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Giappone: dal 2023 arriveranno in Borsa per la prima volta gli ETF attivi

Giappone: dal 2023 arriveranno in Borsa per la prima volta gli ETF attivi

Dal 2023 in Giappone arriveranno in Borsa gli ETF a gestione attiva, dopo oltre 20 anni in cui gli investitori hanno potuto operare solamente con i fondi passivi. Le nuove regole imporranno delle informazioni giornaliere sul paniere di assets che sono inserite nella gestione, mentre verranno vietati gli ETF attivi inversi. I regolamenti finali saranno messi a conoscenza del pubblico nella primavera del prossimo anno, con il debutto dei nuovi fondi che è previsto per la metà del 2023.

Il Giappone quindi cerca di recuperare terreno rispetto ad altri Paesi, dove gli ETF attivi si sono sviluppati da tempo. Negli Stati Uniti hanno ottenuto una crescita notevole negli ultimi due anni, soprattutto grazie all’apporto dell’ARK Innovation ETF di Cathie Wood, che ha realizzato guadagni strabilianti (+150%) nel 2020, sebbene abbia perso molto terreno negli anni successivi. Anche nella Regione Asia-Pacifico i fondi attivi sono cresciuti molto, in particolare nelle Borse di Corea del Sud, Australia e Hong Kong. Secondo i dati forniti da ETFGI, a livello globale il valore degli ETF attivi è arrivato a 474 miliardi di dollari nel mese di luglio, in crescita del 5,3% rispetto ai 450 miliardi di dollari di giugno.

In Giappone invece vi sono solo fondi indicizzati, per ora. In base ai dati di Morningstar, all’inizio dello scorso mese circa 240 fondi operavano nella Borsa di Tokyo con un volume complessivo di 466,3 miliardi di dollari. Ciò ha rappresentato un forte calo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando erano presenti 210 ETF ma con un valore delle attività di 549,7 miliardi di dollari. Nell’ultimo decennio comunque le partecipazioni negli ETF giapponesi di investitori retail e internazionali sono cresciute molto. A luglio del 2012 ad esempio gli investitori individuali detenevano quote per 364 miliardi di yen, mentre a luglio 2021 la cifra è diventata di 1.300 miliardi di yen, ossia quasi il 250% in più. Nello stesso periodo, gli investitori stranieri hanno registrato un aumento del 310%, ovvero da 290 a 1.200 miliardi di yen.

 

Giappone: avranno successo gli ETF attivi?

La mossa della Borsa di Tokyo di inserire dal prossimo anno anche gli ETF a gestione attiva non convince del tutto alcuni gestori di fondi, perché questi ritengono che gli investitori giapponesi siano tradizionalmente conservatori e quindi tenderanno a mantenere un’accoglienza fredda. Secondo Masahiro Hotchi, business development manager di Daiwa Asset Management, “i primi ETF riceveranno una risposta tranquilla”. A suo giudizio, un ostacolo sarà determinato dal fatto che gli ETF, a differenza dei fondi comuni d’investimento, non hanno un periodo di sottoscrizione durante il quale possono attirare gli investitori. Bensì, sono promossi una volta che risultano quotati e questo rappresenta uno svantaggio in termini di attenzione generale.

Jooyoung Yun, Chief Investment Officer di Global X Japan, afferma che il mercato giapponese non è ancora maturo per gli ETF attivi e quindi ha bisogno di tempo prima che gli operatori di mercato acquisiscano familiarità. “Gli investitori possono essere confusi con la differenza tra ETF passivi ed ETF attivi quando scelgono la loro soluzione di prodotto ottimale”, ha detto Yun.

Di opinione differente sono invece alcuni operatori come Osamu Okuyama, Amministratore Delegato del dipartimento ETF di Nomura Asset Management, che ha dichiarato che la percezione degli investitori giapponesi stesse cambiando. “Mentre prima molti confondevano gli ETF con le azioni, di recente hanno scoperto che gli ETF sono un buono strumento di investimento”, ha riferito Okuyama. Anche Jesper Koll, direttore esecutivo di Monex Group, risulta ottimista di fronte all’aggiunta degli ETF attivi alla Borsa di Tokyo. Questi strumenti “tendono a essere più economici e trasparenti rispetto ai fondi comuni e ciò potrebbe attirare gli investitori al dettaglio giapponesi”, ha affermato.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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