Galli (Banca Akros): sempre più presenti nel direct listing di certificati - Borsa e Finanza

Galli (Banca Akros): sempre più presenti nel direct listing di certificati

Galli (Banca Akros): sempre più presenti nel direct listing di certificati

Il 7 luglio 2022 Banca Akros ha proceduto alla quotazione diretta sul mercato Cert-X di Borsa Italiana di una serie di certificati Equity Premium Autocallable. Si tratta del terzo lancio diretto sul mercato secondario, che conferma l’impegno dell’emittente a svolgere un ruolo importante nel direct listing, come ha confermato a Borsa & Finanza Alessandro Galli, Sales banks and investment products di Banca Akros:

“Banca Akros è un player già molto attivo sul mercato dei certificati, in particolare sul mercato primario. Ora stiamo rafforzando la nostra presenza anche sul secondario, sfruttando e ottimizzando le potenzialità che già sono presenti nella nostra struttura, nei team di trading, strutturazione prodotti, sales e così via. Vogliamo mettere a disposizione la nostra gamma di prodotti anche a quel target di clientela che è abituato a operare in modo autonomo sui mercati. È un segmento di clientela in forte crescita”.

Negli ultimi anni, complici i lockdown obbligati durante il periodo più acuto della pandemia, ma anche l’aumento dell’utilizzo dei certificati di investimento da parte dei consulenti finanziari nella costruzione dei portafogli per i loro clienti, è aumentata la quota di clientela che utilizza i canali digitali, scegliendo i prodotti quotati sul mercato secondario

 

 

 

Banca Akros, esordio con focus su pricing e barriere conservative

La crescita è testimoniata dall’approdo al direct listing della maggioranza degli emittenti di certificati di investimento. Banca Akros trova dunque sul campo una concorrenza già forte e per farsi spazio punta su pricing e protezione del capitale.

 

“Un fattore che ci distingue dai nostri competitor è il fatto di essere italiani, mentre la maggioranza degli emittenti è estera. Ovviamente questo elemento distintivo non è sufficiente. Per competere puntiamo molto sul prezzo dell’offerta. Riusciamo a offrire strutture di certificati già note al mercato ma con barriere molto conservative e rendimenti potenziali molto competitivi”.

La terza serie di certificati emessi direttamente sul mercato secondario è un esempio di cosa intenda Alessandro Galli quando parla di barriere molto conservative. L’emissione, composta da Equity Premium Certificates con Effetto Memoria e possibilità di rimborso anticipato, prevede barriere posizionate al 60% del valore iniziale. La rilevazione di quest’ultimo valore è peraltro stata effettuata su livelli di quotazione bassi in seguito alla discesa delle Borse a partire dall’ultima parte del 2021. Tutto ciò pone le barriere a livelli che le azioni non vedono da molti anni, o addirittura al di sotto dei minimi storici.

“Siamo riusciti a fare struttura con barriere molto conservative ma con rendimenti potenziali comunque interessanti, che possono anche raggiungere il 15% su base annua”

spiega Galli, che sottolinea un altro punto di forza dell’emissione, l’avere come sottostanti singole azioni e non panieri di azioni con meccanismo worst of, emessi in gran quantità nel corso dell’ultimo anno dagli emittenti di certificati:

“L’utilizzo di un sottostante composto da una sola azione rende il prodotto meno rischioso rispetto ai certificati costruiti su panieri di azioni e meccanismo worst of. Inoltre, la presenza di un unico sottostante permette all’investitore di poter valutare l’investimento in base alle sue aspettative sul sottostante stesso piuttosto che sulla combinazione di rendimento offerto e posizionamento della barriera, come avviene comunemente per i certificati worst of. Ovviamente siamo solo all’inizio dell’attività di direct listing. Il nostro obiettivo è di adattare le nostre emissioni alle esigenze del mercato e di offrire una gamma che sia il più completa possibile ed esaustiva per l’investitore. Per questo non escludo, in futuro, la possibilità di ricorrere anche a emissioni di strutture worst of o più innovative”.

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