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Generali: dopo la trimestrale l’azione non entusiasma, cosa fare?

La sede di Assicurazioni Generali ad Amburgo

La trimestrale di Generali non ha convinto gli analisti pur avendo presentato dei risultati in crescita. In particolare l’ebit ha mostrato una salita da 1,5 a 1,8 miliardi di euro mentre l’utile netto è cresciuto del 50% a 1.820 milioni di euro. Tuttavia, se si analizza la composizione di questi profitti, si scopre il rilevante peso delle plusvalenze straordinarie, senza le quali la gestione ordinaria non sarebbe riuscita a portare a questi risultati. È per tale motivo che gli analisti sono rimasti freddi.

Sul settore assicurativo si è poi abbattuto l’effetto delle alluvioni che hanno colpito il centro Italia, che hanno portato a una crescita degli interventi da parte delle società del settore. Il direttore finanziario Cristiano Borean è intervenuto per rassicurare: “Se non ci dovessero essere ulteriori deterioramenti, anche grazie alle nostre politiche riassicurative, possiamo sperare di non superare i 100 milioni di impatto” ha chiarito.

“Grazie ai risultati trimestrali in crescita forte e profittevole – ha proseguito Borean – Generali si conferma in linea per raggiungere con successo gli obiettivi della strategia ‘Lifetime Partner 24: Driving Growth’”. Mercato e analisti non si dimostrano altrettanto entusiasti. Non a caso, all’indomani della trimestrale, sono fioccati i giudizi “hold” e “neutral” e i prezzi obiettivo sono stati lasciati invariati.

 

Generali, doppio massimo in area 19 e inversione di rotta

Il titolo Generali sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in gap down (subito ricoperto nell’intraday), però, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 18,735, per poi ripiegare leggermente nel corso del pomeriggio fino a chiudere a quota 18,610

Dopo il rialzo verificatosi a partire dalla fine di maggio (che ha permesso all’azione di ricoprire il gap down generato dallo stacco del dividendo il 22 del mese) i prezzi si sono scontrati con la resistenza presente a 19 euro rappresentata dall’importante indicatore Supertrend. Vi sono stati alcuni timidi tentativi di andare oltre ma mai confermati da una chiusura daily sopra il livello. Al contrario, due tentativi intraday si sono spinti a distanza di pochi giorni rispettivamente a 19,090 e 19,110 creando di fatto una configurazione ribassista di doppio massimo. Da quel momento, infatti, i corsi hanno invertito la rotta disegnando un movimento discendente. Lento, non particolarmente spiccato, ma certamente poco favorevole a rimbalzi.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile per i trader più aggressivi solo al superamento del livello 18,735 con target nell’intorno dei 19,110 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte alla violazione di quota 18,510 con obiettivo molto vicino al livello 18,250. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, mentre l’indicatore Supertrend è diventato ribassista a metà maggio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 54.


L’andamento di breve termine del titolo GENERALI

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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