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Germania: cosa succede alla locomotiva d’Europa?

La bandiera tedesca sventola davanti al Parlamento tedesco a Berlino

La Germania da locomotiva d’Europa si è trasformata in questo momento in un carrello ferroviario. I dati economici sul PIL sono stati al meglio stagnanti negli ultimi tre trimestri e l’industria soffre anche le difficoltà della Cina. Ne abbiamo parlato nella view settimanale della Weekly Note di Vontobel (QUI per iscriversi gratuitamente).

La Germania non sta attraversando un periodo economico particolarmente felice. Tra le principali economie europee è quella che negli ultimi mesi ha dato maggiori segnali negativi. Dopo il calo dello 0,4% del PIL nell’ultimo trimestre 2022, nei primi due quarti del 2023 il prodotto interno lordo ha segnato rispettivamente -0,3% e un 0%. Che il rallentamento sia per certi versi da attendersi come effetto negativo della politica monetaria stringente della BCE è comprensibile.

Tuttavia, il mercato in questa fase sta ragionando sulle prospettive per i mesi a venire, complici anche le recenti letture degli indici PMI particolarmente negativi. In un quadro che vede nuove pressioni al rialzo sul fronte delle materie prime energetiche, un peso per l’industria tedesca e più in generale sul fronte dell’incremento dei prezzi, il mercato si è irrigidito dopo i deludenti dati degli ordinativi e della produzione industriale di luglio. Usciti sotto le attese, gli ordinativi hanno mostrato una contrazione dell’11,7% dal +7,6% di giugno. Con -0,8% e attese di -0,5%, anche la produzione industriale ha segnato il passo per il quinto mese di fila.

Il legame con la Cina e il rallentamento economico di Pechino, con una crisi immobiliare da non trascurare, rappresenta un altro elemento di debolezza per la Germania. La Cina vale circa l’8% dell’export tedesco e la riduzione di questa voce causerebbe più di un grattacapo all’economia. L’innalzamento dei tassi BCE si sta facendo sentire e il quadro macro potrebbe peggiorare se la Banca centrale europea proseguisse nei rialzi. Eventualità da non escludere visto che l’inflazione in Germania permane elevata, al 6,1% su base annuale secondo i dati di agosto.

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