Dopo l’assorbimento di Mediobanca da parte di Mps, Generali apre una nuova fase con la nomina di Giulio Terzariol a direttore generale e group deputy ceo. La decisione segna un passaggio rilevante nella governance del Leone, chiamato a rafforzare la continuità manageriale e a consolidare il piano strategico “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”. La scelta di Terzariol, manager di lungo corso proveniente da Allianz, si inserisce nel disegno di Philippe Donnet di mantenere una guida stabile e di allineare le diverse aree del gruppo – assicurativa, bancaria e finanziaria – in un momento di ridefinizione profonda degli equilibri interni.
In questo articolo:
- Il voto che divide Generali
- Caltagirone, le ombre del passato tornano a Trieste
- Il segnale del mercato
Il voto che divide Generali
Il Consiglio di amministrazione ha attribuito a Terzariol, già ceo insurance, la gestione del business assicurativo del gruppo e la supervisione di Banca Generali, con deleghe in pieno coordinamento con il group ceo. La nomina diventerà effettiva dopo la consueta verifica di idoneità da parte dell’Ivass.
Secondo quanto riportato da Radiocor, la delibera è stata approvata con quattro astensioni: quelle di Flavio Cattaneo, Marina Brogi e Fabrizio Palermo, esponenti della lista Caltagirone, e a sorpresa di Clemente Rebecchini, storico rappresentante di Mediobanca nel board. Un segnale che conferma la frattura latente all’interno del consiglio, in un contesto in cui il recente passaggio di Mediobanca sotto il controllo di Mps ha ridisegnato la catena di comando del capitalismo finanziario italiano, da Siena a Trieste passando per Milano.
Caltagirone, le ombre del passato tornano a Trieste
L’astensione dei consiglieri vicini a Caltagirone riporta in superficie le tensioni del 2023, quando l’imprenditore romano aveva tentato, senza successo, di ribaltare il cda di Generali per sostituire l’amministratore delegato Philippe Donnet, accusato di immobilismo nella crescita per linee esterne. Un’operazione respinta dall’assemblea, ma che lasciò divisioni profonde e mai del tutto ricomposte. Oggi, con Delfin autorizzata da Consob a superare il 20% del capitale e con Caltagirone ancora attivo sul fronte Mediobanca, la nuova governance del Leone nasce su un terreno fragile, dove i rapporti di forza azionari restano in evoluzione.
Il segnale del mercato
La transizione di potere sarà graduale, ma non priva di insidie. In Borsa il titolo Generali segna un lieve rialzo (+0,9%), segno di fiducia cauta da parte degli investitori, che leggono l’arrivo di Terzariol come un segnale di continuità operativa e di rafforzamento della squadra manageriale. Resta tuttavia l’incognita degli equilibri azionari: il mercato guarda con attenzione alle mosse dei grandi soci – Mediobanca, Delfin, Caltagirone e Benetton – in una partita che intreccia governance, politica industriale e potere finanziario. La nuova era del Leone comincia così, con un cda spaccato e un mercato che aspetta, in silenzio, il prossimo passo.









