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G42, cosa fa la società di AI degli Emirati Arabi Uniti

Uno sviluppo dell'AI nei laboratori di G42

Microsoft ha chiuso un accordo per investire 1,5 miliardi di dollari in G42, la principale società di intelligenza artificiale degli Emirati Arabi Uniti. Brad Smith, il presidente del colosso di Redmond, entrerà a far parte del consiglio di amministrazione dell’azienda araba, che si avvia ad utilizzare il cloud Azure per le sue applicazioni di AI. Non solo: il produttore di software statunitense avrà una partecipazione di minoranza nel gruppo e insieme lanceranno un fondo da 1 miliardo per gli sviluppatori e i dipendenti. Ma di cosa si occupa di preciso la holding e perché è diventata un partner fondamentale per gli Stati Uniti nonostante i suoi stretti legami con la Cina?

 

G42, cosa fa la società araba di AI

Fondata nel 2018, G42 è una società con sede ad Abu Dhabi che si occupa degli sviluppi di intelligenza artificiale, machine learning e big data in diversi settori: pubblica amministrazione e PMI, finanza, produzione e distribuzione energetica, aviazione e sanità. L’azienda del Golfo lavora per spingere in avanti i confini della tecnologia, investendo in applicazioni innovative e aprendo alle opportunità internazionali attraverso sinergie con altre multinazionali in paralleli segmenti industriali. La private equity firm statunitense Silver Lake e Mubadala Investment, il fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti che gestisce asset per quasi 300 miliardi di dollari, detengono una quota di partecipazione in G42.

Le attività principali della società emiratina sono la ricerca sull’IA e sull’Internet delle cose, il cloud computing, la gestione di data center, l’utilizzo delle tecnologie per la transizione energetica, i pacchetti per la produzione di intelligence geospaziale, le soluzioni di analytics per lo sport e la finanza, lo sviluppo di modelli innovativi per la sanità, le scienze della vita e il sequenziamento del DNA, le città intelligenti e la sostenibilità ambientale, l’e-government e la cybersecurity delle reti pubbliche, i trasporti e la mobilità. Proprio a G42 si deve la sperimentazione sull’auto senza conducente con il progetto TXAI, il primo taxi autonomo privo di autista presente ad Abu Dhabi.

L’ecosistema di Group 42 è su larga scala e si compone di sette compagnie principali: AIQ per l’industria dell’energia, in joint-venture con ADNOC, l’azienda statale petrolifera; Bayanat per l’intelligence geospaziale; Hayat Biotech per scienza e salute; M42 per la ricerca medica; Core42 per i programmi di AI aziendale e nazionale; Khazna Data Centers per le soluzioni server e data center; Presight per l’analisi dei big data e i sistemi di sorveglianza. L’intesa con Microsoft apre anche ad una collaborazione con OpenAI, la società che ha creato ChatGPT e di cui il gigante americano della tecnologia è il principale investitore: l’obiettivo è espandere le attività del laboratorio di San Francisco in tutta la penisola araba e lanciare una nuova impresa di chip.

 

Chi è il CEO di G42

L’amministratore delegato di G42 è il visionario manager cinese Peng Xiao. Le sue responsabilità al vertice della società includono la definizione delle strategie aziendali e di prodotto e la supervisione delle realtà di G42 operative in numerosi settori verticali, tra cui le città intelligenti, la sanità, l’energia, la finanza e l’istruzione. In passato, dopo la laurea in Informatica alla Hawaii Pacific University di Honolulu e il Master in Affari internazionali alla George Washington University, Xiao è stato Chief Technology Officer dell’azienda di advisoring finanziario Bond & Pecaro, CEO della società di cybersecurity DarkMatter Group e Senior Executive Vice President, CTO e Chief Information Officer di MicroStrategy, realtà statunitense di business intelligence e servizi cloud per le imprese.

