Flatpay, l’unicorno fintech danese che vuole conquistare l’Europa

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Non basta la feroce concorrenza di giganti come PayPal, Stripe e SumUp a impensierire Flatpay, l’unicorno danese entrato a far parte del cerchio ristretto degli unicorni fintech europei, ovvero il gruppo di startup che hanno raggiunto una valutazione superiore a 1 miliardo di dollari. La società ha raccolto 145 milioni di euro nel suo ultimo round, guidato da Avp Growth (Atlantic Vantage Point) e Smash Capital e sostenuto da Hedosophia, Seed Capital e Dawn Capital, software investor londinese che aveva guidato il precedente finanziamento di Serie B da 47 milioni.

A quel round aveva partecipato anche il calciatore tedesco Mario Götze, eroe nazionale grazie al gol decisivo nella finale del Mondiale 2014 contro l’Argentina, oggi attaccante dell’Eintracht Francoforte e sostenitore di diversi business ed idee innovative. Grazie ad un modello altamente scalabile e alle raccolte arrivate al momento giusto, la valutazione di mercato di Flatpay è cresciuta ad un ritmo così rapido da toccare quota 1,5 miliardi di euro: l’azienda è riuscita a diventare unicorno nel giro di appena tre anni.

 

In questo articolo:

 

  • Flatpay, unicorno alla conquista dell’Europa
  • Cosa fa Flatpay e come funzionano Pos e cassa
  • Le sfide della fintech per l’immediato futuro

 

Flatpay, unicorno alla conquista dell’Europa

VivaTech, il più grande evento europeo dedicato alle startup e alla tecnologia, ha inserito Flatpay tra le 13 fintech presenti nella classifica Top 100 Rising European Startups. Nella graduatoria, stilata da Accel, Eurazeo, Hv Capital, Northzone e Partech, l’azienda danese affianca la britannica Capi Money, le francesi Defacto, Flowdesk, Infinit, Pennylane, Pigment e Swan, l’olandese Finom, la spagnola Payflow, le tedesche Payrails e Taktile e la svizzera Sparta Commodities.

Guidata dall’amministratore delegato Sander Janca-Jensen, co-fondatore con Rasmus Hellmund Carlsen, Peter Lüth e Rasmus Busk, la startup di Copenaghen ad ottobre ha superato i 100 milioni di euro di Arr, il fatturato ricorrente annuo (Annual Recurring Revenue) che misura i ricavi annuali generati da abbonamenti e contratti continuativi. Non solo: questo importo aumenta di quasi 1 milione al giorno. Negli ultimi 12 mesi, Flatpay ha fatto segnare un aumento dei ricavi di oltre il 400%: da 35 a 140 milioni. Il fatturato previsto per il 2025 si attesta sui 125 milioni di euro. L’obiettivo per il 2026 è di crescere ancora del 300%, chiudendo l’anno con un Arr compreso tra 400 e 500 milioni.

 

Cosa fa Flatpay e come funzionano Pos e cassa

Flatpay offre soluzioni di pagamento innovative e semplificate, facilitando i pagamenti con carta alle piccole e medie imprese e ai negozi fisici e online. La fintech garantisce un servizio disponibile 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 con versamenti giornalieri e una tariffa fissa per ogni transazione, nessun abbonamento e zero costi nascosti. La sua missione è competere con i grandi operatori del settore applicando a Pmi ed esercenti prezzi trasparenti per l’utilizzo dei suoi terminali per carte e Pos.

L’attenzione di Flatpay si concentra su un segmento che rappresenta il 99% delle aziende europee. È questo target ad aver favorito una rapida crescita: la startup, nata nel 2022 e arrivata a 7.000 clienti nell’aprile 2024, ora ne conta circa 60.000, di cui 18.000 in Italia concentrati per oltre la metà nel settore food and beverage e horeca. Le principali soluzioni di Flatpay sono tre: il Pos senza canone, con l’1,49% di commissione per transazione su tutti i tipi di carte; la cassa integrata standard, con l’1,69% di commissione per transazione e 1.995 euro una tantum; la cassa integrata premium con la commissione sempre all’1,69% ma 2.995 euro una tantum.

Il modello di Flatpay punta sulla semplificazione e sull’interazione umana: in tempi di delega all’intelligenza artificiale per qualsiasi forma di attività e assistenza, gli addetti alle vendite della fintech girano per le aziende con una valigetta che contiene terminali e Pos per dimostrazioni immediate, ma anche carta e penna per spiegare come funzionano prezzi e abbonamenti. Naturalmente la startup scandinava è non-AI ma non ignora gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che viene utilizzata per funzionalità in tempo reale e per sperimentazioni con agenti AI vocali.

 

Le sfide della fintech per l’immediato futuro

Il capitale raccolto nell’ultimo round di finanziamento servirà a Flatpay a sostenere la crescita nei mercati europei (Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia e Regno Unito), ad espandersi in uno o due nuovi mercati il ​​prossimo anno (non si sa ancora quali, ma uno potrebbe essere i Paesi Bassi) e ad allargare il personale, che ad oggi conta 1.500 dipendenti a livello globale, meglio noti come flatpayers. Nei piani la fintech punta a raddoppiare il team di lavoro.

In Italia la sede principale di Flatpay è a Milano in via Lorenteggio: l’apertura del decimo ufficio sul territorio è prevista entro la fine del 2025. I flatpayers italiani sono più di 330, ma dovrebbero superare i 550 nei prossimi tre anni. In un comunicato stampa diffuso da Janca-Jensen a ultimo round chiuso, l’azienda ha annunciato di voler decuplicare fatturato e dipendenti entro il 2029. In programma c’è anche il lancio di una suite di prodotti finanziari che dovrebbe includere una combinazione di carte, conti correnti e prestiti.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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