Fondi ARK: gli investitori hanno perso fiducia, è la fine di un'epoca?
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Fondi ARK: gli investitori hanno perso fiducia, è la fine di un’epoca?

Fondi ARK: gli investitori hanno perso fiducia, è la fine di un'epoca?

I fondi ARK di Cathie Wood si stanno dirigendo mestamente verso l’anno peggiore della loro storia, con una perdita che in questo 2022 ha finora raggiunto il 63%. Per avere idea dell’entità del passivo basta considerare che l’indice S&P 500, ancora incamminato in un mercato ribassista, è in calo da inizio anno del 16%. È chiaro che i fondi della regina di Wall Street hanno pagato lo scotto di essere molto focalizzati sulla tecnologia e sull’innovazione. Settori, questi, che non hanno trovato pace per via dei ripetuti aumenti dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, che hanno colpito maggiormente le aziende legate alla crescita.

Gli investitori ora sembrano notevolmente provati da tutte le volte che sono stati incoraggiati dal fondo a versare denaro nelle fasi di calo per comprare a prezzi apparentemente convenienti e non hanno fatto altro che accumulare perdite su perdite. Secondo i dati forniti da FactSet, nei primi cinque mesi dell’anno vi è stato un afflusso di 1,89 miliardi di dollari, mentre i mercati colavano a picco. Da quel momento vi è stato un ritorno alla sobrietà, ritirando denaro per 76,5 milioni di dollari nei sei mesi successivi, con la giornata del 30 novembre in cui è stato prelevato un ammontare di 146 milioni di dollari, tra i più grandi deflussi giornalieri dell’anno.

 

Fondi ARK: perché gli investitori si stanno allontanando

La perdita di appetito per i fondi ARK è evidente e potrebbe anche segnare la fine di un’epoca in cui a farla da padrona erano l’entusiasmo per le alte performance e le prospettive di crescita futura. Tutto ciò era però basato su un modello che non poteva durare all’infinito, ossia di tassi a zero e denaro facile che sono grasso che cola per le società che investono in una redditività futura. Ora, non sono in pochi a sostenere che i fondi di Cathie Wood non siano ancora economici, nonostante il tracollo degli ultimi due anni. Questo perché molte società su cui la stock picker ha puntato non sono redditizie e quindi non hanno rilievo i tradizionali multipli che considerano il rapporto price/earnings.

Gli strateghi di Schroders hanno affermato che da parte di alcuni investitori ci sia come “una reazione istintiva al fatto che qualcosa è andato storto”. Gli esperti sottolineano come i titoli acquistati da Wood funzionano bene in un “contesto di crescita nominale relativamente bassa e tassi contenuti, ma non sembra che sia lì che saremo”. Secondo Antonino Denier, Amministratore Delegato di Webull Financial LLC, l’inverno per i fondi ARK non è ancora terminato quest’anno perché, con l’avvicinarsi della fine del 2022, i gestori vendono le azioni maggiormente in rosso per realizzare le perdite fiscali.

 

Cathie Wood rimane ferma nella sua posizione

In questi ultimi anni Cathie Wood è rimasta alquanto imperturbabile di fronte alle contestazioni arrivate da più parti sul suo modus operandi. Anzi, ha continuato a portare avanti con ancora maggiore convinzione la sua idea rivoluzionaria sugli investimenti. Le maggiori partecipazioni dei fondi ARK riguardano le azioni Zoom Video Communications, Tesla ed Exact Sciences Corp., che hanno fatto un bagno di sangue quest’anno in Borsa. Eppure Wood ritiene che le tre società abbiano il potenziale per determinare un grande cambiamento a livello mondiale. A suo avviso, Zoom nel 2026 raggiungerà quota 1.500 dollari, dai 73,69 dollari dell’ultima chiusura alla Borsa di New York. E nel peggiore scenario prevede che le azioni arriveranno a 700 dollari.

In una recente intervista, Wood ha detto che le società del suo fondo stanno “sacrificando la redditività a breve termine per una crescita esponenziale e altamente redditizia a lungo termine”. Quindi, bisognerebbe guardare nel lungo periodo a rigor di logica. In questo contesto si inserisce anche la sua grande scommessa sulle criptovalute, nonostante il massacro di quest’anno, nel quale Bitcoin ha perso oltre tre quarti di valore dal suo massimo storico. Dai livelli attuali, Wood sostiene che entro il 2030 la principale criptovaluta crescerà del 6.000%, agguantando quota 1.000.000 di dollari. Una previsione, questa, che fa sognare i più accorati sostenitori di Bitcoin, che non temono un risveglio molto doloroso. Nonostante tutto.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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