La figura chiave di G42 è il chairman Tahnoun bin Zayed Al Nahyan, lo sceicco figlio di Zayed bin Sultan Al Nahyan (il fondatore degli Emirati Arabi Uniti) e fratello minore del sovrano e presidente Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Vice governatore di Abu Dhabi, coordinatore di una galassia aziendale da 1.500 miliardi di dollari e presidente dell’AIATC, il Consiglio per l’intelligenza artificiale e la tecnologia avanzata, Tahnoun è anche consigliere per la sicurezza nazionale degli EAU. Con l’AIATC è responsabile dello sviluppo e dell’attuazione delle politiche e delle strategie emiratine per la ricerca, le infrastrutture e gli investimenti nell’IA, nell’high-tech e nell’innovazione ad Abu Dhabi.

 

G42, Abu Dhabi tra Washington e Pechino

L’accordo tra G42 e Microsoft non mira soltanto a portare il cloud e l’AI nel sud del mondo, in particolare in Africa e in Asia centrale, ma anche a rafforzare l’impegno dell’azienda di Abu Dhabi nel ridurre la propria presenza in Cina. In passato, infatti, G42 ha rappresentato un autentico spauracchio per la sicurezza nazionale nell’ottica dell’intelligence degli Stati Uniti. L’amministrazione Biden e il Dipartimento del Commercio hanno espresso forti preoccupazioni in merito ai legami tra la società emiratina e Pechino, invocando forti restrizioni commerciali nei confronti dell’azienda se non avesse investito nei principali mercati occidentali, interrompendo le collaborazioni con le aziende e le agenzie cinesi.

Tutto è cominciato nel 2019 con il debutto di ToTok, app di messaggistica istantanea senza malware e spyware, subito accusata dal New York Times di essere uno strumento di spionaggio e sorveglianza di massa dell’intelligence degli Emirati. La posizione di G42 si è aggravata con la pandemia, quando la holding ha donato al Nevada i tamponi rapidi per il Covid prodotti dalla cinese BGI Groups. La CIA e il governo statunitense hanno sollevato timori sui rischi per la privacy di milioni di cittadini: nella visione americana, le macchine per il sequenziamento genetico di BGI avrebbero potuto utilizzare in modo improprio il DNA dei pazienti e darlo in pasto al governo di Pechino.

Successivamente il gruppo ha collaborato con Sinopharm, l’azienda farmaceutica cinese controllata dallo Stato, per le sperimentazioni cliniche sul vaccino, approvato il 9 dicembre 2020 dagli Emirati Arabi Uniti. Sempre durante la pandemia, G42 ha siglato un memorandum d’intesa con i gruppi di difesa governativi israeliani Rafael Advanced Defense Systems e Israel Aerospace Industries per la ricerca e lo sviluppo di metodi di contrasto al virus. Ma al tempo stesso ha stretto accordi con la casa farmaceutica anglo-svedese AstraZeneca per la produzione locale di farmaci innovativi, con l’obiettivo di raddoppiare le dimensioni del comparto produttivo entro il 2031.

Sul fronte tecnologico, G42 ha investito 100 milioni di dollari per acquistare il primo di nove supercomputer da 4 exaFLOPS di calcolo della statunitense Cerebras per implementare le sue tecnologie AI e realizzare chatbot e analisi di dati genomici con rapidità e accuratezza. Inoltre, collabora tuttora con la multinazionale di computer, monitor e server Dell Technologies. Nell’ottobre 2023, infine, ha speso altri 100 milioni di dollari (salvo disinvestirli quattro mesi dopo) per una partecipazione di minoranza in ByteDance, l’impresa cinese gestore di piattaforme che controlla TikTok, il social network più amato dai giovani.

L’allontanamento di G42 dalla Cina culmina nel 2024 grazie al deal con Microsoft: la partnership tra le due aziende è stata sviluppata in consultazione con i governi degli Emirati Arabi Uniti e degli Stati Uniti. “Le nostre due società lavoreranno insieme non solo negli EAU, ma per portare l’intelligenza artificiale, le infrastrutture e i servizi digitali nelle nazioni meno servite – ha dichiarato Brad Smith in una nota –. Uniremo una tecnologia di livello mondiale con standard leader di sicurezza e protezione per un’IA sicura, affidabile e responsabile, in stretto coordinamento con i governi sia degli Emirati Arabi Uniti che degli Stati Uniti”.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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