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Fondi tematici: cosa sono e come funzionano

Fondi tematici: cosa sono e come funzionano

Negli ultimi anni i fondi e gli ETF tematici hanno attirato sempre più l’interesse da parte degli investitori sia istituzionali che retail. Per questo tali prodotti sono cresciuti in termini numerici, soprattutto in regioni come l’Europa. Ma cos’è un fondo tematico e quali sono le sue caratteristiche principali? Ecco una guida che spiega tutto nei dettagli.

 

Fondi tematici: definizione e caratteristiche

I fondi tematici non sono altro che dei fondi d’investimento che puntano su temi che hanno a che fare con la moda e le tendenze del momento. L’universo d’investimento è quindi molto ampio e può abbracciare qualsiasi settore. Per questo vanno distinti rispetto ai fondi settoriali, in quanto molto spesso non hanno un benchmark di riferimento e quindi non esiste un indice che sia rappresentativo. Inoltre, l’approccio è più strategico che tattico, con un orizzonte temporale che si estende a un periodo lungo.

Per individuare un trend che possa configurare un fondo tematico non esiste una procedura che sia valida in assoluto, ma tutto risulta frutto di analisi e ricerche effettuate da parte di società di gestione specializzate. Una tecnica adottata da parte di Pictet AM, ad esempio, è quella di seguire i megatrend globali di lungo termine definiti dal Copenaghen Institute for Futures Studies, in cui si tiene conto di un’area di investimento ampia, liquida e facile da diversificare. L’esposizione ai fondi tematici dipende dal gestore. Uno dei fattori che vengono valutati con attenzione riguarda la capacità di determinazione degli utili che si possono attribuire a un determinato tema. Pictet considera un’esposizione minima a ogni tema tra il 20% e il 50% dei ricavi e degli utili.

La caratteristica fondamentale dei fondi tematici è la capacità di espansione di un trend, dove il risultato finale atteso è sicuramente superiore rispetto a quello di mercato. Al riguardo, quindi, i punti chiave per un fondo tematico sono soprattutto tre. Il primo è quello di individuare un megatrend di investimento che possa guidare un cambiamento sociale ed economico in corso con prospettive di lungo termine. Il secondo concerne la selezione di un’idea che ha un contatto molto stretto con il tema e gli investitori che si dedicano. Il terzo allude alla possibilità di sganciarsi dalla direzionalità del mercato in quanto i fondi tematici seguono un percorso molto particolare.

 

Fondi tematici: vantaggi e rischi

I fondi tematici presentano sicuramente aspetti che li rendono vantaggiosi rispetto ad altri, ma anche dei rischi. Tra i vantaggi si può individuare la semplicità, nel senso che i prodotti vengono immediatamente compresi da parte degli investitori. Un altro aspetto positivo riguarda la bassa volatilità dei flussi, dal momento che l’orizzonte temporale è lungo e quindi gli investimenti sono meno assoggettati alle variazioni di breve termine dei mercati finanziari.

I rischi relativi ai fondi tematici sono soprattutto tre. Il primo allude al fatto che i prodotti si concentrano sostanzialmente sulle azioni e quindi incorporano tutti gli aspetti caratteristici dei titoli di rischio. Il secondo è che l’investitore potrebbe non allinearsi a un profilo di investimento di lungo periodo necessario per cavalcare il trend. Infine, vi è da rilevare come i fondi tematici per definizione tendono a essere concentrati e quindi viene meno la diversificazione per settori.

 

Un po’ di storia

Il primo fondo a carattere tematico fu il Television Fund, che vide la luce nel 1948. Due anni più tardi si modificò in Television-Electronics Fund, per incorporare il progresso dell’elettronica. Ciò diede vita a una serie di fondi incentrati sulla tecnologia. Ad esempio, nel 1950 arrivarono: l’Atomic Development Mutual Fund; lo Science and Nuclear Fund; il Nucleonics, Chemistry & Electronics Shares; e il Missiles-Rockets-Jets & Automation Fund. Contestualmente T. Rowe Price lanciò il suo fondo comune di investimento Growth Stock, tutto orientato sulla crescita.

Negli anni ’60 nacquero alcuni fondi tematici futuristici come lo Steadman Oceanographic Fund, focalizzato sulle società che intendevano costruire comunità sott’acqua. Il successo però fu limitato. I fondi tematici si sono rinnovati e hanno come sempre cercato di cavalcare il tema del momento. Un grande successo ebbero negli anni ’90 i fondi Internet, grazie alla rivoluzione del Web. Il primo organismo di investimento di questo genere fu prodotto da Daiwa U.S. Internet Open nel 1995, dando seguito a un autentico boom che vide il punto più alto del successo a cavallo tra la fine e l’inizio del millennio. Lo scoppio della bolla Dot-Com decretò la fine anche di quella tendenza. Negli ultimi anni i temi che più hanno interessato i fondi tematici e gli investitori riguardano il metaverso e l’intelligenza artificiale.

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