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FTSE Mib sui massimi del 2008, va ancora comprato?

FTSE Mib ai massimi del 2008, vanno comprate le azioni italiane?

L’indice FTSE Mib oggi ha toccato il massimo degli ultimi 15 anni, confermando lo splendido momento di forma della Borsa italiana e in generale delle Borse dell’eurozona. Il benchmark ha realizzato nel 2023 una performance del 18%, risultando il migliore tra i principali indici europei. Considerando il semestre che si conclude oggi, bisogna risalire al 2013 per ritrovare una performance simile. Tuttavia, il FTSE Mib è ancora al di sotto del 36% dal picco raggiunto nel 2007, alla vigilia della grande crisi che ha rischiato di travolgere il sistema economico e finanziario mondiale.

A contribuire al rally dei 40 principali titoli della Borsa italiana è stata soprattutto UniCredit, che ha più che raddoppiato la sua capitalizzazione di Borsa nella prima parte dell’anno in corso ed è stata aggiunta a febbraio nell’indice Euro Stoxx 50. Un grande apporto è stato dato anche da azioni come Ferrari, Moncler, BPER Banca, Iveco Group e Banco BPM, che hanno tratto spinta dai numeri entusiasmanti sugli utili a conferma della solidità delle aziende. In genere, le banche italiane hanno aumentato la loro capitalizzazione di circa il 26% da inizio anno, tenuto conto che i titoli finanziari rappresentano circa un terzo di tutto il FTSE Mib.

 

FTSE Mib: ecco perché gli investitori comprano le azioni

Oltre alle ragioni di carattere generale che hanno guidato il rally di un po’ tutte le principali Borse europee, vi sono delle motivazioni riguardanti nello specifico Piazza Affari che spiegano gli acquisti sulla Borsa milanese.

Innanzitutto ha fatto presa la straordinaria resilienza dell’economia italiana al rialzo dei tassi d’interesse, con una crescita più forte di quella dei peer continentali. Molti temevano che il costo del debito più alto imposto dalla Banca centrale europea per frenare l’inflazione avrebbe atterrato il PIL del paese. Non solo non si è verificato questo ma al contrario le attività produttive hanno ripreso a galoppare.

Un secondo fattore di resilienza va ricercato nella debolezza dell’euro nei confronti del dollaro USA nell’ultimo anno e mezzo, il che ha rilanciato il made in Italy esportato nel mondo e ha generato introiti importanti per le imprese italiane.

Infine, gli investitori hanno apprezzato la sobrietà del governo Meloni, che ha smentito quanti si attendevano contrasti verso l’Europa e i suoi dettami economici. Da quando l’esecutivo è in carica – settembre 2022 – l’Italia ha mantenuto un approccio collaborativo, evitando che le speculazioni sui mercati finanziari potessero alterare la stabilità dei conti pubblici.

“Gli ultimi 18 mesi hanno visto diversi fattori favorevoli per il mercato azionario e l’economia italiana” ha dichiarato Angelo Meda, responsabile azionario di Banor Sim. “I tassi di interesse più alti e i prezzi del petrolio hanno aiutato i titoli finanziari ed energetici, un dollaro forte e i piani di ripresa dopo il Covid hanno dato una spinta al PIL italiano e il nuovo governo non si è scontrato con le istituzioni europee”.

 

Borsa italiana: vanno comprate ora le azioni?

Il livello ora raggiunto dal FTSE Mib è importante ma, strano a dirsi, l’indice non è costoso. Il paniere infatti scambia a circa 8,3 volte gli utili a termine, il che lo rende uno dei più economici in Europa. In sostanza, le azioni italiane vengono negoziate con uno sconto del 35% rispetto a quelle europee. Ciò significa che avrebbero ancora spazio per crescere. Gli investitori però non dimenticano la prudenza, sebbene il sentiment rimanga positivo. “Il rimbalzo dai minimi di fine settembre è stato enorme (+38%) – ha dichiarato Fabio Caldato, partner di Olympia Wealth Management -. Rimaniamo generalmente positivi, ma la tendenza al rialzo è, a nostro avviso, per lo più fatta”.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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