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Fondo pensione aperto: come funziona e a chi è destinato

Fondo pensione aperto: come funziona e a chi è destinato

Il caro vita erode i risparmi facendo diventare problematico il momento di andare in pensione. Una soluzione valida per crearsi un cuscinetto solido quando si lascerà il mondo del lavoro è quello di aderire ad una forma di previdenza complementare.

 

Previdenza complementare: cos’è e a chi è destinata

La previdenza complementare è il secondo pilastro del sistema pensionistico il cui scopo è quello di integrare la previdenza di base obbligatoria o di primo pilastro. L’obiettivo è di concorrere ad assicurare al lavoratore, per il futuro, un livello adeguato di tutela pensionistica, insieme alle prestazioni garantite dal sistema pubblico di base.

Possono aderire alla previdenza complementare:

 

  • lavoratori dipendenti privati
  • lavoratori pubblici;
  • soci lavoratori e i lavoratori dipendenti di società cooperative di produzione e lavoro;
  • autonomi
  • liberi professionisti;
  • lavoratori con un’altra tipologia di contratto (ad es. un lavoratore a progetto o occasionale).

Tipologia dei fondi

Rientrano tra le forme pensionistiche complementari:

 

  • i fondi pensione negoziali,
  • i fondi pensione aperti,
  • i piani individuali pensionistici
  • i fondi pensione preesistenti.

Fondo pensione aperto: cosa significa

I fondi aperti sono disciplinati dall’art. 12 del D.lgs. 252/2005 e sono forme pensionistiche complementari istituite da banche, imprese di assicurazioni, Società di Gestione del Risparmio (SGR) e Società di Intermediazione Mobiliare (SIM). E’ detto aperto nel senso che possono aderirvi tutti anche i familiari fiscalmente a carico. L’adesione a un fondo pensione aperto significa destinare parte dei risparmi per integrare la pensione di base e ricevere una pensione complementare, anche reversibile (in favore del coniuge o di altri beneficiari da te designati). I fondi pensione aperti sono iscritti all’Albo dei fondi pensione e sono vigilati dalla COVIP.

 

Come funziona?

Ogni iscritto detiene un conto pensionistico individuale su cui affluiscono i suoi versamenti contributivi, custoditi presso un depositario autorizzato (una banca o un’impresa di investimento) e investite nei mercati finanziari, allo scopo di ottenere rendimenti che nel tempo accrescano il capitale accantonato.

In tal modo si potranno ottenere prestazioni pensionistiche integrative rispetto alla previdenza obbligatoria. L’importo di queste prestazioni dipenderanno da:

 

  • importo complessivo dei contributi versati
  • durata del periodo di contribuzione
  • costi sostenuti
  • rendimenti ottenuti con l’investimento sui mercati finanziari.

 

Cosa succede al momento della pensione

Al momento del pensionamento e, a condizione di avere almeno cinque anni di partecipazione al fondo, l’aderente può ricevere:

 

  • tutto il capitale accumulato in rendita
  • fino a un massimo del 50% del montante accumulato in un capitale e il restante in rendita;
  • tutta la posizione in capitale, ma solo se il 70% del montante accumulato ti dà una rendita annua inferiore al 50% dell’assegno sociale.

 

La pensione complementare può essere reversibile sia al coniuge, sia a un’altra persona indicata.

E’ possibile anche prelevare tutto o parte del capitale per far fronte a eventi inattesi, prima dell’età pensionabile.

In particolare si può avere un anticipo nel caso si debbano sostenere:

 

  • spese sanitarie straordinarie documentate connesse a interventi e terapie conseguenti a gravissime condizioni (anche del tuo coniuge o dei tuoi figli);
  • acquisto e ristrutturazione documentati della prima casa di abitazione
  • motivi personali e familiari.

 

E’ anche possibile riscattare in tutto o in parte la propria posizione individuale in caso di:

 

  • invalidità permanente o inoccupazione superiore ai 48 mesi, dimissioni o licenziamento, decesso dell’aderente
  • inoccupazione non inferiore a 12 mesi (e non superiore a 48 mesi), ricorso da parte del datore di lavoro a mobilità, cassa integrazione guadagni, ordinaria o straordinaria.

Gli sconti sulle tasse

Chi aderisce ad un fondo di previdenza complementare può ottenere una serie di agevolazioni fiscali come:

 

  • deducibilità dal reddito dei contributi versati fino ad un ammontare pari a 164,57 euro l’anno
  • aliquota massima del 20% anziché del 26% sui rendimenti della gestione finanziaria
  • aliquota agevolata che varia tra il 15% e il 9% in base agli anni di partecipazione al fondo per la pensione complementare e il capitale
  • aliquota agevolata che varia tra il 15% al 9% in base al numero di anni di partecipazione per le anticipazioni o i riscatti della posizione individuale per far fronte a spese impreviste personali o familiari.

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