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Gautam Adani e il rapporto Hindenburg: ecco tutto quello da sapere

Gautam Adani e il rapporto Hindenburg: ecco tutto quello da sapere

Le aziende di Gautam Adani stanno continuando a perdere soldi in Borsa, dopo le accuse lanciate dall’investitore americano Hindenburg Research in un rapporto dove si è scagliato contro la gestione dell’uomo più ricco d’Asia. Tra le principali imputazioni figurano negligenza aziendale, uso improprio dei paradisi fiscali offshore e indebitamento elevato. Quanto è bastato affinché gli investitori si mettessero in fuga dalle azioni del conglomerato industriale capitanato da Adani, che lo scorso anno a un certo si è trovato ad essere il secondo uomo più ricco del mondo alle spalle di Elon Musk. Cerchiamo quindi di saperne di più sul miliardario indiano e come è arrivato a perdere così tanta ricchezza.

 

Gautam Adani: chi è

Gautam Adani è nato nel 1962 ad Ahmedabad, nello Stato occidentale del Gujarat, da una piccola famiglia che commerciava tessuti. Ha frequentato le scuole fino all’università, nella facoltà di Economia e Commercio, che però ha abbondonato al secondo anno accademico per dedicarsi all’attività di smistamento diamanti per un’azienda di Mumbai. Una volta presa la mano, ha aperto la sua prima azienda di preziosi presso lo Zaveri Bazaar di Mumbai. Nel 1981 il fratello maggiore gli affidato in gestione un’attività sulla plastica ed è stato il momento in cui Adani ha iniziato a stabilire una fitta rete di rapporti con i commercianti esteri che avrebbe costituito la base del suo successo.

Nel 1988 ha fondato la Adani Exports Limited, che oggi è diventata la holding del gruppo Adani, ossia la Adani Enterprises Limited. Inizialmente l’azienda si occupava essenzialmente di prodotti agricoli ed energetici, ma poi il business si è esteso ai settori della logistica, della difesa e aerospaziali. Il gruppo è anche il più grande operatore portuale dell’India e gestisce alcuni dei più grandi aeroporti del Paese.

Le aziende in cui si ramifica tutto il business di Adani riguardano:

  • Adani Green Energy Ltd, per la produzione di energia rinnovabile;
  • Adani Enterprises Ltd, per l’estrazione e il commercio di carbone;
  • Adani Transmission Ltd, per la trasmissione di potenza;
  • Adani Total Gas Ltd, per la distribuzione di gas;
  • Adani Power Ltd. per la produzione di energia a carbone;
  • Adani Immobiliare, per la gestione dell’attività sugli immobili;
  • Adani Capital, per l’esercizio di attività bancaria ombra;
  • Wilmar International, per lo svolgimento di un’attività di olio e cibo commestibile.

Gautam Adani: le connessioni politiche con Narendra Modi

Il miliardario imprenditore è molto vicino al Primo Ministro indiano Narendra Modi, anch’egli proveniente dallo Stato del Gujarat. Tra i due vi è stata una grande sintonia nell’ambito degli sforzi del Premier indiano di sviluppare l’economia del Paese. Nel momento in cui Modi ha promesso più elettricità agli indiani, Adani ha raddoppiato la produzione di energia a carbone. Negli affari esteri entrambi hanno viaggiato sullo stesso binario, come quando nel 2021 Adani ha costruito l’importante impianto portuale nello Sri Lanka, incoraggiato dal Governo Modi per frenare l’influenza cinese nella nazione. In sostanza, qualunque progetto d’investimento del magnate indiano ha trovato e troverà l’appoggio finanziario, di infrastrutture e competenze del Governo presieduto da Narendra Modi.

 

La tempesta Hindenburg Research

Negli anni le azioni di Adani hanno ottenuto guadagni stratosferici, arricchendo gli investitori che hanno puntato denaro sul gruppo aziendale. Il momento di gloria però è stato bruscamente interrotto da un rapporto di 100 pagine pubblicato la scorsa settimana da Hindenburg Research, società di ricerca e trading, fondata dal venditore allo scoperto Nathan Anderson. In questo documento sono piombate accuse gravissime di manipolazione azionaria e frodi contabili risalenti a decenni fa.

Ecco alcune delle loro principali accuse:

 

  • identificate 38 entità di Shell di Mauritius controllate dal fratello di Adani, Vinod Adani, o dai suoi stretti collaboratori più entità da lui controllate in altri paradisi fiscali;
  • la rete di Shell offshore sembra essere utilizzata per la manipolazione degli utili;
  • il gruppo Adani è stato precedentemente al centro di quattro importanti indagini governative relative alle accuse di frode;
  • Adani Enterprises e Adani Total Gas Ltd. sembrano essere controllate da una piccola società, senza un sito web attuale, con solo quattro partner e undici dipendenti, e che ha verificato solo un’altra società quotata;
  • il revisore difficilmente sembra capace di un complesso lavoro di revisione quando Adani Enterprises da sola ha 156 filiali e molte altre joint venture.

 

In ragione di tutto questo, Hindenburg ha dichiarato di aver assunto una posizione corta nelle società di Adani attraverso obbligazioni negoziate negli Stati Uniti e strumenti derivati non negoziati in India. Questo ha scatenato un sell-off per le azioni di Adani, con la cancellazione di circa 70 miliardi di dollari di capitalizzazione in tre giorni.

Hindenburg non è nuovo a certi colpi sensazionalistici. Nel 2020 ha attirato l’attenzione a Wall Street allorché ha sollevato seri dubbi sui produttori di auto elettriche Nikola Corp. e Lordstown Motors Corp., il che ha generato un terremoto in Borsa per le azioni delle due società.

 

Le confutazioni di Adani al rapporto Hindenburg

Per reagire agli strali lanciati da Hindenburg, nel fine settimana Adani ha pubblicato un documento di confutazione, come aveva annunciato nei giorni precedenti. Nelle 413 pagine dello scritto, Adani riferisce che 65 delle 88 domande sollevate da Hindenburg sono state affrontate nelle divulgazioni pubbliche del conglomerato, descrivendo la condotta del venditore allo scoperto come “niente meno che una frode calcolata sui titoli ai sensi della legge applicabile”. L’obiettivo del documento di confutazione è quello di placare il senso di sfiducia degli investitori che stanno continuando a liberarsi delle azioni del gruppo. Nell’atto si sottolinea come la holding “eserciterà i diritti di perseguire rimedi al fine di salvaguardare gli interessi degli stakeholder davanti a tutte le autorità competenti”.

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