Uno dei personaggi più raccontati e rappresentati di sempre, Frida Kahlo è una rarità nel mercato dell’arte: negli ultimi trent’anni sono passati all’asta poco più di trenta lavori della pittrice messicana e le sue opere da record sono coincise con periodi di forte cambiamento nell’interesse di collezionisti e investitori per autori e autrici latine. Nata nel 1907 nella leggendaria Casa Azul di Coyoacán, ora un museo a lei dedicato, Frida è morta nel 1954 ancora prima di compiere cinquant’anni.
La sua produzione si attesta a un totale di 150-200 opere, di cui circa 55 sono autoritratti. Al di là dei costumi colorati e delle grandi sopracciglia, del merchandising multimilionario legato alla sua pittura e della relazione tossica con Diego Rivera, pittore di murales amico di Pablo Picasso e Amedeo Modigliani, Kahlo è ricordata soprattutto per i quadri dai toni naïf, nei quali sovverte i canoni utilizzando il realismo magico sudamericano per raccontare tematiche come il corpo femminile, l’esperienza dell’aborto, l’anarchia delle emozioni e dei sentimenti.
Frida Kahlo: le 5 opere record all’asta
Personalità poliedrica, donna e artista rivoluzionaria, figura inquieta e ribelle, Frida ha fatto la storia dell’arte del Novecento grazie a uno stile inimitabile che l’ha trasformata in un’icona pop e che ancora oggi sopravvive nell’immaginario collettivo. Da molti considerata una delle più grandi pittrici di tutti i tempi, Kahlo è entrata nella leggenda come modello femminile e per le sue opere dalle cromie esuberanti.
È negli anni Ottanta che nel mondo scoppia la Fridamania, un termine che in Messico entra persino nei dizionari. Da allora, Frida Kahlo è ovunque, oggetto di una riscoperta a 360 gradi che conquista la moda, il cinema, la musica, la letteratura, i fumetti, i social network. Un fenomeno graduale ma imponente che vive un’impressionante escalation sul mercato, dove le sue tele (la maggior parte conservate in musei e collezioni permanenti) raggiungono prezzi da record nelle vendite all’incanto. Ecco la Top 5 delle aggiudicazioni.
Ritratto di una signora in bianco
È un raro dipinto a olio che Frida dipinge nel 1929, l’anno in cui si iscrive al Partito comunista, sposa Rivera (il pittore è al suo terzo matrimonio) e abortisce per la prima volta. L’identità della signora in bianco è da tempo al centro del dibattito: alcuni studiosi ritengono sia Dorothy Brown Fox, un’amica americana dell’artista, mentre nuove ricerche identificano la modella con Elena Boder, compagna di scuola di Kahlo rimasta negli anni sua confidente. Il ritratto debutta nell’asta Latin American Art di Christie’s a New York del novembre 2019, dalla collezione della storica dell’arte e curatrice Helga Prignitz-Poda: il martello si ferma a 5,8 milioni di dollari.

Ritratto di Cristina, mia sorella
Risale al 1928, ovvero gli inizi della sua carriera artistica, l’unico ritratto che Frida dedica a sua sorella, protagonista qualche anno più tardi di una devastante e scandalosa relazione con il marito Diego. Kahlo la scopre soltanto nel 1935, ma si riconcilierà comunque con Cristina, scomparsa dieci anni dopo la sorella Frida. Il quadro passa di mano tre volte: la prima nel 1988 da Sotheby’s per 200.000 dollari; la seconda nel 2001 per più di 1 milione di dollari; la terza (e al momento ultima) nella 20th Century Evening Sale del novembre 2023 da Christie’s a New York, proveniente dalla collezione di Jerry Moss (il discografico fondatore dell’etichetta A&M Records con Herb Alpert) e venduto per 8,2 milioni di dollari.

Autoritratto (molto brutto)
Nel marzo 1933, Frida e Diego sbarcano alla Grand Central Station di New York, cominciando quello che diventerà un tumultuoso soggiorno di otto mesi e mezzo negli Stati Uniti prima del rientro in Messico. Rivera sta lavorando al discusso L’uomo al crocevia, murale commissionato e poi distrutto dalla famiglia Rockefeller, mentre Kahlo non dipinge quasi mai: affetta da spina bifida, in quei mesi affronta numerosi problemi di salute. Un’opera rara e toccante di questo periodo è proprio l’autoritratto che raffigura il suo dolore, restituito con profonda autoironia. Il quadro fa il suo esordio nella 20th Century Evening Sale del novembre 2022 da Christie’s a New York e fa alzare le palette fino a 8,6 milioni di dollari.

Dos desnudos en el bosque (La tierra misma)
Completata nel 1939, questa tela di ridotte dimensioni (25 x 30,2 cm) è ricca di riferimenti alla Vergine Maria che culla il figlio morto, alla bisessualità di Kahlo (nel corso degli anni ha diverse relazioni sia con uomini che con donne, incluse alcune amanti di suo marito) e alla sua dualità culturale, la nativa messicana e l’europea. Poco dopo aver realizzato l’opera, Frida la regala all’attrice Dolores del Río, star del cinema messicano. Passato di mano al collezionista Lewis Reilly, alla gallerista Mary Anne Martin e poi a Jon Shirley, l’ex presidente di Microsoft, il quadro finisce nella Impressionist & Modern Art Evening Sale del maggio 2016 da Christie’s a New York, primo dipinto della Kahlo a comparire sul mercato dal 2006. Il risultato è di 8 milioni di dollari.

Diego y yo
È del 1949 quello che è a tutti gli effetti l’ultimo autoritratto di Frida degli anni Quaranta. Un’opera emblematica della sua ossessione per il marito, raffigurato sulla sua fronte con un terzo occhio. Nella prima Modern Evening Auction della storia di Sotheby’s, andata in scena a New York nel novembre 2021, il dipinto supera la stima minima di 30 milioni ed è battuto per 34,9 milioni di dollari, diventando l’aggiudicazione più alta mai raggiunta all’asta da un’opera dell’artista messicana nonché l’opera d’arte latina più costosa mai venduta all’incanto, triplicando il precedente record di 9,8 milioni realizzato proprio da Rivera con I rivali del 1931. A comprare Diego y yo è l’imprenditore e collezionista argentino Eduardo Costantini, leader del settore immobiliare con la sua Consultatio (ha un patrimonio stimato da Forbes in 1,3 miliardi) e fondatore e presidente del Malba, il Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires.

Prima delle aggiudicazioni dell’ultimo ventennio, il top lot di Frida Kahlo è stato per anni Raíces, famoso dipinto del 1943 che simboleggia il legame dell’artista con la sua eredità messicana e che è stato acquistato per 5,6 milioni di dollari nell’asta Latin American Art di Sotheby’s nel maggio 2006. Per trovare il precedente record d’asta della pittrice messicana bisogna addirittura risalire al 2000, quando un autoritratto del 1929, ribattezzato El tiempo vuela (Il tempo vola), ha raggiunto i 5 milioni di dollari, sempre da Sotheby’s a New York.









