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Giappone: da Governo pronto un maxi-piano stimoli

Giappone: pronto un maxi-piano di stimoli fiscali dal Governo

Se nelle più grandi Nazioni industrializzate del mondo il principale nemico sta diventando l’inflazione, in Giappone si ha il problema opposto. I prezzi crescono poco o nulla per effetto di una recessione economica che ancora risente enormemente degli effetti nefasti della pandemia. Durante il periodo più nero del Covid-19 gli stimoli monetari e fiscali si sono moltiplicati in tutto il pianeta e ovviamente il Giappone ha fatto la sua parte.

Il Governo nipponico ha speso 88.000 miliardi di yen, pari a 770 miliardi di dollari, cioè il 17% del PIL, per rilanciare l’economia. Evidentemente ciò non è bastato. Ora Tokyo si prepara a un altro ampio piano di stimoli che coinvolge soprattutto le famiglie. La sfida tuttavia è molto ardua, perché misure simili in passato hanno sortito scarsi effetti e non si vedono segnali tali per cui questa volta l’esito possa essere diverso.

 

Giappone: come sarà il pacchetto di stimoli fiscali

Il Primo Ministro Fumio Kishida distribuirà per ogni famiglia con figli under 18 un assegno di 100 mila yen, corrispondente a 872 dollari. Inoltre verrà effettuata un’erogazione in denaro anche alle famiglie a basso reddito che si trovano in difficoltà, nonché a lavoratori temporanei e studenti.

Su questo però vi sono alcune difficoltà oggettive, perché secondo alcuni esperti il Governo non ha gli strumenti di identificazione digitale che permettono di acquisire in tempo reale i dati sui redditi dei cittadini. Di conseguenza riesce difficile individuare in maniera efficiente chi sono coloro maggiormente colpiti dalla crisi pandemica.

Oltre alle famiglie, anche le piccole e medie imprese riceveranno un sostegno finanziario sottoforma di sussidi statali per far fronte all’aumento dei prezzi energetici. Infine verrà rifocillato il fondo di dotazione universitaria del Paese con 90 miliardi di investimenti per rafforzare la catena degli approvvigionamenti dei semiconduttori e saranno concessi sgravi fiscali alle imprese per agevolare gli aumenti salariali.

 

Alcune criticità nel pacchetto fiscale del Governo Kishida

Il pacchetto di stimolo promosso dal Governo desta comunque molte preoccupazioni, alla luce di un PIL che su base annua è arretrato del 3% e soprattutto del carico di debito pubblico, arrivato al 266% del prodotto interno lordo. Secondo Adam Posen, Presidente del Peterson Institute for International Economics, queste misure non sono le più tempestive che il Giappone potrebbe fare nè tantomeno dovrebbero essere una priorità per accelerare la ripresa visto anche il carattere di temporaneità che hanno. Per giunta il Paese non apprezza molto i pagamenti diretti in contanti, come dimostra un sondaggio dove la maggioranza degli intervistati mette in dubbio il sostegno alle famiglie con assegni e buoni.

Akihiro Morishige, ricercatore senior presso il Mitsubishi Research Institute, ricorda come la precedente distribuzione di denaro a ogni cittadino giapponese nel maggio del 2020 sia finito per il 70% nei risparmi bancari e non nei consumi. Questo ha impedito all’economia del Sol Levante di tenere il passo di quella degli altri Paesi, che hanno visto un rimbalzo ben più sostenuto. A giudizio di Morishige, se anche stavolta si ripeterà la stessa cosa, ovvero che solo il 30% dei sussidi verrà speso nell’economia reale, ciò non servirà a molto per aumentare il consumo complessivo del Paese.

Un altro problema rilevato dagli economisti riguarda il ritardo con cui è stato presentato il nuovo pacchetto di misure, dove ha inciso molto il discorso delle elezioni giapponesi. Secondo gli esperti, l’economia negli ultimi 3 mesi dell’anno potrebbe avere un forte rimbalzo a prescindere dagli stimoli fiscali del Governo, ma per effetto della revoca alle restrizioni derivanti dal Covid-19 grazie agli alti tassi di vaccinazione e al calo delle infezioni.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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