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FTSE China A50, cosa fare con l’indice cinese dopo i deflussi del 2023

In questa foto di Leungchopan, Exchange Square a Hong Kong, dove ha sede la Borsa di Hong Kong. Sullo sfondo l'ingresso del palazzo della borsa e davanti le statue a grandezza naturale di due bufali

Gli investitori internazionali sono stati venditori netti di azioni cinesi per il quarto mese consecutivo a novembre, segnando una serie record di deflussi mensili dal mercato azionario della Repubblica popolare, come mostra l’andamento delle quotazioni dell’indice FTSE China A50. Le vendite nette si sono attestate lo scorso mese a 1,8 miliardi di yuan (252 milioni di dollari) attraverso il programma Stock Connect di Hong Kong  rispetto ai deflussi di 45 miliardi di yuan del mese precedente, secondo i calcoli del Financial Times su dati di mercato. I deflussi di novembre sono stati alleviati da un’impennata di afflussi giornalieri giovedì 30. Oltre tre quarti del denaro estero confluito nel mercato azionario cinese nei primi sette mesi dell’anno se n’è andato, tra le preoccupazioni sulla crescita economica e la crisi di liquidità del settore immobiliare.

 

FTSE China A50, le quotazioni rimbalzano sul supporto a 11.268

Composto da azioni quotate sul Shanghai Stock Exchange e Shenzhen Stock Exchange, l’indice FTSE China A50 sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+0,99%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 11.393, per poi andare a chiudere sul finale non distante a quota 11.380.

Dopo il massimo toccato lo scorso 31 luglio sul livello 13.575 l’indice è sempre costantemente sceso posizionandosi al di sotto di una trendline discendente molto lineare. Il tutto è avvenuto anche con fisiologici e importanti rimbalzi che però non hanno mai superato le resistenze fondamentali ma, al contrario, hanno permesso agli operatori di aprire nuove posizioni ribassiste che hanno sistematicamente violato i minimi precedenti.

Negatività che, però, potrebbe essersi arrestata la scorsa settimana in prossimità del supporto presente in area 13.268, quando il mercato ha iniziato lateralizzare senza mai avere una chiusura daily inferiore a quella quota. Il rialzo di ieri è da considerare un primo timido rimbalzo che dovrebbe rappresentare l’inizio di una inversione di tendenza. Dopo aver perso molto in questi mesi, infatti, nell’immediato l’indice ha buone probabilità di recuperare.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 11.393 con target nell’intorno dei 11.639 punti, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 11.268 con obiettivo molto vicino al livello 11.200. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a metà agosto. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 34.


L’andamento di breve termine dell’indice FTSE CHINA A50

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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