Generali: rinnovo vertici più complicato, azioni recuperano in Borsa
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Generali: rinnovo vertici più complicato, azioni recuperano in Borsa

Generali: rinnovo vertici più complicato, azioni recuperano in Borsa

Si avvicina l’importante appuntamento primaverile con l’assemblea dei soci di Generali. Ad alimentare le tensioni ci sta pensano l’International Securities Lending Association (Isla), che, come anticipato qualche giorno fa da alcune fonti di stampa, ha inviato a Mediobanca una lettera dai toni molto critici che ha costretto la Consob a mettersi al lavoro su un dossier che, forse, avrebbe preferito lasciare un altro po’ nel cassetto. La questione al centro dei rilievi dell’associazione britannica è il prestito titoli (si presume negoziato con Bnp Paribas) con cui Piazzetta Cuccia, al modico costo di 6,5 milioni di euro (come si legge nella semestrale del gruppo bancario) si è assicurata una quota del 4,4% di voti in assemblea di Generali che potrebbe consentirgli di controllare un gruppo da 85 miliardi di fatturato.

L’unico obiettivo dell’operazione con cui Mediobanca si ritrova a pesare per il 17,22% nell’azionariato del Leone è, infatti, come dichiarato esplicitamente nel documento societario, quello di arrivare con le spalle più grosse al confronto con la lista alternativa che presenterà il socio Caltagirone, presumibilmente appoggiato anche da Del Vecchio e dalla Fondazione Crt.

L’idea di assumere il controllo di un colosso come le Generali con un quarto del peso in assemblea preso in prestito solo per avere più voti e far prevalere la lista espressa dall’attuale cda (altra pratica non proprio ortodossa, che ha richiesto un’approfondita indagine della Consob) non sembra il massimo. Ma la legge non lo vieta espressamente. E c’è addirittura chi sostiene che sia una prassi diffusa.

La pensa molto diversamente, però, l’Isla, per cui la mossa di Mediobanca è in palese violazione con le norme vigenti. Secondo alcuni stralci della missiva, ad esempio, l’utilizzo dei titoli al solo scopo di scegliere il board della compagnia «è severamente vietato» quando vengono fatte «transazioni nell’ambito del Global Master Securities Lending Agreement di cui Mediobanca fa parte». Si fa inoltre notare che se l’entità che ha fornito i titoli a Mediobanca è registrata nel Regno Unito, come è, questa transazione «viola il codice del mercato monetario della Banca d’Inghilterra». Non solo: «Compromette fortemente le strategie di sostenibilità e corporate governance del settore».

Insomma, il giochino non si può fare. O almeno non lo può fare Mediobanca, che in quanto associata all’Isla ne dovrebbe rispettare le regole. Piazzetta Cuccia restituirà i titoli e cercherà di vincere in assemblea portando dalla propria parte i fondi di investimento? Difficile crederlo. Fonti vicine al dossier fanno sapere che «la legislazione italiana non prevede riferimenti normativi in merito, mentre quella inglese scoraggia l’utilizzo del prestito titoli solo per gli hedge fund e per quei soggetti che intendono influenzare l’andamento della società a scopo speculativo con orizzonti di breve e medio periodo». Insomma, le regole valgono solo per gli speculatori di professione e non per un’istituzione prestigiosa e rispettata come Mediobanca.

La palla, a questo punto, dovrà passare necessariamente alla Consob, che finora ha accuratamente evitato di occuparsi di quella che sembra una bomba pronta ad esplodere. La lettera dell’Isla la costringe a scendere in campo, ma i tempi sono stretti. E se i dubbi non saranno sciolti prima dell’assemblea delle Generali di primavera c’è il rischio che il duello tra Mediobanca e Caltagirone finisca alle carte bollate. Una prospettiva che, considerata l’importanza della posta in gioco, sarebbe preferibile evitare.

 

Generali: quotazioni tentano rimbalzo ma trovano un ostacolo in area 17 euro

Il titolo Generali sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,94%). Dopo un’apertura in gap up (subito ricoperto nell’intraday), infatti, le quotazioni si sono mantenute tutta la giornata all’interno di uno stretto trading range compreso tra i livelli 16,555 e 16,995 (area 17 euro). Proprio questa resistenza sta momentaneamente respingendo i corsi che, in realtà, sono in salita già da diverse sedute dopo l’importante minimo realizzato lunedì scorso a quota 15,300 e l’ottimo rialzo del successivo mercoledì (+4,85%). In pratica, l’inizio di una probabile configurazione a V che potrebbe vedere le quotazioni ancora in crescita durante la prossima settimana.

L’impostazione grafica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 40. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 17,165 con target nell’intorno dei 17,970 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 16,555 con obiettivo molto vicino al livello 16,220.

 


L’andamento di breve termine del titolo GENERALI

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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