Generali cede asset nelle Filippine, quali risvolti sulle azioni?

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Con Donald Trump che torna a minacciare l’Europa con dazi al 50% dal prossimo 1 giugno, le azioni Generali fanno registrare una delle peggiori perfomance tra le blue chip di Piazza Affari, nel giorno in cui il Leone di Trieste ha confermato, cosi come era stato anticipato nello scorso mese di dicembre, di aver completato la cessione del 100% della sua partecipazione in Generali Life Assurance Philippines a The Insular Life Assurance Company.

L’operazione  è in linea con il piano strategico del gruppo  “Lifetime Partner 24: Driving Growth”, che prevede di perseguire una crescita sostenibile, migliorare il profilo degli utili del gruppo e ottimizzare la presenza geografica concentrandosi sui mercati assicurativi in cui Generali ha una posizione di leadership. La cessione avrà un impatto trascurabile sul Solvency II Ratio di Generali e genererà una minusvalenza pari a circa 20 milioni di euro, al netto di imposte e quote di minoranza, senza impatto sul risultato netto normalizzato.

 

Azioni Generali: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Generali a Piazza Affari. Con volumi che nell’ultime due ore sono aumentati, è una giornata all’insegna delle vendite, con le quotazioni che si portano in direzione dei 32,60 euro. Se l’impostazione di lungo e medio periodo rimane confermata al rialzo, nel breve termine la perdita dei 33 euro dovrebbe far proseguire la fase correttiva verso i 32,4 euro e successivamente in direzione dei 32 euro, dove passa la media mobile a 50 giorni. Nel caso in cui anche questi ultimi supporti dovessero essere violati, si assisterebbe a una prosecuzione del trend discendente di breve termine con prossimi target i 31,30 e in seguito l’area dei 30,80-30,70 euro.

Al contrario, la ripresa dei 33 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, dovrebbe aprire le porte a un recupero delle azioni il cui primo obiettivo sarebbe situato sui massimi settimanali in area 33,70 euro. Il superamento di tali livelli dovrebbe aprire le porte a una ricopertura del gap-down, lasciato aperto a inizio ottava con lo stacco del dividendo, nei pressi dei 34,78 euro. Il superamento di questi ultimi livelli aumenterebbe le possibilità per il titolo di andare a mettere sotto pressione i top di periodo situati sui 35,25 euro. Nel caso in cui queste aree dovessero essere messe alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target posizionati sulla soglia dei 36 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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