FTX: ecco i 4 punti salienti emersi finora nel processo per bancarotta - Borsa&Finanza

FTX: ecco i 4 punti salienti emersi finora nel processo per bancarotta

FTX: 4 punti salienti emersi finora nel processo del Delaware

Questa settimana è iniziato nel Delaware il processo per la bancarotta dell’exchange FTX di Sam Bankman-Fried che probabilmente segnerà il mercato delle criptovalute per diverso tempo. Nessuno si aspettava che si sarebbe giunti a questo punto, essenzialmente perché FTX veniva ormai considerato il punto di riferimento in grado di salvare l’industria crittografica dai disastri che si sono susseguiti quest’anno, con implosione dei token e svariati fallimenti dei principali attori.

Quando è emersa una voragine finanziaria di 8 miliardi di dollari nei conti della società con sede alle Bahamas, anche i più accorati sostenitori delle criptovalute hanno cominciato a nutrire ben poca fiducia verso questo mondo che viaggia senza uno straccio di regolamentazione. Mentre, si è accresciuto il numero di coloro pronti a celebrare il requiem dell’intero settore. “Solo questione di tempo”, sostengono. Il tempo necessario cioè affinché il contagio di FTX si diffonda e faccia sparire uno dietro l’altro prestatori, hedge fund ed exchange, anche tra quelli più insospettabili fino a poco tempo fa. Quella crittografica sarebbe a quel punto forse la più grande delle bolle a sgonfiarsi, visto l’incredibile processo di crescita nell’arco di pochi anni.

 

FTX: ecco cosa è emerso dal processo finora

L’udienza di FTX finora ha raccontato molte cose interessanti, di cui non si aveva minima conoscenza e ancora adesso non si ha del tutto contezza. Sono 4 i fatti salienti emersi al momento. In primis le sedi dei clienti. Regno Unito e Cina sono i Paesi con la più alta quota di clienti, se si escludono i paradisi fiscali. Compresi questi ultimi, invece, spiccano le Isole Cayman e le Isole Vergini.

In secondo luogo, i dipendenti. Finora si sa che circa 260 dipendenti sono rimasti in azienda alla fine di ottobre. Sam Bankman-Fried ha fatto richiesta di poter pagare il personale con i fondi rimasti, ma non sembra che il giudice del Delaware possa acconsentire a tale domanda.

In terzo luogo, gli investitori. Qui si è di fronte a un ginepraio, perché la lista potrebbe essere molto lunga. Si presume che i creditori di FTX siano più di 1 milione, con i primi 50 che vanterebbero un credito complessivo di oltre 3 miliardi di dollari. Tra coloro che nel tempo hanno investito nell’exchange figurano società finanziarie come Sequoia Capital, BlackRock e le aziende crittografiche Paradigm, Genesis e BlockFi.

Infine, la liquidità. Finora è stato accertato tra tutte le società correlate sparse per il mondo il saldo di cassa arriverebbe a 1,24 miliardi di dollari, con Alamada che dispone della più grande riserva liquida. Ciò serve nelle prossime settimane per continuare a operare sotto stretto controllo del Tribunale, il resto invece è rimasto in stand-by nell’ambito della gestione del nuovo Amministratore Delegato John Ray.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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