Nel panorama globale delle criptovalute, dove la corsa alla regolamentazione rischia spesso di soffocare l’innovazione, la Georgia si distingue con una strategia che punta dritto all’integrazione sistemica degli asset digitali nell’economia reale. L’ultimo segnale in tal senso è arrivato oggi, quando Tether – la più grande azienda dell’ecosistema degli asset digitali, emittente di USDT con una capitalizzazione di mercato prossima ai 190 miliardi di dollari – ha annunciato il lancio di GEL₮, la stablecoin ufficiale della Repubblica di Georgia, agganciata al Lari georgiano e sviluppata con il supporto diretto del governo di Tbilisi.
In questo articolo:
- Tether lancia la stablecoin ufficiale della Georgia
- La Georgia e le criptovalute
Tether lancia la stablecoin ufficiale della Georgia
Reso noto attraverso un comunicato ufficiale, l’accordo rappresenta uno dei primi esempi al mondo di collaborazione diretta tra uno Stato sovrano e un operatore privato del settore crypto per portare la valuta nazionale su infrastrutture blockchain. GEL₮ è pensata per abilitare transazioni con costi ridotti, regolamento quasi istantaneo, pagamenti programmabili e una movimentazione del valore più efficiente rispetto ai sistemi bancari tradizionali. Le applicazioni attese spaziano dal commercio transfrontaliero allo sviluppo fintech, dai pagamenti digitali alle rimesse internazionali, con ricadute potenzialmente significative per l’intera regione caucasica.
“Le stablecoin non sono più uno strumento finanziario di nicchia. Stanno diventando parte del livello infrastrutturale della finanza globale”, ha dichiarato Paolo Ardoino, ceo di Tether. “La Georgia si è mossa in anticipo per costruire una vera architettura regolamentare per gli asset digitali, e quella chiarezza crea le fondamenta per una reale innovazione e adozione” Sul fronte governativo, il primo ministro Irakli Kobakhidze ha sottolineato come la collaborazione con Tether rappresenti un passo verso “un mondo finanziario più connesso, trasparente e digitalmente empowered”, mentre la presidente della Banca Nazionale georgiana, Natia Turnava, ha evidenziato l’allineamento della partnership con la strategia più ampia di sviluppo di un’infrastruttura finanziaria digitale sicura e internazionalmente compatibile.
La Georgia e le criptovalute
Il lancio di GEL₮ non è un fatto isolato, ma fa parte di un percorso istituzionale avviato anni fa. Sin dal 2023, le criptovalute in Georgia operano all’interno di un quadro giuridico definito, governato dalla legge sulla Procedura di Registrazione dei Virtual Asset Service Provider (VASP), entrata in vigore il 1° luglio di quell’anno. La Banca Nazionale della Georgia (NBG) è l’autorità di supervisione primaria, incaricata di rilasciare le licenze agli operatori del settore – exchange, custodi di asset, piattaforme di lancio di token – che devono rispettare obblighi stringenti in materia di antiriciclaggio (AML) e contrasto al finanziamento del terrorismo (CFT). Entro il 2026 il paese completerà la transizione verso un modello regolamentare ancor più evoluto, con aggiornamenti normativi che consolidano i requisiti uniformi per operare con asset virtuali.
Sul piano fiscale, la Georgia ha scelto una postura apertamente competitiva. I privati residenti non pagano alcuna imposta sui guadagni derivanti dalla compravendita di criptovalute: un’esenzione totale che si applica indipendentemente dall’entità dei profitti realizzati, rendendo il paese uno degli hub più attrattivi al mondo per investitori e trader crypto ad alto volume. Le società, invece, sono soggette a un’imposta societaria fissa del 15% – inferiore alla media europea – mentre le transazioni in crypto sono esenti da IVA. Questa combinazione di vantaggi fiscali, chiarezza normativa e infrastruttura in rapida espansione ha prodotto effetti concreti e misurabili: secondo i dati disponibili, il settore cripto ha contribuito per circa il 2% al Pil georgiano nel 2024, e il numero di imprese registrate nel comparto è cresciuto del 40% a partire dal 2023.
Un indicatore particolarmente rilevante del posizionamento georgiano è la crescita dell’attività di mining. Le operazioni di estrazione di criptovalute assorbono oggi circa il 5% dell’intera produzione elettrica nazionale, con un consumo che nel periodo gennaio-novembre 2025 ha raggiunto i 675 milioni di kilowattora, segnando un incremento di quasi l’80% su base annua. La disponibilità di energia a basso costo – un vantaggio strutturale del paese – e le politiche di sostegno al settore hanno attirato operatori di scala industriale, concentrati prevalentemente nelle zone economiche libere di Tbilisi e Kutaisi. Secondo Coinpedia, il paese detiene inoltre oltre 66 Bitcoin nelle riserve governative, collocandosi all’ottavo posto mondiale per detenzione pubblica di Bitcoin.
Sul fronte degli exchange, la Georgia si è affermata come una delle destinazioni più ambite. Bybit è stato il primo exchange globale a ottenere sia la licenza VASP standard sia quella in zona economica libera, segnale di una giurisdizione che offre al tempo stesso regolamentazione e flessibilità operativa. La penetrazione del mercato crypto tra la popolazione georgiana è stimata al 14,13% nel 2025, un tasso che colloca il paese ben al di sopra della media globale.









