenti programmati, soprattutto a supporto delle attività operative e dell’intermediazione del credito. Rimane invece più contenuto l’impiego di altre tecnologie, come le Distributed Ledger Technologies e le API, mentre le cripto-attività continuano a occupare un ruolo marginale nelle strategie digitali: soltanto per il 5% degli intermediari incidono in modo diretto, attraverso l’integrazione di servizi di terze parti o l’utilizzo della DLT nei processi di investimento.

 

Fintech, ancora alcuni ostacoli da superare

Anche se la trasformazione digitale avanza, permangono ancora limiti operativi. Secondo Bankitalia, i principali ostacoli riguardano le difficoltà nel reperire personale con competenze digitali adeguate e la limitata interoperabilità tra le nuove soluzioni tecnologiche e i sistemi legacy. Incidono inoltre la dimensione minima degli investimenti richiesti e, in alcuni casi, le valutazioni sulla domanda prospettica dei servizi digitali, ritenuta non sempre sufficiente a sostenere i costi dei progetti.

Nonostante l’entità delle risorse stanziate, l’impatto sull’erogazione di servizi bancari completamente digitali resta contenuto. Anche la raccolta di depositi e l’erogazione di prestiti tramite procedure interamente online rappresentano ancora una quota limitata del totale. Gli investimenti fintech continuano così a concentrarsi soprattutto sul rafforzamento delle infrastrutture tecnologiche, sull’automazione dei processi interni e sul miglioramento dell’esperienza digitale, mentre una trasformazione radicale dei modelli di offerta sembra ancora abbastanza lontatna.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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