GFANZ: cos'è e come funziona progetto sull'ambiente di Mark Carney

GFANZ: cos’è e come funziona progetto sull’ambiente di Mark Carney

GFANZ: cos'è e come funziona progetto sull'ambiente di Mark Carney

La lotta al cambiamento climatico potrebbe essere giunta a un punto di svolta. Oltre 450 aziende ora fanno parte del Glasgow Financial Alliance for Net Zero, sostenuto dall’ex Governatore della Bank of England Mark Carney, co-presidente dell’associazione insieme a Michael R.Bloomberg. Le società, costituite da banche e gestori patrimoniali, insieme rappresentano 130.000 miliardi di assets, segnando un progresso enorme rispetto ad aprile, quando la GFANZ era stata costituita e contava su circa 70.000 miliardi di assets. 

Tutti i membri si sono impegnati affinché forniscano obiettivi intermedi sulla riduzione di emissioni di carbonio entro il 2030 e arrivino alla decarbonizzazione totale per il 2050. Secondo i 2 Presidenti, occorreranno probabilmente 100.000 miliardi di investimenti per aumentare l’adozione di energia pulita e di altre infrastrutture sostenibili utili a evitare nel breve tempo ulteriori impatti dannosi del cambiamento climatico.

GFANZ: cos’è e come funziona

La Glasgow Financial Alliance for Net Zero è un’iniziativa lanciata nell’aprile 2021 da Mark Carney, inviato speciale delle Nazioni Unite per l’azione per il clima e le finanze nell’ambito della campagna Race to Zero. Quest’ultima raduna enti non statali per intraprendere azioni rigorose e immediate al fine di ridurre le emissioni globali di CO2 in tutto il sistema finanziario. Attualmente sono più di 450 le società finanziarie che aderiscono all’iniziativa, rappresentanti 45 Paesi diversi. GFANZ concentra la sua attenzione su 7 aree chiave per la transizione climatica:

 

  • percorsi settoriali, che consistono nell’allineamento tra le istituzioni finanziarie e le principali industrie globali emittenti di sostanze inquinanti in modo da avviarsi verso il raggiungimento di zero emissioni;
  • piani di transizione dell’economia reale, riguardanti la descrizione delle aspettative del settore finanziario sui piani della decarbonizzazione delle imprese che lo stesso finanzia;
  • piani di transizione degli istituti finanziari, ossia la promozione della progettazione e attuazione dei piani di transizione a zero emissioni;
  • misurazione dell’allineamento del portafoglio, ovvero il supporto dello sviluppo e dell’implementazione delle metriche di allineamento del portafoglio per le istituzioni finanziarie;
  • mobilitazione del capitale privato, riguardante gli investimenti allo scopo da parte del settore privato e la collaborazione pubblico-privato per i Paesi emergenti e in via di sviluppo;
  • sostegno della politica pubblica per accelerare gli investimenti nelle attività allineate all’obiettivo di raggiungere zero emissioni;
  • impegno alla costruzione, nel senso di ampliare la natura e il numero di società finanziarie impegnate per lo scopo.

 

GFANZ: le opinioni

Intorno al primo centro finanziario al mondo allineato all’obiettivo zero emissioni si è creato un certo entusiasmo, ma vi sono anche coloro che esprimono scetticismo. Tra gli ottimisti vi è il cancelliere britannico Rishi Sunak che ha definito gli impegni presi come storici, aggiungendo però che occorre un nuovo sistema di regole per garantire che le aziende poi seguano standard definiti una volta riportati i loro piani di transizione. Al riguardo Carney ha dichiarato che monitorerà spietatamente e senza sosta i firmatari affinché rispettino quanto promesso. Secondo Jane Fraser, Amministratore Delegato di Citigroup, con l’impostazione di standard di sostenibilità sarà più facile per i membri investire in progetti green. 

Tra gli scettici figura l’organizzazione no profit francese Reclaim Finance. A giudizio dell’ente, non viene richiesto ai firmatari della GFANZ di interrompere il finanziamento dell’espansione dei combustibili fossili, precisando che dall’accordo di Parigi del 2015 le banche globali hanno sostenuto ben 4.000 miliardi di dollari di investimenti nelle materie prime inquinanti. E 500 miliardi sono stati stanziati nel 2021. Anche Larry Fink, CEO di BlackRock, ha affermato che ritiene molto più difficile distribuire il capitale programmato che garantire gli impegni.

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