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Ford raggiunge l’accordo con i sindacati, le azioni salgono a Wall Street

Ford raggiunge l'accordo con i sindacati, le azioni salgono a Wall Street

Ford Motor ha raggiunto un accordo provvisorio con il sindacato United Auto Workers (UAW), primo passo per mettere fine agli scioperi che stanno logorando la casa automobilistica dalla metà del mese scorso.

L’intesa tra le parti sarebbe raggiunta sulla base di un aumento salariale del 25% rispetto al contratto del 2019. Se si tiene conto dei meccanismi di capitalizzazione e inflazione, l’incremento arriverebbe al 33% secondo quanto comunicato dall’UAW. Inoltre, i lavoratori a tempo determinato che percepiscono retribuzioni più basse riceveranno un aumento di oltre il 150% durante la vita contrattuale e arriveranno alla retribuzione massima dopo tre anni di servizio.

A ciò si aggiunge anche l’eliminazione dei livelli di retribuzione più bassi per i lavoratori in alcune divisioni di parti di ricambio nell’azienda e l’annullamento delle concessioni che il sindacato aveva accettato nel 2007 quando Ford versava in uno stato di grande difficoltà economica e finanziaria. “Siamo lieti di aver raggiunto un accordo provvisorio su un nuovo contratto di lavoro con l’UAW” ha dichiarato il presidente e amministratore delegato di Ford, Jim Farley.

 

Cosa significa l’accordo per il settore automobilistico

L’accordo tra Ford e il sindacato potrebbe costituire un modello per le altre trattative in corso che riguardano General Motors e Stellantis. L’UAW era pronto ad avviare lo sciopero in altre strutture chiave di Ford questa settimana se non fosse stata raggiunta un’intesa, esattamente come ha fatto con le altre due case automobilistiche. Infatti, il sindacato ha colpito l’impianto più redditizio di General Motors ad Arlington, in Texas, e quello di pick-up Ram di Stellantis a Sterling Heights, nel Michigan.

Per quanto riguarda Ford è stata bloccata la fabbrica di camion pesanti in Kentucky. Ora però il sindacato ha ordinato ai lavoratori Ford di tornare al lavoro durante il processo di ratifica dell’accordo che, precisiamo, deve essere ancora firmato dai leader del sindacato anche se si tratterebbe di poco più di una formalità. Quindi, la produzione di pickup Ford Super Duty, SUV Ford Bronco ed Explorer e camion Ranger potrebbe ripartire questa settimana.

La pressione ora è tutta su General Motors e Stellantis che ieri hanno dichiarato di voler lavorare per raggiungere un accordo con UAW il prima possibile. Le due aziende però hanno anche sostenuto che le richieste del sindacato finiranno per aumentare i costi frenando le ambizioni sui veicoli elettrici. Di conseguenza le metterebbe in una posizione sfavorevole rispetto a marchi rivali non sindacalizzati come Tesla e Toyota. Tuttavia il tempo stringe e la perdita economica nel settore ha già raggiunto i 9,3 miliardi di dollari a causa degli scioperi secondo Anderson Economic Group. Il contratto tra Ford e UAW potrebbe significare molto a questo punto, in quanto “getta le basi per i prossimi due contratti che dovrebbero allinearsi abbastanza rapidamente” ha affermato Sam Fiorani, vice presidente della

global vehicle forecasting di AutoForecast Solutions.

 

Ford: gli effetti sulle azioni del nuovo contratto

Gli investitori al momento hanno preso bene l’accordo Ford-UAW, sebbene l’aumento notevole dei costi del lavoro andrà a impattare sulla redditività dell’azienda. Nelle negoziazioni prima dell’apertura di Wall Street, le azioni Ford crescono di oltre 1 punto percentuale in un clima segnato da giorni di sell-off diffuso sull’azionario.

Secondo Tim Piechowski, gestore di portafoglio di ACR Alpine Capital Research, l’accordo “sarà positivo per le azioni, che riflettono attualmente lo scenario peggiore derivante dallo stesso accordo provvisorio”. Il titolo Ford ha chiuso l’ultima seduta a Wall Street a 11,54 dollari, registrando da inizio anno una performance del 4,25%.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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